"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

martedì 17 maggio 2011

Caritas Internazionalis compie 60 anni. Ora di bilanci e... rilancio

In occasione della 19a Assemblea Generale della Caritas Internationalis, che si terrà a Roma alla fine di maggio, i rappresentanti provenienti da tutto il mondo celebreranno il 60° anniversario di fondazione dell'organizzazione cattolica. 

Oltre 300 delegati si riuniranno per pianificare un servizio migliore a favore dei più poveri. Caritas Internationalis è stata fondata nel 1951 da 13 associazioni cattoliche benefiche per coordinare l'impegno umanitario della Chiesa. 

Da allora i membri sono diventati 165, compresi i gruppi di aiuti umanitari e sviluppo sociale delle Conferenze episcopali nazionali di tutto il mondo. 
I membri della Caritas sostengono milioni di poveri con l'obiettivo di migliorare la loro vita attraverso programmi internazionali che vanno dalla riduzione dei rischi di disastri, al soccorso e alla ricostruzione, dalla pace alla riconcilazione, alla sicurezza alimentare, all'istruzione e all'assistenza sanitaria.

Il Presidente di Caritas Internationalis, il Cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa, ha voluto sottolinare gli obiettivi dell'Assemblea, il cui tema è One Human Family, Zero Poverty, aggiungendo che "Caritas Internationalis si sente profondamente privilegiata di essere il fulcro della Chiesa e il suo ciclo vitale di amore. Sostenuti dalla nostra fede, celebriamo 60 anni di attività con azioni concrete in risposta alla sofferenza umana in un mondo ingiusto. Tuttavia le sfide non mancano, la fame e le emergenze umanitarie aumentano, e i cambiamenti climatici porteranno altri danni". 

L'Assemblea Generale si celebra in un momento cruciale per la Caritas Internationalis, in quanto lo Statuto e il Regolamento della confederazione sono in procinto di essere rinnovati.

Ulteriori informazioni: www.caritas.org

-Fides-

lunedì 16 maggio 2011

Da Udine il "Cammino delle pievi della Carnia"

È stato presentato in questi giorni a Tolmezzo (Udine) il “Cammino delle pievi della Carnia” promosso dall’omonimo comitato. 

Il “Cammino” si ispira a quello di Santiago de Compostela. In totale diciotto tappe, con partenza da Imponzo di Tolmezzo e arrivo a Zuglio, lungo un percorso di 250 km che attraversa le undici pievi carniche del Friuli Venezia Giulia. 

Il cammino può essere “intrapreso nel suo insieme, in questo caso sono necessarie circa due settimane”, oppure “in maniera autonoma e discontinua”, scegliendo “di volta in volta una o più delle sue tappe”. 

“Il percorso - spiega don Giordano Cracina, membro del comitato organizzatore - nasce come un pellegrinaggio e la prima valenza dell’iniziativa è spirituale”, ma “molteplice è la valenza culturale del ‘Cammino’”. Alla presentazione dell’iniziativa era presente anche l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, che ha esortato “a intraprendere questo percorso con lo spirito di Adamo”. 

Mons. Mazzocato inaugurerà il “Cammino delle pievi” percorrendo la prima tappa sabato 2 luglio. Sono previste visite guidate. 

Per ulteriori informazioni: www.camminodellepievi.it

-Sir-

venerdì 13 maggio 2011

2000 giovani a Loreto ricevono il mandato missionario per la GMG

Domani, sabato 14 maggio, presso la basilica di Loreto, circa 2.000 giovani delle Marche, iscritti alla Gmg di Madrid (16-21 agosto 2011), riceveranno il ‘mandato missionario’ dalle mani dei vescovi della regione. 
L’evento si colloca nel quadro della celebrazione della 48ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (15 maggio) sul tema “Quanti pani avete? Andate a vedere…” (scelto dal Centro nazionale vocazioni della Cei). 

“Nel corso della veglia – spiega in un’intervista rilasciata all'Agenzia SIR (leggi qui) don Francesco Pierpaoli, incaricato regionale per la pastorale giovanile delle Marche - i giovani rifletteranno sul tema indicato dalla Giornata per le Vocazioni ma in una dimensione tutta missionaria. Crediamo che la vocazione non debba essere vista come un aspetto individualistico ma vissuta nella dimensione ecclesiale più ampia che è quella dell’essere mandati, inviati come testimoni. I giovani hanno i talenti per poter mettersi in gioco e rispondere alla chiamata alla santità”. 

Nell’intervista don Pierpaoli passando in rassegna il legame tra Gmg e vocazione sottolinea la necessità, per i giovani, di “avere vicino adulti credibili e sacerdoti pronti ad aiutarli”. 

“Purtroppo i giovani preti non raccolgono immediatamente questa esigenza e spesso hanno paura di mettersi a fianco dei giovani. La Gmg chiede ai sacerdoti di esserci per aiutare i giovani a scoprire come la vocazione al sacerdozio sia una vocazione appetibile, bella, profonda”. 

-SIR-

giovedì 12 maggio 2011

Un centro medico sociale nella regione di Dosso, a sud del Niger

Il Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo e la diocesi di Lodi hanno dato vita al progetto di costruzione di un centro medico-sociale nella regione di Dosso, estremo sud-ovest del Niger. Lo scopo è quello di garantire il benessere di donne e bambini, attraverso un ospedale per le cure di base, dotato dei reparti di maternità, pediatria e di un centro nutrizionale, supportato da un programma di formazione per ostetriche, assistenti al parto a domicilio, una per villaggio, pediatri e nutrizioniste, per visite mensili nei villaggi. 

La situazione sanitaria della regione è molto compromessa a causa dell'elevato tasso di povertà (l'86% della popolazione è considerata "povera", e tra questi il 51% "estremamente povera"), a cui si aggiunge la diffusione della poligamia e del matrimonio precoce, con conseguenze sulla salute della popolazione, soprattutto quella di donne e bambini piccoli. 

