"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)
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giovedì 21 dicembre 2017

Cosa ha detto quest'anno il Papa ai membri della Curia Romana, in 15 punti


1. "Che questo Natale ci apra gli occhi per abbandonare il superfluo, il falso, il malizioso e il finto, e per vedere l’essenziale, il vero, il buono e l’autentico. Tanti auguri davvero!"

2. "Una Curia chiusa in sé stessa tradirebbe l’obbiettivo della sua esistenza e cadrebbe nell’autoreferenzialità, condannandosi all’autodistruzione".

3. "La comunione con Pietro rafforza e rinvigorisce la comunione tra tutti i membri".

4. "...superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtà rappresentano – nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni – un cancro che porta all’autoreferenzialità, che si infiltra anche negli organismi ecclesiastici in quanto tali, e in particolare nelle persone che vi operano".

5. "Permettetemi qui di spendere due parole su un altro pericolo, ossia quello dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternità della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma – non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità – si lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del 'Papa non informato', della 'vecchia guardia'…, invece di recitare il 'mea culpa'".

6. "Accanto a queste persone ve ne sono poi altre che ancora operano nella Curia, alle quali si dà tutto il tempo per riprendere la giusta via, nella speranza che trovino nella pazienza della Chiesa un’opportunità per convertirsi e non per approfittarsene".

7. "Questi 'sensi istituzionali', cui potremmo in qualche modo paragonare i Dicasteri della Curia romana, devono operare in maniera conforme alla loro natura e alla loro finalità: nel nome e con l’autorità del Sommo Pontefice e sempre per il bene e al servizio delle Chiese. Essi sono chiamati ad essere nella Chiesa come delle fedeli antenne sensibili: emittenti e riceventi".

8. "Antenne emittenti in quanto abilitate a trasmettere fedelmente la volontà del Papa e dei Superiori. (...) Si tratta di una grave responsabilità, ma anche di un dono speciale, che con il passare del tempo va sviluppando un legame affettivo con il Papa, di interiore confidenza, un naturale idem sentire, che è ben espresso proprio dalla parola 'fedeltà'"

9. "L’immagine dell’antenna rimanda altresì all’altro movimento, quello inverso, ossia del ricevente. Si tratta di cogliere le istanze, le domande, le richieste, le grida, le gioie e le lacrime delle Chiese e del mondo in modo da trasmetterle al Vescovo di Roma al fine di permettergli di svolgere più efficacemente il suo compito e la sua missione"

10. "L’unico interesse della Diplomazia Vaticana è quello di essere libera da qualsiasi interesse mondano o materiale. La Santa Sede quindi è presente sulla scena mondiale per collaborare con tutte le persone e le Nazioni di buona volontà e per ribadire sempre l’importanza di custodire la nostra casa comune da ogni egoismo distruttivo; per affermare che le guerre portano solo morte e distruzione; per attingere dal passato i necessari insegnamenti che aiutano a vivere meglio il presente, a costruire solidamente il futuro e a salvaguardarlo per le nuove generazioni".

11. "Chiamare la Curia, i Vescovi e tutta la Chiesa a portare una speciale attenzione alle persone dei giovani, non vuol dire guardare soltanto a loro, ma anche mettere a fuoco un tema nodale per un complesso di relazioni e di urgenze: i rapporti intergenerazionali, la famiglia, gli ambiti della pastorale, la vita sociale..."

12. "Il rapporto tra Roma e l’Oriente è di reciproco arricchimento spirituale e liturgico. In realtà, la Chiesa di Roma non sarebbe davvero cattolica senza le inestimabili ricchezze delle Chiese Orientali e senza la testimonianza eroica di tanti nostri fratelli e sorelle orientali che purificano la Chiesa accettando il martirio e offrendo la loro vita per non negare Cristo"

13. [Dialogo ecumenico] "La Curia opera in questo campo per favorire l’incontro con il fratello, per sciogliere i nodi delle incomprensioni e delle ostilità, e per contrastare i pregiudizi e la paura dell’altro che hanno impedito di vedere la ricchezza della e nella diversità e la profondità del Mistero di Cristo e della Chiesa che resta sempre più grande di qualsiasi espressione umana"

14. "Il rapporto della Curia Romana con le altre religioni si basa sull’insegnamento del Concilio Vaticano II e sulla necessità del dialogo. (...) Gli incontri avvenuti con le autorità religiose, nei diversi viaggi apostolici e negli incontri in Vaticano, ne sono la concreta prova".

15. "Una fede che non ci mette in crisi è una fede in crisi; una fede che non ci fa crescere è una fede che deve crescere; una fede che non ci interroga è una fede sulla quale dobbiamo interrogarci; una fede che non ci anima è una fede che deve essere animata; una fede che non ci sconvolge è una fede che deve essere sconvolta. In realtà, una fede soltanto intellettuale o tiepida è solo una proposta di fede, che potrebbe realizzarsi quando arriverà a coinvolgere il cuore, l’anima, lo spirito e tutto il nostro essere, quando si permette a Dio di nascere e rinascere nella mangiatoia del cuore, quando permettiamo alla stella di Betlemme di guidarci verso il luogo dove giace il Figlio di Dio, non tra i re e il lusso, ma tra i poveri e gli umili".

