Contemplare la creazione, soffermarsi a guardare in profondità in noi stessi e vivere allo scoperto la propria fede rappresentano le vie privilegiate per arrivare alla conoscenza di Dio e per recuperare quanti vivono con indifferenza la sua stessa esistenza ed azione, quando non la mettono addirittura in dubbio. È ciò su cui ha riflettuto Benedetto XVI nel corso dell'Udienza generale di questa mattina, nell'Aula Paolo VI.
Di fronte al rischio di "essere abbagliati dai luccichii della mondanità" e a questo modo "distruttivo" del secolarismo che impoverisce di fatto tutto l'uomo (perché lo lega agli idoli) e apre le porte "al relativismo e ad una concezione ambigua della libertà", il Papa individua tre grandi "risposte": "il mondo, l'uomo, la fede".
Di fronte al rischio di "essere abbagliati dai luccichii della mondanità" e a questo modo "distruttivo" del secolarismo che impoverisce di fatto tutto l'uomo (perché lo lega agli idoli) e apre le porte "al relativismo e ad una concezione ambigua della libertà", il Papa individua tre grandi "risposte": "il mondo, l'uomo, la fede".




