È in particolare la tradizione del parto a domicilio non assistito, rinforzata dalla lontananza degli ospedali, dalla scarsa qualità dei servizi e dall'assenza di conoscenze relative ai vantaggi dei parti assistiti, a generare i risultati più disastrosi: 680 donne su 100 mila muoiono durante il parto o per complicazioni legate alla gravidanza ed anche il tasso di mortalità infantile (soprattutto quello dei più piccoli, fino ai 4 anni), risente negativamente di questa situazione. 

Le colonne portanti di questo progetto made in Italy, saranno la sensibilizzazione e formazione innanzitutto delle mamme che verranno incentivate a ricorrere a parti sicuri presso il centro o comunque assistite da personale qualificato, ma coinvolgeranno anche pediatri, ostetriche, assistenti al parto e nutrizioniste. 

A beneficiare dell'iniziativa, gli abitanti del quartiere alla periferia est di Dosso e i 56 villaggi nel raggio di 30 km dal dispensario, oltre ai circa 40 mila abitanti dei 56 villaggi assistiti dalle ostetriche e dai pediatri, e i 50 mila abitanti della periferia di Dosso, per un totale di circa 90 mila abitanti, dei quali il 52% donne.

mercoledì 11 maggio 2011

Giovani teatranti della parrocchia di Messigno mettono in scena la speranza

A poco più di un anno di distanza dal successo del musical "Non c'è amore più grande di questo" i ragazzi della parrocchia Sacri Cuori di Messigno vanno di nuovo in scena presentando "Io ci credo", tratto dal lavoro di Claudio Mattone "Scugnizzi".

Ad esibirsi saranno una cinquantina di giovani e giovanissimi che, da mesi, stanno provando il nuovo spettacolo in un clima di allegria e impegno. Non mancheranno anche i balletti le cui coreografie sono state curate da due maestre di ballo (Lucia e Daniela). 
Ad illustrare quello che sarà l'ennesimo evento-meditazione organizzato in seno alla chiesa di piazzetta Concordia è il parroco don Modestino Capodilupo."La volontà di mettere in piedi un nuovo spettacolo è nata per tenere insieme i giovani - ha spiegato don Modestino - ovviamente quando parlo di tenerli insieme mi riferisco alla chiara volontà di spingerli a fare un cammino congiunto. Le prove non erano propedeutiche solo a mettere in scena uno spettacolo ben curato ma anche a far sì che tutti potessero recepire il messaggio custodito nel musical, farlo proprio tanto da renderne partecipe tutta la comunità". 

"Io ci credo" non sembra essere un recital prettamente religioso, ma don Modestino spiega: "Il motivo di fondo per la scelta del copione da realizzare è quello di voler alternare uno spettacolo religioso nella forma e nel contenuto come 'Non c'è amore più grande di questo' con un musical dove la forma non è prettamente religiosa ma che conserva un contenuto molto forte: non ci si deve arrendere alla realtà ma cambiarla grazie all'Amore. Credere che l'Amore possa salvare diventa il naturale passo successivo allo spettacolo messo in scena nell'aprile dell'anno scorso. 'Io ci credo' contiene, dunque, un messaggio di fede e di speranza che i ragazzi hanno recepito e che cercheranno di restituire a tutta la comunità".

Lo spettacolo prende il via da una scena che si svolge nel carcere minorile di Nisida dove Saverio De Lucia e Raffaele Capasso sognano ad occhi aperti il loro futuro. Il resto si svolge vent'anni dopo quando De Lucia diventerà don Saverio, prete di strada, e il secondo sceglierà di essere o' russ', boss della malavita locale. I due si ritroveranno di nuovo faccia a faccia ma su due fronti opposti: il prete lotterà per allontanare i ragazzi dalla strada suscitando la rabbia del 'guappo' che si vede togliere la manovalanza utile allo spaccio della droga.

"Chi l'avrà vinta? - chiosano i giovani attori - non anticipiamo niente, diciamo solo che nello spettacolo a vincere è la speranza e noi lo proponiamo auspicando che la speranza possa vincere sulla rassegnazione anche nella vita di tutti i giorni".

-StabiaChannel-

martedì 10 maggio 2011

In Cina sono in crescita le professioni religiose e le celebrazioni di anniversari

Il mese di maggio, dedicato dalla devozione popolare alla Vergine Maria, è stato scelto da diverse congregazioni religiose femminili per promuovere le vocazioni e confermare il proprio "sì" al Signore, come fece Maria, attraverso la professione dei voti e la celebrazione degli anniversari della vita consacrata, a conferma della vitalità delle vocazioni femminili nel continente. 

Secondo le informazioni pervenute all'Agenzia Fides, domenica 8 maggio una suora della Congregazione delle Piccole Figlie dello Spirito Santo della diocesi di Lan Zhou ha emesso i voti perpetui e altre 7 religiose hanno rinnovato i voti temporanei. Oltre 500 fedeli hanno partecipato a "questo momento di speranza e di vitalità della Chiesa". Anche il Vescovo diocesano, che ha presieduto la celebrazione, ha esortato le religiose a "portare la Croce, dando un segno coraggioso di fede al mondo".

La diocesi di An Yang della provincia di He Nan ha festeggiato 25 anni di vita consacrata di 11 suore della Congregazione di S. Giuseppe, esprimendo la gratitudine per il loro servizio e la loro dedizione, per la loro testimonianza dell'Amore di Cristo e la risposta alla vocazione. Venti sacerdoti hanno concelebrato con il Vescovo diocesano la Messa di ringraziamento, cui hanno preso parte una sessantina di suore e oltre 600 fedeli. 