lunedì 14 settembre 2015

Giovani consacrati, in migliaia a Roma per l'incontro mondiale

4 mila e anche più: dai 5 continenti arriveranno il 15 settembre a Roma i giovani consacrati, per il loro “incontro mondiale”. 20 anni il più giovane, over 40 il più “attempato”.
Ragazzi e ragazze che hanno scelto di donare la loro vita a Dio, renderla “sacra,” nei diversi percorsi che la Chiesa offre: come religiosi e religiose nelle Congregazioni, laiciconsacrati in Istituti secolari, membri di Società di vita apostolica, vergini consacrate dal Vescovo ed inserite nel mondo, che fanno feconda la Chiesa.
E se oltre 700 sono i partecipanti italiani, ben 649 sono i Sudamericani, 1500 gli Europei, 553 gli Africani, quasi 800 gli Asiatici. Una ventina gli Australiani, 34 gli Statunitensi, 5 i canadesi, 4 i cubani, 18 verranno da Haiti. Dati in continuo aggiornamento.
Oltre 90 le nazionalità presenti: tra le altre da Iran, Siria, Iraq, Pakistan, Burundi, Kazakistan, Laos, Lesotho, Madagascar, Samoa, Sud Sudan.
Oltre 3 mila le donne. Mille gli uomini.
Per loro 4 giorni di incontri: al mattino in Aula Nervi su vocazione, vita fraterna e missione, nel pomeriggio in diverse parti di Roma momenti di dialogo e condivisione. La sera tre diversi itinerari: il cammino dell’annuncio a S. Andrea della Valle per la notte missionaria, il cammino dell’incontro nei luoghi della Carità promossa da Caritas, Comunità di S. Egidio e Talitha Kum per esperienze di servizio, il cammino della bellezza con percorsi guidati ai Musei Vaticani e Cappella Sistina.
Laura Galimberti
Altrodadire

lunedì 31 agosto 2015

"Ogni migrante è mio fratello", semplici cittadini, parroci e Vescovi italiani mobilitati per i profughi

In questo servizio di Aleteia, la mappa della solidarietà della Chiesa italiana, mobilitata per l'accoglienza degli immigrati che riescono a sbarcare sulle nostre coste. Una dimostrazione concreta della consapevolezza che "ogni migrante è mio fratello", cui tante volte Papa Francesco ha richiamato.
Ogni vita è degna di essere vissuta, e come cristiani non possiamo restare a guardare di fronte alle terribili tragedie del Mediterraneo. E infatti, la Chiesa è in prima linea.

L'ORATORIO DI BRUZZANO
L'oratorio della parrocchia della Beata Vergine Assunta di Bruzzano, periferia di Milano, dal 24 luglio ha aperto le porte per accogliere un massimo di 90 profughi al giorno. Un progetto organizzato dalla Casa della Carità di Milano in cui lo Stato non spende nulla. A gestire l'oratorio sono un centinaio di volontari del quartiere, assieme agli operatori dell'associazione presieduta da don Virginio Colmegna. A coprire i costi del progetto, che durerà fino alla fine di agosto, anche alcuni sponsor privati. Più di 250 gli stranieri già accolti (La Repubblica, 12 agosto). 

NIGERIANI E SIRIANI
La maggior parte sono giovani coppie nigeriane e madri siriane con i figli i cui uomini sono rimasti nel Paese d’origine, ma tutti si integrano bene e si spostano per tutta Milano senza grosse difficoltà. Inoltre ognuno svolge piccoli lavori in modo da mantenere in buono stato l’ambiente: tra questi è richiesto di pulire e apparecchiare e sparecchiare la tavola (Avvenire, 14 agosto).

LA CARITAS DI CAGLIARI
Molto attiva è la Caritas diocesana di Cagliari, che ha stabilito un'accoglienza straordinaria presso la sede in viale fra Ignazio 88.Per fronteggiare al meglio il servizio di accoglienza la Caritas accoglie beni di primo conforto come vestiario (uomo e donna e poco bambino), scarpe, infradito, asciugamani, bagnoschiuma, occorrente per la barba (cagliaripad.it, 14 agosto).

LA CHIESA DI GENOVA
Nello spirito del Vangelo, il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha accolto la richiesta di aiuto proveniente dalla Prefettura di Genova per l’ospitalità dei profughi. E oggi la Chiesa genovese cura già l’accoglienza di 50 profughi in una struttura di San Martino; altri 42 li ospita in una struttura diocesana in via del Campo; 15 li accoglie presso il Monastero in Via Bozzano nel quartiere di San Fruttuoso; 85 li ospita a Di Negro(chiesadigenova.it).

SUORE IN PRIMA LINEA
Le Suore Gianelline hanno accolto nella loro Casa Provinciale in Salita del Monte 23 donne profughe. Il Rettore del Santuario delle Tre Fontane a Montoggio ospita stabilmente 30 giovani provenienti da Paesi africani e asiatici.
Il Ceis (Centro di Solidarietà di Genova) ne sta accogliendo 16 a Fassolo; 33 a Campo Ligure e a Genova; inoltre, attraverso l’Aub, ospita a Genova 50 profughi minorenni.


