La violenza e il crimine - gravi fattori "di destabilizzazione delle società" - possono essere sconfitti soltanto con un impegno concreto di "tutti i singoli cittadini", ciascuno per la sua parte di responsabilità. Bisogna superare l'errata convinzione che per "incidere su questo fenomeno" siano sufficienti soltanto "le istituzioni e gli organismi preposti": l'imperativo deve coinvolgere "la società nel suo complesso", a cominciare dalla famiglia e passando per la scuola, le realtà religiose e i mezzi di comunicazione. Lo ha detto Benedetto XVI incontrando questa mattina i partecipanti all'Assemblea Generale dell'INTERPOL, ricevuti nell'Aula Paolo VI.
Nel suo discorso, il Papa si è incentrato innanzitutto sul problema della criminalità organizzata, la cui violenza rappresenta "un aspetto particolarmente preoccupante per il futuro del mondo", soprattutto perché i delitti di cui si macchia "infrangono le barriere morali progressivamente erette dalla civiltà e ripropongono una forma di barbarie che nega l'uomo e la sua dignità".
Nel suo discorso, il Papa si è incentrato innanzitutto sul problema della criminalità organizzata, la cui violenza rappresenta "un aspetto particolarmente preoccupante per il futuro del mondo", soprattutto perché i delitti di cui si macchia "infrangono le barriere morali progressivamente erette dalla civiltà e ripropongono una forma di barbarie che nega l'uomo e la sua dignità".



