Attualmente la Congregazione, che è stata fondata da un missionario italiano del Pime nel 1920, conta 116 religiose: 98 di voti perpetui e 18 di voti temporanei. La maggiore parte delle suore sono impegnate nell'evangelizzazione e nel servizio sociale, attraverso un asilo, una clinica oculistica, ecc.

lunedì 9 maggio 2011

La Diocesi di Kao Hsiung (Taiwan) in festa per varie ricorrenze all'inizio del mese mariano

La diocesi taiwanese di Kao Hsiung ha festeggiato tre grandi eventi all'inizio del mese mariano. Secondo quanto riferiscono diversi organi di informazione e le notizie raccolte dall'Agenzia Fides, i tre eventi diocesani celebrati riguardano i 130 anni di fondazione della parrocchia di S. Vincenzo Ferrer, i 30 anni di sacerdozio di tre missionari domenicani e l'apertura del nuovo Centro dei Laici.

Mons. Peter Liu, Arcivescovo della diocesi di Kao Hsiung, p. Juan Veneros il parroco, p. Javier Gonzalez Superiore provinciale della provincia domenicana del Rosario, p. Tomas Miguel Blazquez, Superiore della comunità domenicana di Taiwan hanno presieduto insieme l'inaugurazione e la benedizione del nuovo Centro dei Laici.

Esattamentre 130 anni fa, i missionari domenicani della provincia del Rosario, inaugurarono la parrocchia di S. Vincenzo Ferrer. Per ricordare la circostanza, l'Arcivescovo di Kao Hsiung, Mons. Peter Liu, ha presieduto una solenne Santa Messa nel pomeriggio di domenica 1° maggio, cocelebrata da 17 sacerdoti locali e missionari, davanti a 700 fedeli. Durante la Messa ha amministrato il sacramento della Cresima a 9 fedeli e dato la Prima Comunione a 12 bambini.

I fedeli di Kao Hsiung hanno reso omaggio, con immensa gratitudine, ai tre missionari domenicani - p. Juan Veneros, p. Jose Ignacio Moronta e p. Ricardo Cemteno Valdivieso - che festeggiano i 30 anni di sacerdozio. Tutti tre sono appassionati dell'evangelizzazione dell'isola e, secondo i taiwanesi, "parlano la lingua cinese meglio dei cinesi".

Ogni anno, in vista della solennità di Pasqua, p. Ricardo Cemteno Valdivieso porta in pellegrinaggio nell'isola una Croce gigantesca, per ricordare a tutti il grande Amore di Gesù, e con questo suo gesto ha suscitato numerose conversioni, commuovendo gli isolani.

I Domenicani sono i precursori della seconda evangelizzazione di Taiwan, hanno festeggiato 150 anni di missione nel 2009. La diocesi di Kao Hsiung è il luogo dell'isola di Taiwan dove sbarcarono i primi missionari. 

- Agenzia Fides -

venerdì 6 maggio 2011

Anche la Slovacchia lancia una sito web in tema religioso

Dopo la Repubblica Ceca anche in Slovacchia nasce un sito in tema religioso. Si tratta della pagina www.vyveska.sk, lanciata in questi giorni con il supporto morale della Conferenza episcopale slovacca. 

“Mi è successo molte volte di navigare su Internet alla ricerca di informazioni su eventi a cui volevo partecipare. Sono convinto che, grazie al nostro nuovo progetto, questo sarà molto più semplice”, afferma Štefan Kušnír, uno dei coordinatori del progetto. 

Il nuovo sito web fornisce informazioni sui principali eventi di carattere nazionale come pellegrinaggi, incontri di preghiera, progetti per giovani, concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, incontri con rappresentanti delle chiese cattoliche e di altre chiese cristiane, e aspira a diventare il principale provider di informazioni di questo genere in Slovacchia. 

Il progetto è gestito dall’associazione civile Christin, e tutte le diocesi e le parrocchie del Paese sono invitate a partecipare con inviti alle attività locali. 

Per ulteriori informazioni: vyveska@vyveska.sk.

giovedì 5 maggio 2011

In Nepal i cristiani pregano per la pace e la libertà religiosa

I cristiani nepalesi hanno iniziato ieri una veglia nazionale di preghiera di 40 giorni per il futuro del Paese. All’iniziativa, che si tiene ogni anno dal 2003 nel periodo compreso tra la Pasqua e la Pentecoste, aderiscono diversi movimenti ecclesiali cattolici, tra cui l’associazione "Coppie per Cristo" e il Rinnovamento Carismatico cattolico locale. 

Gli incontri di preghiera – riferisce l’agenzia Ucan - saranno ospitati in diversi luoghi: chiese, ma anche siti naturali, come fiumi e montagne, e quest’anno una caffetteria. 

La veglia si tiene in una fase delicata della vita politica del Paese, dove entro la fine del mese dovrebbe essere finalmente approvata la nuova Costituzione. Una scadenza particolarmente attesa dalla comunità cristiana, dal momento che la nuova legge fondamentale definirà anche lo status delle minoranze religiose nel Paese, in netta maggioranza indù. 

Le istanze principali della Chiesa, in vista della redazione del testo costituzionale, riguardano in particolare la laicità dello Stato (che fino al 2006 era rigidamente confessionale), il diritto alla piena libertà religiosa e il pieno riconoscimento, che implica la personalità giuridica e il diritto ad avere proprietà, scuole e istituti. 

La persistente situazione di instabilità politica di questi mesi ha contribuito a riacutizzare le tensioni interreligiose nel Paese alimentate da gruppi estremisti indù che hanno fatto temere per la minoranza cristiana. 

A queste tensioni ha contribuito anche il braccio di ferro con governo per l’assegnazione ai cristiani di aree adibite a cimiteri. Su 30 milioni di abitanti, i cristiani in Nepal sono circa 500mila, di cui circa 10mila cattolici.

-RV-

mercoledì 4 maggio 2011

Alla "scuola della preghiera" di Benedetto XVI

“Il tema della preghiera, in modo specifico di quella cristiana, la preghiera, cioè, che ci ha insegnato Gesù e che continua ad insegnarci la Chiesa”. A questo è dedicata, a partire da oggi, una nuova serie di catechesi, che Benedetto XVI tiene in occasione dell’Udienza generale del mercoledì, in piazza San Pietro. 