A BERGAMO AIUTANO I PRIVATI
Sempre al Nord, è mobilitata la diocesi di Bergamo che fa accoglienza in strutture della Chiesa date gratuitamente: Casazza, Botta di Sedrina, San Paolo d’Argon, Villa Amadei, la Battaina di Urgnano. Solo a Valbondione ci sono due strutture di un privato prese in affitto da Caritas (ecodibergamo.it, 12 agosto).

lunedì 5 marzo 2012

Il Pakistan assegna la più alta onorificenza civile ad un sacerdote

Il "Sitara-e-Quaid-e-Azam", la più alta onorificenza civile destinata a cittadini stranieri, è stata assegnata dal governo pakistano a padre Robert McCulloch, membro della Società missionaria di San Colombano, distintosi per l’aiuto profuso per tutta la popolazione, in modo speciale durante l’alluvione che ha devastato il Pakistan lo scorso anno. Qui, in un'intervista della Radio Vaticana:

D. – Lei ha ricevuto la più alta onorificenza civile del Pakistan destinata a cittadini stranieri. E’ un premio che le viene consegnato direttamente dal governo pakistano. Per quale motivo?

R. – Credo che il pensiero di darmi questo premio rispecchi un sentimento chiaro: l’atteggiamento del fondamentalismo non è proprio del Pakistan. E’ sì presente nel Paese, ma è un atteggiamento falso. Con questo premio, si è voluto affermare che nel Pakistan esistono luoghi dove possono vivere i cristiani.

D. – In Pakistan, c'è il problema della legge sulla blasfemia... 

R. – Le leggi sulla blasfemia sono la radice dell’ingiustizia e sono contrarie al pensiero del padre della patria del Pakistan, Mohammad Ali Jinnah. Egli ha affermato che in questo Paese tutti sono uguali: nel tempio, nelle moschee e nelle chiese... Quando sentiamo la parola "minoranza", già ci troviamo di fronte a una differenza, anche rispetto alla legge, e per questa ragione i cristiani in Pakistan vivono tempi pericolosi.

D. – E’ possibile immaginare un futuro di pace e di convivenza fra le religioni?

R. – Credo che la maggioranza voglia proprio questa pace. Ma tra i fondamentalisti c’è una guerra religiosa. Nel momento in cui ci sarà la pace tra i musulmani, credo che ci sarà la pace per tutti, anche per i cristiani. (vv)

giovedì 22 settembre 2011

Dal prossimo Avvento, nel Regno Unito entra in uso la nuova traduzione inglese del Messale Romano

Domenica pomeriggio sono state ufficialmente presentate a Londra le prime due copie della nuova traduzione inglese del Messale Romano che entrerà in uso nella Chiesa del Regno Unito a partire dal prossimo Avvento.

Si tratta di due messali d’altare che sono stati consegnati al presidente della Conferenza episcopale inglese e gallese mons. Vincent Nichols e a mons. Arthur Roche, presidente del Dipartimento episcopale per la vita cristiana e il culto e della Commissione internazionale per l’inglese nella Liturgia (Icel). 

L’occasione è stata la solenne Messa di ringraziamento celebrata nel pomeriggio di domenica nella cattedrale di Westminster per il primo anniversario del viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito, a cui hanno partecipato tutti i vescovi ed i seminaristi locali, insieme ad alcuni rappresentanti della Chiesa anglicana e del Governo.

Uno dei due volumi, avvolti in un’elegante custodia di velluto rosso, è stato usato da mons. Nichols per la celebrazione. Durante la cerimonia l’arcivescovo di Westminster ha vivamente ringraziato i responsabili del Catholic Truth Society (Cts) che ne ha curato la pubblicazione, affermando che il nuovo Messale una grande importanza per la vita della Chiesa nel Regno Unito. Il Segretario generale della Cts Fergan Martin ha dichiarato, da parte sua, che questa impresa editoriale è stata una grande soddisfazione e piacere per la casa editrice.

La nuova traduzione inglese del Messale Romano ha richiesto otto anni di intenso un lavoro, a cui Benedetto XVI aveva dato un forte incoraggiamento durante la sua visita nel Regno Unito, esprimendo parole di grande apprezzamento per l’impegno profuso in questa impresa. Come auspicato dal Santo Padre, l’introduzione dei nuovi testi è stata un’importante occasione di catechesi per la Chiesa locale.

I cambiamenti più importanti sono quelli che riguardano le parole per la Confessione dei peccati, quelle del Gloria, del Credo e del Santo. (RV, L.Z.)

Per conoscere l'iter che ha portato alla nuova traduzione: Comunicati Stampa del Comitato Vox Clara (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti): QUI

lunedì 12 settembre 2011

A Colle don Bosco e Torino Valdocco il raduno dei giovani salesiani per l'Harambée 2011

Da sabato 24 a domenica 25 settembre, più di 400 giovani provenienti da tutta Italia si ritroveranno al Colel don Bosco (Torino) attorno al Rettore Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chávez Villanueva e ai membri dell’Europa salesiana per l’Harambée 2011, una due giorni per celebrare con gioia il loro impegno ad essere testimoni del Vangelo nel mondo.

Il Rettor Maggiore consegnerà  i crocifissi missionari ai Salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, ad altri membri della Famiglia Salesiana e ai volontari laici che hanno deciso di donare uno, due anni o l'intera vita a servizio dello sviluppo umano e dell’annuncio del Vangelo nei Paesi poveri. 

Ancora oggi i figli e le figlie di Don Bosco vivono la propria disponibilità di spirito lasciandosi invadere dalla vita dei poveri, dalla loro sensibilità, per essere lievito e nello stesso tempo “pane” per tutti quei giovani che avvicineranno nella loro quotidianità.

Per il programma dettagliato della due giorni: Harambée 2011  

martedì 2 agosto 2011

A Plug (Albania) con il cuore... l'estate delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore

Tre giorni di formazione umana, spirituale e specifica con gli animatori e una settimana di Centro estivo con i bambini e visita alle famiglie di Plug, in Albania. È quanto vivranno, come ormai consuetudine dal 2004, un gruppo di Giovani PASC (Piccole Ancelle del Sacro Cuore) fino al 10 agosto.

Ma chi sono le Piccole Ancelle del Sacro Cuore?


La Congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore ebbe la sua origine a Città di Castello (Perugia) il 9 agosto 1915, per opera del beato Carlo Liviero, Vescovo della stessa Diocesi.
La fondazione, concepita per divina ispirazione e fermentata dalla carità di Cristo, aveva lo scopo preciso di esercitare il più autentico amore cristiano, in particolare, data la necessità del momento, verso i figli dei combattenti e gli orfani. 

L’anno successivo, 1916, Benedetto XV approvava la nascita del nuovo Istituto.
Le prime giovani, desiderose di donare la propria vita a Dio prendendosi cura dei piccoli, furono affidate, per la loro formazione, a Madre Geltrude Billi, delle Oblate Salesiane. Donna energica e determinata, religiosa molto colta e pia che lavorò con zelo per l’incremento della Congregazione di cui divenne Confondatrice. 

Nei disegni della Provvidenza, il primo gruppo di ragazze, votate interamente ad una missione di carità, attirò altre, tanto che il numero dei membri della appena nata famiglia religiosa andò sempre più aumentando. 

Ben presto furono aperte le prime case filiali in Diocesi e in varie parti d’Italia.
Secondo la visione apostolica del vescovo Liviero, che aveva allargato il campo d’azione a diverse forme di cristiana carità, le Suore si dedicarono anche all’insegnamento, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primaria, alle varie opere parrocchiali e all’assistenza dei malati e degli anziani.
Dopo la morte del Fondatore, avvenuta nel 1932, il 17 maggio 1938 l’Istituto, in considerazione del suo crescente sviluppo e del servizio dato alle chiese locali, ottenne il Pontificio Decreto di Lode.
La Congregazione, prevalentemente diffusa in Italia fino al 1980, attualmente è presente anche in Svizzera, Kenya, Uganda, Albania ed Ecuador.

Per ulteriori informazioni: http://www.piccoleancelledelsacrocuore.net/

lunedì 25 luglio 2011

I 50 anni dell'Istituto delle Missionarie Secolari Scalabriniane

Ricorre oggi il 50° anniversario della nascita dell’Istituto delle Missionarie Secolari Scalabriniane. L’Istituto sorse a Solothurn, in Svizzera, il 25 luglio 1961 su iniziativa di Adelia Firetti, giovane insegnante di Piacenza. 

La comunità delle Missionarie ha compiuto i suoi primi passi in un contesto di emigrazione e ha ricevuto la prima approvazione della Chiesa nel 1967 e il riconoscimento definitivo come Istituto Secolare nel 1990.

Le Missionarie sono un carisma all’interno della Famiglia Scalabriniana, che comprende innanzitutto le due congregazioni fondate dal Beato Giovanni Battista Scalabrini, quella dei Missionari Scalabriniani e quella delle Suore Scalabriniane.

Riferisce l’agenzia Fides che le Missionarie vivono la consacrazione a Dio e l’ispirazione scalabriniana in una forma di vita laicale, inserite negli ambienti ordinari della società, attraverso vari tipi d’impegno professionale (nel campo sociale, culturale, pastorale, scolastico, medico, artistico, scientifico), di condivisione e di sensibilizzazione a favore dei migranti e dei rifugiati. Attualmente le Missionarie sono di nove nazionalità e sono presenti in Svizzera, Germania, Italia, Brasile e Messico.

Vivendo in piccole comunità internazionali, le Missionarie sono chiamate a testimoniare che, con il fermento del Vangelo, è possibile vivere l’accoglienza e il dialogo tra le diversità, che apre la strada ad una nuova Pentecoste dei popoli.

Momenti culminanti di quest’anno di celebrazione sono stati il pellegrinaggio di tutte le Missionarie a Roma con l’udienza dal Papa (28-31 dicembre 2010), la Scalabrini-Fest di Primavera a Solothurn con 400 partecipanti di 33 Paesi differenti (29 aprile - 1° maggio 2011) e l’incontro delle Direzioni Generali dei tre Istituti della Famiglia Scalabriniana a Solothurn (15-18 giugno 2011).

Per ulteriori informazioni: http://www.scala-mss.net

martedì 10 maggio 2011

In Cina sono in crescita le professioni religiose e le celebrazioni di anniversari

Il mese di maggio, dedicato dalla devozione popolare alla Vergine Maria, è stato scelto da diverse congregazioni religiose femminili per promuovere le vocazioni e confermare il proprio "sì" al Signore, come fece Maria, attraverso la professione dei voti e la celebrazione degli anniversari della vita consacrata, a conferma della vitalità delle vocazioni femminili nel continente. 

Secondo le informazioni pervenute all'Agenzia Fides, domenica 8 maggio una suora della Congregazione delle Piccole Figlie dello Spirito Santo della diocesi di Lan Zhou ha emesso i voti perpetui e altre 7 religiose hanno rinnovato i voti temporanei. Oltre 500 fedeli hanno partecipato a "questo momento di speranza e di vitalità della Chiesa". Anche il Vescovo diocesano, che ha presieduto la celebrazione, ha esortato le religiose a "portare la Croce, dando un segno coraggioso di fede al mondo".