“Nelle prossime catechesi – ha annunciato il Papa -, accostando la Sacra Scrittura, la grande tradizione dei Padri della Chiesa, dei maestri di spiritualità, della liturgia vogliamo imparare a vivere ancora più intensamente il nostro rapporto con il Signore, quasi una ‘Scuola della preghiera’”. 

La preghiera, ha avvertito il Pontefice, “non va data per scontata: occorre imparare a pregare, quasi acquisendo sempre di nuovo quest’arte; anche coloro che sono molto avanzati nella vita spirituale sentono sempre il bisogno di mettersi alla scuola di Gesù per apprendere a pregare con autenticità. Riceviamo la prima lezione dal Signore attraverso il suo esempio. I Vangeli ci descrivono Gesù in dialogo intimo e costante con il Padre: è una comunione profonda di colui che è venuto nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre che lo ha inviato per la salvezza dell’uomo”. 

In questa prima catechesi il Santo Padre ha proposto esempi di preghiera nelle antiche culture, per rilevare come praticamente sempre e dappertutto si siano rivolti a Dio.

Benedetto XVI ha ricordato una preghiera di un uomo cieco nell’antico Egitto, che “attesta qualcosa di universalmente umano, qual è la pura e semplice preghiera di domanda da parte di chi si trova nella sofferenza”, come pure che “presso le religioni della Mesopotamia dominava un senso di colpa arcano e paralizzante, non privo, però, della speranza di riscatto e liberazione da parte di Dio”. 

All’interno della religione pagana dell’antica Grecia le preghiere “si orientano progressivamente verso le richieste più disinteressate, che consentono all’uomo credente di approfondire il suo rapporto con Dio e di diventare migliore”. Anche nelle tragedie greche “sono contenute delle preghiere che esprimono il desiderio di conoscere Dio e di adorare la sua maestà”. 

“Anche presso i Romani, che costituirono quel grande Impero in cui nacque e si diffuse in gran parte il Cristianesimo delle origini – ha rammentato il Papa -, la preghiera, anche se associata a una concezione utilitaristica e fondamentalmente legata alla richiesta della protezione divina sulla vita della comunità civile, si apre talvolta a invocazioni ammirevoli per il fervore della pietà personale, che si trasforma in lode e ringraziamento”. L’imperatore Marco Aurelio “afferma la necessità di pregare per stabilire una cooperazione fruttuosa tra azione divina e azione umana”. 

La vita umana, ha sottolineato Benedetto XVI, “è un intreccio di bene e male, di sofferenza immeritata e di gioia e bellezza, che spontaneamente e irresistibilmente ci spinge a chiedere a Dio quella luce e quella forza interiori che ci soccorrano sulla terra e dischiudano una speranza che vada oltre i confini della morte”. 
 
“Le religioni pagane – ha osservato il Papa - rimangono un’invocazione che dalla terra attende una parola dal Cielo”. “Negli esempi di preghiera delle varie culture, che abbiamo considerato – ha continuato -, possiamo vedere una testimonianza della dimensione religiosa e del desiderio di Dio iscritto nel cuore di ogni uomo, che ricevono compimento e piena espressione nell’Antico e nel Nuovo Testamento. La Rivelazione, infatti, purifica e porta alla sua pienezza l’anelito originario dell’uomo a Dio, offrendogli, nella preghiera, la possibilità di un rapporto più profondo con il Padre celeste”. 
 
“All’inizio di questo nostro cammino – ha concluso il Pontefice - vogliamo allora chiedere al Signore che illumini la nostra mente e il nostro cuore perché il rapporto con Lui nella preghiera sia sempre più intenso, affettuoso costante. Ancora una volta diciamogli: ‘Signore, insegnaci a pregare’”.

-SIR-

lunedì 2 maggio 2011

La Beatificazione di Giovanni Paolo II. La Lezione di Benedetto XVI

Un "gigante". Ha "rivendicato" al cristianesimo la "speranza" che era stata "ceduta al marxismo e all'ideologia del progresso". Un uomo di fede, dalla grande "carica umana". Nella "sofferenza" una "roccia".

Primo Papa negli ultimi mille anni a beatificare il predecessore, Benedetto XVI ha raccontato

Come non ricordare quel giorno di sei anni fa in cui lui, cardinale-teologo che aveva trascorso gli ultimi 23 anni tra la Congregazione e le biblioteche, si trovò a celebrare i funerali del papa missionario, viaggiatore, prima atleta di Dio poi invalido, amato dalle folle, adorato dai giovani?

E papa Ratzinger ricorda: "sei anni fa in questa piazza eravamo nel "dolore", ma già "aleggiava il profumo della sua santità". Per questo, pur rispettando la normativa della Chiesa ha "volutò "procedere con discreta celerità". Una risposta indiretta a quanti avrebbero voluto Wojtyla santo subito e a quanti, all'opposto, giudicano troppo rapida la beatificazione. Ora "il grande giorno è arrivato": Giovanni Paolo II "é beato per la sua fede, forte, generosa, apostolica", ed è beato "perché così è piaciuto al Signore".

Karol Wojtyla, ricorda il Papa, "salì al soglio di Pietro portando con sé la profonda riflessione sul confronto tra il marxismo e il cristianesimo, incentrato sull'uomo" e, soprattutto con il Giubileo del Duemila, "ha dato al cristianesimo un rinnovato orientamento al futuro,...". "Ha aiutato i cristiani di tutto il mondo a non aver paura di dirsi cristiani" e "quella carica di speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e alla ideologia del progresso egli l'ha legittimamente rivendicata al cristianesimo...".