La diocesi di An Yang della provincia di He Nan ha festeggiato 25 anni di vita consacrata di 11 suore della Congregazione di S. Giuseppe, esprimendo la gratitudine per il loro servizio e la loro dedizione, per la loro testimonianza dell'Amore di Cristo e la risposta alla vocazione. Venti sacerdoti hanno concelebrato con il Vescovo diocesano la Messa di ringraziamento, cui hanno preso parte una sessantina di suore e oltre 600 fedeli. 

Attualmente la Congregazione, che è stata fondata da un missionario italiano del Pime nel 1920, conta 116 religiose: 98 di voti perpetui e 18 di voti temporanei. La maggiore parte delle suore sono impegnate nell'evangelizzazione e nel servizio sociale, attraverso un asilo, una clinica oculistica, ecc.

lunedì 11 aprile 2011

"Dono del cuore", la casa famiglia voluta da Giovanni Paolo II

"Dono del cuore" ha aperto le sue porte a 8 adolescenti e bambini affidati ai guanelliani dal tribunale di Cracovia. I ragazzi hanno dai 4 ai 17 anni.

"Dono del cuore" è la casa famiglia appena avviata nel territorio di Skawina, in Polonia.

La struttura sorge nel Centrum Don Guanella che da 15 mesi lavora testimoniando il carisma guanelliano nel territorio. 

"L'idea è stata di Giovanni Paolo II, che ci ha esortati ad andare in Polonia per condividere con i poveri il carisma di don Luigi. Poi la Provvidenza ha fatto il resto", si legge in una nota dell'animatore spirituale, don Wieslaw Baniak, diffusa dai guanelliani e ritrasmessa dall'Agenzia Fides.

"Oggi la nostra cappellina - aggiunge - accoglie centinaia di persone per la preghiera e le Messe festive. Intorno stanno sorgendo nuove case, per gli abitanti siamo un punto di riferimento per la preghiera e la carità".

Il Centro nei mesi estivi accoglie congregazioni, gruppi di preghiera, associazioni o movimenti presenti nella zona, per momenti di formazione o riposo. Diverse le iniziative promosse per i giovani del paese.

martedì 5 aprile 2011

Una mostra e un convegno per i 40 anni dell'Istituto Francescano di spiritualità

Una giornata di studi ed una mostra fotografica hanno celebrato i quarant'anni di attività dell'Istituto Francescano di spiritualità presso la Pontificia Università Antonianum di Roma.

Sul tema “Identità e compito della teologia spirituale oggi” sono stati chiamati ad interrogarsi teologi e docenti dell’Istituto. Ad introdurre i lavori - presieduti da padre Vincenzo Battaglia, decano della Facoltà di Teologia – è stato padre Johannes Freyer, rettore dell’Ateneo.

Nel pomeriggio, la celebrazione dell’anniversario, presieduta da suor Mary Melone, docente all’Antonianum; quindi l’intervento di padre Paolo Martinelli, preside dell’Istituto su “Tracce di storia dell’Istituto francescano di spiritualità; a seguire il confronto tra il ministro generale dell’Ordine dei Frati minori e gran cancelliere dell’ateneo, padre José Rodríguez Carballo, con il ministro generale dei Cappuccini, padre Mauro Jöhri, sul tema “Quale missione per l’Istituto francescano di spiritualità?”. 

Per l’occasione è stata anche allestita una mostra fotografica, visibile fino a domani, intitolata “Il passo di Francesco”. Ideata da fra Marco Finco, cappuccino milanese, la rassegna illustra per immagini il Testamento di San Francesco di Assisi.

Ulteriori informazioni sull'Istituto Francescano di Spiritualità

venerdì 18 marzo 2011

Un centro di spiritualità delle POM accoglie gli sfollati australiani

L'Home Fund delle Pontificie Opere Missionarie (POM) australiane ha recentemente sovvenzionato un nuovo centro di spiritualità per i profughi aborigeni nella remota regione dell'East Kimberley, nell'Australia occidentale, dopo che le loro abitazioni sono andate distrutte a causa delle improvvise inondazioni.

In un comunicato recepito dall'Agenzia Fides, si legge che le pesanti piogge del 13 marzo scorso, che hanno preceduto le alluvioni, hanno trasformato la comunità aborigena di Gija a Warmun in un torrente di fango. Molte abitazioni sono state spazzate via, altre sono del tutto inabitabili. 

Le piogge hanno danneggiato gravemente anche la vicina scuola cattolica Ngalangangpum ("Mother and Child"), allagato giardini, edifici scolastici e l‚abitazione delle tre Suore di San Giuseppe, nel comprensorio della scuola. Sono state evacuate 500 persone, molte delle quali hanno trovato riparo nel vicino Mirrilingki Spirituality Centre (Warmun Retreat Centre). 

Il Vescovo della diocesi di Broome, Mons. Chris Saunders, ha espresso la sua solidarietà e il sollievo per il fatto che l‚inondazione non abbia provocato feriti gravi nè morti. Il Vescovo ha anche aggiunto che gli allagamenti continuano ad isolare le strade di Warmun e che, grazie agli elicotteri, molte persone sono state trasportate in sistemazioni temporanee nelle città di Halls Creek e Kununurra. 

"Un disastro enorme, tante famiglie sono state separate, si tratta di una vera e propria dislocazione sociale per loro che hanno perso tutto", ha detto Mons. Saunders. Attraverso l'Home Mission Fund, le Pom australiane sostengono le attività e i programmi della diocesi di Broome. 