Benedetto XVI ha oggi ulteriormente assunto su di sé lo stesso sforzo del papa polacco di recuperare la Chiesa al mondo globalizzato, e al mondo l'interesse per Dio. E lo ha fatto anche raccontando la "personale esperienza" dei 23 anni di collaborazione con il papa polacco: come ha imparato a conoscerlo; come ne è rimasto "colpito ed edificato"; come lo ha visto in preghiera "immergersi nell'incontro con Dio, pur" nelle incombenze del ministero; come lo ha contemplato resistere come una "roccia" alla malattia.

Beatificando Wojtyla e con le sue parole di oggi Benedetto XVI ha compiuto un ulteriore passo per colmare un vuoto che ai cattolici poteva appariva incolmabile, facendo di Karol Wojtyla non una figura del passato, ma un modello di vita, non una star, ma un santo.

Il mondo globale aspetta proposte di qualità che parlino all'intelligenza, ma che siano traducibili in esperienze di vita. Il papa teologo lo ha capito.
alla folla in piazza San Pietro il "suo" Papa, mescolando riflessione e sentimento, storia del mondo e vicende personali, interrotto sette volte dagli applausi di una folla che in città è stata stimata attorno al milione e mezzo di persone. E presiedendo un rito suggestivo e ricco della tradizione della Chiesa, dalla richiesta di beatificazione espressa dal vicario di Roma Agostino Vallini, alla formula recitata dal Papa, al disvelamento dell'arazzo con l'effige del beato sulla facciata della basilica, alle preghiere e letture in 12 lingue del mondo.

- Giovanna Chirri -

sabato 30 aprile 2011

La Chiesa giovane di Papa Giovanni Paolo II festeggia la sua Beatificazione


Non abbiamo paura, spalanchiamo le porte a Cristo!

Buona beatificazione a tutti

venerdì 29 aprile 2011

La Polonia dona 30 nuovi missionari ad America, Africa ed Asia

Nell’ambito delle celebrazioni in onore di Sant’Adalberto, Patrono della Polonia, e nel contesto dell’attesa gioiosa della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, il Nunzio Apostolico in Polonia, l’Arcivescovo Celestino Migliore, alla presenza dell’Episcopato polacco, ha benedetto e consegnato il crocifisso a trenta nuovi missionari polacchi che andranno ad annunciare il Vangelo in diverse parti del mondo.

Secondo quanto riportato dall'Agenzia Fides che ha raccolto una comunicazione di don Tomasz Atlas, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Polonia e Delegato episcopale per le Missioni, i nuovi missionari che hanno ricevuto il crocifisso il 25 aprile – sacerdoti, religiosi, religiose e una laica – si sono preparati alla missione per nove mesi, frequentando il Centro di formazione missionaria di Varsavia e gli altri centri missionari appartenenti alle diverse congregazioni religiose. 

A breve i nuovi missionari partiranno per le loro destinazioni missionarie: Bolivia, Cile, Paraguay, Perù, Colombia, Giamaica, Canada, Repubblica Centrafricana, Camerun, Tanzania e Taiwan.

giovedì 28 aprile 2011

Successore e predecessore: Benedetto XVI racconta la sua amicizia con Giovanni Paolo II

Fervono i preparativi a Roma e in Vaticano per la Beatificazione di Giovanni Paolo II. Si prevede la partecipazione di centinaia di migliaia di pellegrini. Domani alle 11.30 si svolgerà nella Sala Stampa della Santa Sede un briefing di presentazione degli eventi legati all’avvenimento. Sabato sera, il cardinale vicario Agostino Vallini presiederà una veglia di preghiera al Circo Massimo a partire dalle 21.00. Domenica primo maggio, Benedetto XVI celebrerà in Piazza San Pietro, alle 10.00, la Messa in cui proclamerà Beato Papa Wojtyla. Oggi vi riproponiamo un’intervista rilasciata da Benedetto XVI alla TV pubblica polacca e trasmessa il 16 ottobre 2005, in cui parlava della sua amicizia con Giovanni Paolo II, nata nel conclave del 1978. L’intervista è del padre gesuita polacco Andrea Majewski:

R. – Dall’inizio ho sentito una grande simpatia e, grazie a Dio, immeritatamente, il cardinale di quel tempo mi ha donato fin dall’inizio la sua amicizia. Sono grato per questa fiducia che mi ha donato, senza i miei meriti. Soprattutto vedendolo pregare, ho visto e non solo capito, ho visto che era un uomo di Dio. Questa era l’impressione fondamentale: un uomo che vive con Dio, anzi in Dio. Mi ha poi impressionato la cordialità, senza pregiudizi, con la quale si è incontrato con me. Senza grandi parole, era così nata un’amicizia che veniva proprio dal cuore e, subito dopo la sua elezione, il Papa mi ha chiamato diverse volte a Roma per colloqui e alla fine mi ha nominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.