Il Centro di Spiritualità Mirrilingki di Warmun offre formazione religiosa, la possibilità di gruppi di lavoro e di dialogo con gli indigeni, ed è in grado di accogliere famiglie e gruppi anche per lunghi periodi.

mercoledì 9 marzo 2011

Roma espone la Via Crucis bronzea più grande del mondo, realizzata presso le Pie Discepole del Divino Maestro

Le 14 stazioni della “Via Crucis”, rappresentate da 49 statue e 11 croci alte quasi due metri, fuse in bronzo con il sistema della cera persa. È l’originale allestimento che si potrà vedere da domenica prossima, 13 marzo, fino al 29 aprile a Roma, in via della Conciliazione. 

L’opera, definita come la Via crucis più grande del mondo, è stata commissionata dalla municipalità di Coquimbo in Cile, dove ritornerà dopo l’esposizione romana. Realizzata dagli scultori Pasquale Nava e Giuseppe Allamprese, ha richiesto 20 tonnellate di bronzo e cinque anni di lavorazione. 

La sacra rappresentazione è in stile tradizionale e rispetta il più possibile la descrizione della Passione dei Vangeli. 

A presentare la grandiosa installazione di arte sacra contemporanea sono stati oggi, tra gli altri, il card. Velasio De Paolis, presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, e il sovrintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma, Umberto Broccoli, durante un’iniziativa organizzata presso la sala stampa di Radio Vaticana. 

Le statue bronzee che compongono la “via Crucis” sono state realizzate dalla Domus Dei, di proprietà della congregazione delle Pie Discepole del Divino Maestro.

* Ringraziamo Gabriele Bellan per averci concesso una foto dell'esposizione.

giovedì 3 marzo 2011

In Angola l'Hospital Divina Providencia a disposizione di 1 milione di abitanti

Anni di conflitti devastanti, trasformazioni demografiche e declino economico hanno ridotto il popolo angolano ad uno stato di povertà e di privazione tra i peggiori del mondo. Le cattive condizioni ambientali, la difficoltà di accesso all'acqua potabile, le lunghe piogge, la mancanza di strutture sanitarie di base, espongono le popolazioni povere della città a maggiori rischi di malattia. 

In questo contesto, l'Unione Medico Missionaria Italiana (UMMI) è impegnata, dal 1994, a sostegno della popolazione locale, in particolare verso la fascia materno-infantile. 
L'input alle attività dell'UMMI è stato dato dalla Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, presenti a Luanda dal 1984.

Di particolare rilievo tra le iniziative è l'Hospital Divina Providencia (HDP) che interessa la periferia della capitale angolana, punto di riferimento per circa un milione di abitanti. 

Nel corso del 2009 e nei primi mesi del 2010, hanno usufruito delle cure mediche dell'HDP, oltre che dell'assistenza sanitaria di base presso i 4 Posti di Salute (PdS) periferici, circa 80 mila bambini nella fascia di età tra 0 e 14 anni. 

Fino ad oggi nel nosocomio sono stati ricoverati più di 2.500 bambini, di cui almeno 500 presso il Centro Nutrizionale Terapeutico per la cura della malnutrizione grave, oltre ad altri mille casi seguiti ambulatorialmente per la prevenzione di disturbi legati alla carenza di cibo. 

Il reparto pediatrico dispone di 54 posti letto, di cui 18 dedicati al settore malnutriti. 

Nei PdS sono state effettuate almeno 106 mila visite. Grazie all'allestimento di una nuova banca del sangue sono triplicate le trasfusioni e sono stati eseguiti oltre 200 mila esami. 

-Fides-

lunedì 28 febbraio 2011

Le Missionarie di Maria Immacolata contro la tratta delle ragazze

Contrastare la tratta delle ragazze. È questo l’impegno assunto dalle suore filippine della Congregazione dell'arcidiocesi di Cebu “Missionarie Maria Immacolata Regina del Paradiso (IMQHM)”. Le Filippine sono infatti il quarto dei dieci Paesi con il più alto numero di prostituzione minorile. 

Questa piaga riguarda ragazze tra i 15 e i 20 anni, ma spesso anche bambine di soli 8 anni. Attraverso un programma pilota, le suore missionarie cercano di sottrarle alla prostituzione offrendo il loro aiuto. Si recano negli stessi villaggi dove gli sfruttatori reclutano le ragazze con la promessa di un buon lavoro in città.

Durante la loro missione non portano l'abito religioso. Di solito una delle due entra in un bar per avvicinare qualche giovane donna che potrebbe avere bisogno di aiuto, mentre l'altra rimane fuori per segnalare eventuali pericoli.

Se riescono ad avvicinare la minorenne che vuole sottrarsi al giro della tratta, le suore la indirizzano nel loro istituto di Cebu, chiamato “Casa dell'Amore”. Qui le religiose offrono un riparo, cibo, istruzione, assistenza sanitaria, formazione professionale alle ex prostitute e ai loro bambini. Ma anche istruzione a 800 studenti della scuola elementare e a 275 della scuola superiore. Attualmente sono 20 le vittime della tratta ospitate.

Le suore hanno grandi progetti per la loro missione: realizzare un Centro di accoglienza più grande, che possa ospitare fino a 500 persone, donne e bambini fino a cinque anni di età. Entro il 2012 sperano di introdurre corsi vocazionali e classi di studi superiori.

La Congregazione, fondata nel 1996 da Suor Corazon Salazar, conta otto suore professe, 11 con voti temporanei e tre novizie. Il loro carisma è sviluppato non solo a favore delle donne e dei bambini vittime della prostituzione, ma anche nella lotta alla povertà che è la causa principale della prostituzione.

giovedì 24 febbraio 2011

Oggi parliamo delle "Figlie di San Camillo". A Grottaferrata il centenario della fondatrice

La missione propria delle Figlie di San Camillo è di testimoniare l’amore sempre presente di Cristo verso gli infermi, nel ministero spirituale e corporale esercitato anche con rischio della vita. 
 
I campi di attività sono: ospedali, ambulatori, dispensari, case per anziani, strutture per bambine con handicap fisici e mentali, assistenza a domicilio, lebbrosari e missioni.

Nello spirito dei Beati Fondatori, Luigi Tezza e Madre Vannini, l’Istituto si è aperto verso nuove frontiere: barboni, malati di Aids, bambini di strada. Inoltre nei paesi in via di sviluppo si è creata una rete di sussidi sanitari che rispondono ai bisogni della gente locale: visite regolari ai villaggi, centri nutrizionali, cure palliative, distribuzione di medicine.

Ancora, allo scopo di preparare operatori e operatrici sanitarie secondo lo spirito di Madre Vannini - che è lo spirito stesso di San Camillo - , le Figlie di San Camillo dirigono varie scuole infermieristiche con seria formazione clinica, umana e spirituale. In queste scuole, l’Istituto intende trasmettere a chiunque voglia operare nel mondo della salute quello spirito di carità evangelica che il Figlio di Dio col suo esempio ha insegnato. Cristo, per primo, infatti, dedicò agli infermi speciali premure e ciò che Lui fece volle che lo facessero anche i discepoli unendo alla missione apostolica il mandato di curare gli infermi: “... curate i malati... e dite loro: è vicino a voi il Regno di Dio” (Lc 10,9).

In modo particolare nelle missioni d’Africa le religiose sono chiamate ad affrontare emergenze sanitarie quali: visite e somministrazioni di cure e medicine ai malati dei villaggi interni che non hanno la possibilità di andare da un medico, né tanto meno di acquistare medicine, nemmeno le più comuni; prevenzione delle malattie infantili, educando le mamme e vaccinando tempestivamente i bambini piccoli. 

A tale scopo sono sorte nelle missioni in Africa i cosiddetti “centri di maternità” e “centri per prematuri”, luoghi dove si curano ed assistono le mamme in attesa, fino al momento del parto e dopo, insieme ai loro bambini. 

La prevenzione della malattia è un elemento caratterizzante del lavoro delle suore in Africa, che si attua con l’attività formativa. A Ouagadougou, in Burkina Faso, nell’École ménagère St. Camille, scuola di economia domestica, si formano centinaia di ragazze burkinabé al loro futuro di mamme, insegnando loro i tipici mestieri domestici, tessitura, cucito, cucina, igiene e tutto ciò che è necessario sapere per il buon andamento della conduzione familiare. 

Un contributo non piccolo allo sviluppo della società locale, all’armonia e benessere delle famiglie e all’emancipazione della donna.

Intanto ieri pomeriggio, 23 febbraio, nella Casa generalizia delle Figlie di San Camillo a Grottaferrata, si è svolta una solenne cerimonia eucaristica per il centenario della scomparsa della fondatrice dell’Istituto, la Beata Madre Giuseppina Vannini. La Messa è stata presieduta dal cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano.

mercoledì 23 febbraio 2011

Gli Scalabriniani impegnati in Brasile contro il traffico di esseri umani e il lavoro forzato

La Rete di organizzazioni ecclesiali dei missionari Scalabriniani sta promuovendo una campagna di raccolta di firme allo scopo di far inserire i temi "Tratta di esseri umani e lavoro forzato" nella Campagna di Fraternità (Cf) 2013, che viene abitualmente coordinata dalla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb).

Secondo le informazioni trasmesse dall’agenzia Fides, per gli Scalabriniani affrontando il problema della tratta di esseri umani, la Cf contribuirà a sradicare questi crimini e a creare politiche pubbliche e programmi sociali che garantiscano l'assistenza alle vittime.

Secondo la rete di organismi religiosi che operano nel campo della mobilità umana e dell’emigrazione (i gruppi più colpiti da queste reti criminali) la scelta dei temi è urgente, perché “il traffico di esseri umani e il lavoro forzato sono due ferite profonde nella società”.

"La proposta di una futura Cf sulla tratta di persone, oltre a denunciare tutte le situazioni che sono contro la dignità degli esseri umani, diventa un appello a portare nella Chiesa e nella società la vita e i sogni degli emigranti.

Più che denunciare il traffico delle persone, il lavoro degli schiavi e le pratiche simili, la Cf come Campagna di Quaresima, dovrebbe portare alla conversione personale e sociale, cercando di recuperare il rispetto e la dignità di tutti i migranti" sottolinea il testo della Rete.

martedì 22 febbraio 2011

Ai Francescani dell'Immacolata il Santuario della Divina Misericordia di Allada

Con una solenne Celebrazione, domenica 13 febbraio Mons. Antoine Ganye, neo Arcivescovo di Cotonou, ha affidato il Santuario della Madonna della Divina Misericordia di Allada alla cura pastorale dei Frati Francescani dell'Immacolata.
 