D. - Quali sono, secondo Lei, Santo Padre, i punti più significativi del Pontificato di Giovanni Paolo II?


R. - Possiamo avere, direi, due punti di vista: uno ad extra - al mondo -, ed uno ad intra - alla Chiesa -. Riguardo al mondo, mi sembra che il Santo Padre, con i suoi discorsi, la sua persona, la sua presenza, la sua capacità di convincere, ha creato una nuova sensibilità per i valori morali, per l’importanza della religione nel mondo. Questo ha fatto sì che si creasse una nuova apertura, una nuova sensibilità per i problemi della religione, per la necessità della dimensione religiosa nell’uomo e soprattutto è cresciuta – in modo inimmaginabile – l’importanza del Vescovo di Roma. Tutti i cristiani hanno riconosciuto – nonostante le differenze e nonostante il loro non riconoscimento del Successore di Pietro – che è lui il portavoce della cristianità. Nessun altro al mondo, a livello mondiale può parlare così nel nome della cristianità e dar voce e forza nell’attualità del mondo alla realtà cristiana. Ma anche per la non cristianità e per le altre religioni, era lui il portavoce dei grandi valori dell’umanità. E’ anche da menzionare che è riuscito a creare un clima di dialogo fra le grandi religioni e un senso di comune responsabilità che tutti abbiamo per il mondo, ma anche che le violenze e le religioni sono incompatibili e che insieme dobbiamo cercare la strada per la pace, in una responsabilità comune per l’umanità. Spostiamo l’attenzione ora verso la situazione della Chiesa. Io direi che, anzitutto, ha saputo entusiasmare la gioventù per Cristo. Questa è una cosa nuova, se pensiamo alla gioventù del ’68 e degli anni Settanta. Che la gioventù si sia entusiasmata per Cristo e per la Chiesa ed anche per valori difficili, poteva ottenerlo soltanto una personalità con quel carisma; soltanto Lui poteva in tal modo riuscire a mobilitare la gioventù del mondo per la causa di Dio e per l’amore di Cristo. Nella Chiesa ha creato – penso – un nuovo amore per l’Eucaristia, ha creato un nuovo senso per la grandezza della Misericordia Divina; e ha anche approfondito molto l’amore per la Madonna e ci ha così guidato ad una interiorizzazione della fede e, allo stesso tempo, ad una maggiore efficienza. Naturalmente bisogna menzionare – come sappiamo tutti - anche quanto sia stato essenziale il suo contributo per i grandi cambiamenti nel mondo nell’89, per il crollo del cosiddetto socialismo reale.


D. – Nel corso dei suoi incontri personali e dei colloqui con Giovanni Paolo II, che cosa faceva maggior impressione a Vostra Santità? Potrebbe raccontarci i suoi ultimi incontri con Giovanni Paolo II?


R. – Sì. Gli ultimi due incontri li ho avuti, un primo, al Policlinico “Gemelli”, intorno al 5-6 febbraio; e, un secondo, il giorno prima della sua morte, nella sua stanza. Nel primo incontro il Papa soffriva visibilmente, ma era pienamente lucido e molto presente. Io era andato semplicemente per un incontro di lavoro, perché avevo bisogno di alcune sue decisioni. Il Santo Padre - benché soffrendo – seguiva con grande attenzione quanto dicevo. Mi comunicò in poche parole le sue decisioni, mi diede la sua benedizione, mi salutò in tedesco, accordandomi tutta la sua fiducia e la sua amicizia. Per me è stato molto commovente vedere, da una parte, come la sua sofferenza fosse in unione col Signore sofferente, come portasse la sua sofferenza con il Signore e per il Signore; e, dall’altra, vedere come risplendesse di una serenità interiore e di una lucidità completa. Il secondo incontro è stato il giorno prima della morte: era ovviamente più sofferente, visibilmente, circondato da medici ed amici. Era ancora molto lucido, mi ha dato la sua benedizione. Non poteva più parlare molto. Per me questa sua pazienza nel soffrire è stato un grande insegnamento, soprattutto riuscire a vedere e a sentire come fosse nella mani di Dio e come si abbandonasse alla volontà di Dio. Nonostante i dolori visibili, era sereno, perché era nelle mani dell’Amore Divino.

-Radio Vaticana-

mercoledì 27 aprile 2011

La Diocesi di Torino va incontro ai disoccupati con i "vaucher della solidarietà"

Non sarà la soluzione per i disoccupati e i cassaintegrati di Torino, ma almeno darà loro un piccolo aiuto economico, oltre che morale. Si tratta del progetto “Solidali per il lavoro”, lanciato dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che intende offire la possibilità a queste categorie svantaggiate di svolgere lavori occasionali – e retribuiti – nelle parrocchie o negli istituti religiosi.

“Non vogliamo ovviamente sostituirci agli enti che trovano lavoro – ha spiegato l’arcivescovo – ma dare un aiuto per superare questo momento difficile”. Le parrocchie individuano lavoretti da svolgere, come le pulizie dei locali o la ritinteggiatura, per trovare, poi, i lavoratori interessati, da pagare con voucher da 10 euro, comprensivi di Inail e Inps.

La consulenza tecnica dell’iniziativa fa capo alla fondazione Don Mario Operti. Il progetto è stato presentato a pochi giorni dal 1° maggio, Festa dei Lavoratori, quando, per coincidenza, ci sarà anche la beatificazione, a Roma, di papa Wojtyla. Dopo avervi partecipato, monsignor Nosiglia tornerà a Torino a celebrare la S. Messa alle 21 – la prima con il nuovo Beato – nel santuario di Maria Ausiliatrice.

Si torna sul tema del lavoro mercoledì 4 maggio, sempre alle 21, alla parrocchia del Santo Volto, in via Val della Torre 3 a Torino: è qui che si terrà la Veglia della solidarietà, presieduta sempre dall’arcivescovo, dal titolo “Un’impresa chiamata lavoro. Giovani protagonisti del presente e costruttori di speranza per il futuro”.

-Zipnews-
 
Ulteriori informazioni sulla Diocesi di Torino

martedì 26 aprile 2011

La Chiesa di Roma ha accolto nel suo seno 1000 anglicani durante la Settimana Santa

Circa 1.000 anglicani sono stati accolti nella piena comunione con la Chiesa cattolica durante questa Settimana Santa in varie celebrazioni organizzate dall'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, una specie di Diocesi senza territorio creata da Benedetto XVI in Inghilterra e Galles per l'accoglienza e l'assistenza spirituale di questi fedeli.

Si tratta di una trentina di gruppi – circa sessanta chierici anglicani –, una tappa decisiva nella risposta del Papa alle richieste di parte degli anglicani di tornare alla Chiesa cattolica in comunità, prevista dalla Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus.

In generale, questi gruppi anglicani sono stati accolti nella Chiesa cattolica da uno dei tre ex Vescovi, ora ordinati sacerdoti cattolici: monsignor Keith Newton, superiore dell'Ordinariato personale, e i monsignori John Broadhurst, ex Vescovo di Fulham, e Andrew Burnham, ex Vescovo di Ebbsfleet.

In una delle celebrazioni, nell'Oratorio di Oxford, monsignor Burnham ha pronunciato un'omelia in cui ha presentato due possibilità per l'Ordinariato personale nato di recente. Una di queste è che la conversione di questi giorni passi inosservata, “mescolata tra la folla”.

In questo caso, ha avvertito, “il gesto profetico del Papa con l'Anglicanorum coetibus si vanificherebbe. Il massimo che si potrebbe dire nei prossimi anni è che convertirsi è un po' più facile, e per gli ex chierici anglicani è un po' più semplice poter essere ordinati sacerdoti cattolici”.

“Ma c'è un altro scenario molto più entusiasmante”, ha riconosciuto monsignor Burnham. “E per questo dobbiamo tornare alla prima Pasqua. In essa il numero delle persone coinvolte era molto minore”.

“San Paolo afferma con grande entusiasmo che 500 persone hanno visto il Signore risorto. Ma anche questo numero è la metà di quanti sono tornati alla Chiesa cattolica grazie all'Anglicanorum coetibus”.

“Non voglio avanzare rivendicazioni oggi sull'influenza degli anglicani che si stanno riunendo”, ha affermato il sacerdote, concentrandosi sul “reciproco arricchimento” che questo avvenimento storico sta promuovendo, come auspica lo stesso Benedetto XVI.

Le immagini e le testimonianze dei gruppi che sono entrati nella Chiesa cattolica si possono visionare sulla pagina e sul blog dell'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham: 

mercoledì 20 aprile 2011

3000 universitari di tutto il mondo invadono Roma per la 44ª edizione dell'UNIV

Come ogni anno durante la Settimana Santa a Roma, 3000 studenti provenienti da più di 200 università di tutto il mondo si radunano nel Forum UNIV 2011 (giunto alla 44esima edizione), promosso dalla Prelatura dell'Opus Dei, per riflettere sul tema “Vivere la libertà con decisione”.

In mattinana questi ragazzi hanno partecipato all'udienza generale con il Santo Padre, al quale hanno consegnato un libro con le dediche di migliaia di studenti di tutto il mondo per esprimere al Pontefice la gratitudine per la beatificazione di Giovanni Paolo II.
Domenica delle Palme è stato invece allestito un gazebo nei pressi di piazza San Pietro, per raccogliere testimonianze video di giovani sul loro rapporto con il compianto Pontefice. Questa maratona di testimonianze sarà poi pubblicata su YouTube.

Secondo il portavoce, Giovanni Vassallo, “durante 27 anni, Giovanni Paolo II ci ha ricevuto, ci ha ascoltato, dimostrando fiducia. Abbiamo visto come si è messo in gioco in prima persona, venendoci incontro e parlando dell’importanza dell’educazione, dell’impegno personale. Per questo gli siamo grati”.


Il Forum prevede numerose manifestazioni culturali in vari luoghi di Roma: conferenze, colloqui, mostre, concerti, gruppi di studio, tavole rotonde. Tra gli ospiti delle conferenze di quest’anno:
Alexandre Havard, Presidente di Havard Virtuous Leadership Institute; Jeffrey J. Langan della Holy Cross College at Notre Dame, Indiana, USA; Giuseppe Corigliano, autore di "Preferisco il Paradiso", (Mondadori 2010); Juan J. Garcia Noblejas, Docente di Sceneggiatura cinematografica; Xavier Bosch, Chief Executive di ReachOut!, Londra; Paloma Duran, docente di Filosofia del Diritto ed Ettore Gotti Tedeschi, Presidente dell’Istituto per le Opere di Religione.
Una delle attività centrali del Convengo è il Forum di Iniziative sociali, uno spazio dedicato alla presentazione di progetti di volontariato e solidarietà di cui sono protagonisti gli studenti universitari di tutto il mondo. Tra questi, particolarmente significativi sono i campi di lavoro di giovani italiani in Guatemala, Nicaragua, Camerun; di giovani australiani in Vietnam; di giovani spagnoli in Kenya, Costa d’Avorio; di giovani statunitensi in Messico ed Ecuador. Saranno inoltre presentate attività sociali a favore dei più poveri nelle periferie delle grandi città universitarie del mondo.

“L’UNIV - dice Vassallo – vuole essere, per i giovani di tutto il mondo, un luogo di incontro e di ricerca per studenti universitari che vogliono essere utili, che cercano l’impegno, che desiderano servire la società". E aggiunge: "Quest’incontro universitario vuole contribuire a superare i pregiudizi: nell’universitas è possibile un dialogo fra le persone e fra i saperi, tra fede e ragione, tra scienza e rivelazione, fra tecnica ed etica, fra credenti e non credenti. Questa, almeno, è la nostra esperienza”.     


Presidente del Forum UNIV 2011 è un'esperta in rapporti commerciali internazionali, l'ungherese Agnes Csimma, laureata presso l’Università ELTE di Budapest.  

Al termine dell'Udienza generale di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI così si è rivolto ai giovani universitari: "Cari amici auguro che queste giornate romane siano per tutti voi occasione di riscoperta della persona del Cristo e di forte esperienza ecclesiale perché possiate tornare a casa animati dal desiderio di testimoniare la misericordia del Padre celeste. Così attraverso la vostra vita si realizzerà quanto auspicava San Josemaría Escrivá: 'Il tuo contegno e la tua conversazione siano tali, che tutti nel vederti o nel sentirti parlare, possano dire: ecco uno che legge la vita di Gesù Cristo'".

Ulteriori informazioni sull'UNIV: http://www.univforum.org/home.php?idi=3

martedì 19 aprile 2011

Auguri Santità!



Oggi, 19 aprile, Papa Benedetto XVI entra nel suo settimo anno di pontificato.

Auguri Santità! 