Il Centro Mariano Allada, eretto in Santuario mariano diocesano il 1 ottobre 1997 da Mons. Isidore de Souza, ha conosciuto sotto la direzione p. Alfonso Maria Bruno, durata un decennio, una crescita esponenziale fino all'inaugurazione della bellissima chiesa con campanile, avvenuta il 15 aprile 2007.

L'allora Arcivescovo Marcel Agboton, aveva in seguito riorganizzato il Santuario, dove già viveva una comunità di sacerdoti e missionari, religiosi e religiose, con la nomina di un animatore pastorale proveniente dal clero diocesano di Cotonou. 

Dopo una sperimentazione durata più di tre anni, il Vescovo Ganye ha voluto tornare al vecchio modulo, stipulando con i frati Francescani dell'Immacolata una convenzione canonica. L'Istituto religioso, inoltre, celebrerà il 13 dicembre la sua presenza ventennale nel Benin.
 
Il Superiore della comunità di Allada, P. Michele Maria Iorio, è stato nominato rettore del Santuario. 

Questo gesto è stato accolto come segno di comunione ecclesiale e di efficace collaborazione tra la Diocesi e i religiosi, mentre si avvicina il viaggio apostolico in Benin di Benedetto XVI, previsto a novembre.

- Fides -

mercoledì 19 gennaio 2011

In Vietnam è risveglio della fede grazie a don Bosco



"Vengo a trovarvi e rimango con voi": è il tema con cui la famiglia Salesiana in Vietnam ha deciso di contrassegnare l'evento straordinario della visita delle reliquie di San Giovanni Bosco, che stanno compiendo un pellegrinaggio in estremo Oriente. 

Il pellegrinaggio dell'urna del santo ha ricevuto l'approvazione del Comitato Centrale per le Religioni in Vietnam: la Famiglia Salesiana (i religiosi; le Figlie di Maria Ausiliatrice, che festeggiano il 50° della loro presenza in Vietnam; i laici cooperatori) hanno così potuto preparare l'evento con un programma che ha coinvolto l'intera comunità cattolica del paese attraverso la circolazione di sussidi, le celebrazioni liturgiche, la Lectio Divina, e incontri di sensibilizzazione destinati soprattutto ai giovani.

Le spoglie sono giunte a Ho Chi Minh City il 16 gennaio - provenienti dalla Filippine - e hanno trovato centinaia di giovani che hanno salutato l'arrivo con canti e danze, mentre una fila interminabile di fedeli (oltre 10 mila) ha pazientemente atteso in fila per rendere omaggio al Santo nella sede dei Salesiani.´

Una solenne concelebrazione Eucaristica (con 30 concelebranti) ha visto la partecipazione di oltre 5.000 persone, mentre. P. Joseph Tran Hoa Hung, Provinciale Salesiano del Vietnam, ha sottolineato che "la visita di don Bosco è soprattutto un richiamo ai giovani, e vuole risvegliare la loro fede, speranza e carità".

I Salesiani in Vietnam registrano un notevole incremento di vocazioni: „I giovani vietnamiti sono affascinati dal carisma di don Bosco‰, nota a Fides un salesiano locale. In Vietnam i Salesiani sono impegnati soprattutto nella pastorale giovanile e nella gestione di scuole e di istituti di formazione professionale.

Le reliquie visiteranno le diocesi di Ba Ria, Da Lat and Xuan Loc, prima di lasciare il paese, il 1° febbraio, all'indomani della solenne conclusione della visita, proprio nella festa di San Giovanni Bosco, il 31 gennaio.


La storia dei Salesiani in Vietnam comincia nel 1942, quando il salesiano francese don Dupont fu espulso dal Giappone e incorporato nell'esercito francese ad Hanoi. Là fece amicizia con padre Seitz delle Missioni Estere di Parigi (MEP). 
I due fondarono un orfanotrofio che divenne ben presto una specie di "città dei ragazzi". Padre Seitz, eletto poi Vescovo di Kontum, si ricordò di don Dupont e volle affidare l‚opera ai figli di Don Bosco. 
Era il 3 ottobre 1952. In breve la città dei ragazzi assunse un volto salesiano e si organizzò in scuola professionale. Da allora nonostante alcune difficoltà e pause dovute alla storia del Vietnam e alle restrizioni dei governi comunisti, i Salesiani hanno ampliato e radicato la loro presenza. 
Oggi i religiosi nativi del Vietnam sono una trentina, operanti con altri salesiani di altre nazionalità.
                              

lunedì 17 gennaio 2011

In Colombia il diploma delle superiori si può conseguire online

È partito in questi giorni l'ultimo dei progetti promossi delle missioni guanelliane in Colombia: una scuola on line per conseguire il diploma delle superiori.

"Il progetto - spiega padre Cosimo Pedagna, promotore dell'iniziativa - nasce dalla percezione che molti giovani e adulti non hanno terminato in Colombia le scuole superiori e non possono neanche iniziarle, perché hanno necessità di lavorare".

Da qui l'idea di offrire una possibilità di promozione culturale e quindi lavorativa al maggior numero possibile di persone.

"Le strutture della scuola attuale di Bucaramanga, che accoglie già 425 bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni, non permettevano l'ingresso di nuovi studenti. Con la scuola on line possiamo superare questi limiti di spazio e tempo, permettendo a moltissime persone, in tutta la Colombia, di iscriversi e studiare regolarmente".

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