"...questo si è manifestato in modo meraviglioso ai nostri occhi: che la Chiesa è viva. E la Chiesa è giovane. Essa porta in sé il futuro del mondo e perció mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro. La Chiesa è viva e noi lo vediamo...".

Raccolta fondi per i Centri Caritas della Stazione Termini di Roma

In occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II la diocesi di Roma promuove, dal 30 aprile al 20 maggio, una campagna di raccolta fondi tra i pellegrini e i fedeli per i Centri Caritas della Stazione Termini. 

Come “segni di carità” in ricordo di papa Wojtyla, la diocesi ha scelto la Mensa e il Centro di ascolto Caritas di via Marsala. 

La raccolta è organizzata dalla Caritas diocesana attraverso l’associazione “Amici della Caritas di Roma”. È attivo anche un sms solidale: chiamando il 45595 da tutti i gestori di telefonia fissa e mobile si potrà donare 1 euro alla campagna. 

“Papa Wojtyla”, si legge in una nota della Caritas, “ha sempre mostrato un’attenzione particolare per i poveri, i disagiati e gli emarginati della nostra città”.
 
Già nel dicembre del 1992, “a pochi giorni dal Natale, il Pontefice si recò in visita alla Mensa della Caritas del Colle Oppio”, rinnovando “la scelta dei poveri” e pronunciando “dinanzi a tutti le parole che sono rimaste nel cuore di ciascuno di noi: ‘L’uomo che soffre ci appartiene. Dinanzi a chi soffre non si può rimanere né indifferenti, né inattivi’”. 

Dopo la ristrutturazione, i due servizi Caritas saranno intitolati alla memoria di Giovanni Paolo II.

Ulteriori informazioni: www.caritasroma.it,  www.vicariatusurbis.org

lunedì 18 aprile 2011

Il Vangelo attraverso Internet, grazie ad "Evangelizo"

Compie dieci anni l’associazione “Evangelizo”, composta da volontari di diversi Paesi con lo scopo di diffondere il Vangelo tramite Internet. Attraverso il sito www.evangelizo.org è possibile accedere ai testi, in varie lingue, delle letture della liturgia del giorno.

Il servizio, offerto gratuitamente, è molto apprezzato: “Evangelizo” ha già raggiunto circa 500 mila utenti con il suo servizio quotidiano di invio del Vangelo per posta elettronica.

Mercoledì scorso, in occasione dell’udienza generale, Benedetto XVI ha salutato i membri dell’associazione incoraggiando i volontari impegnati in questa "nobile missione".

Di questa associazione e dell’incontro con il Santo Padre ne ha parlato la responsabile della versione italiana del sito web, Isabella Montersino, alla Radio Vaticana.

"L’associazione “Evangelizo” è nata nel 2001 e ha come missione quella di diffondere la Parola del giorno, tutti i giorni, attraverso Internet. Il nostro servizio invia una e-mail e la persona che si è abbonata al servizio riceve nella sua casella postale la mail con la liturgia del giorno con un commento spirituale tratto dai Padri della Chiesa e qualche cenno sulla biografia dei Santi.

Questo è un anno particolare perché ci siamo ritrovati a Roma per festeggiare il decimo anniversario della fondazione. Quindi siamo rimasti alcuni giorni a Roma ed è stato un momento di incontro molto forte perché il servizio esiste in 10 lingue diverse. Noi, che siamo tutti volontari, abitiamo in tutti i continenti del mondo.

In quest’occasione, abbiamo chiesto di poter partecipare all’udienza generale e ci siamo trovati in Vaticano: eravamo felicissimi perché eravamo seduti proprio vicino al Santo Padre, che ci ha ringraziati personalmente perché, con il nostro servizio, diffondiamo la Parola del Signore in così tante lingue.

Benedetto XVI ha in particolare citato il nostro servizio e, con parole molto personali che ci hanno commosso, ci ha detto che aiutavamo molto la Chiesa con la nostra opera. Poi ha anche ricevuto personalmente i nostri due cordinatori e li ha benedetti e ha detto loro cose molto incoraggianti. Ha detto che siamo la gioventù della Chiesa. Insomma, ci ha dato un forte incoraggiamento e siamo veramente molto contenti di questo incontro.

Per ricevere la Parola di Dio quotidianamente basta collegarsi al sito www.vangelodelgiorno.org, tra l'altro collegato al sito www.evangelizo.org. C’è una casella con scritto “abbonatevi”: basta comunicare il proprio indirizzo mail, confermarlo una seconda volta, e tutti i giorni si può ricevere la Parola del Signore.

Il servizio è assolutamente gratuito, noi tutti siamo volontari e vogliamo semplicemente contribuire a diffondere la Parola e tutte le persone che desiderano possono abbonarsi e riceverla tutti i giorni". 

Per ulteriori informazioni: www.evangelizo.org 

venerdì 15 aprile 2011

A Milano i giovani in Duomo per la "Traditio Symboli"

Un rito antico, che segna il legame tra i giovani e la fede. Si rinnova domani, alle 20.45, presso il Duomo di Milano, la “Traditio Symboli” sul tema “Gesù, ricordati di me”.

I giovani della diocesi si riuniranno intorno all’arcivescovo per ricevere dalle sue mani il Credo, rinnovare la loro fede e prepararsi a celebrare la Pasqua.

La “Traditio” affonda le sue radici nel battesimo, che un tempo veniva conferito in età adulta: dopo un cammino di preparazione al catecumeno veniva consegnato il Credo. Da qui il termine latino “Traditio Symboli”, che significa “consegna del Credo”.

“Oggi, il giovane che vuole vivere secondo il Vangelo alla sequela di Gesù, dentro le sfide del proprio tempo – afferma don Maurizio Tremolada, responsabile del servizio per i giovani – è consapevole che deve prendere su di sé la propria croce.
Sa che deve rinnegare se stesso, non nel senso di non avere stima di sé e di non desiderare grandi progetti per il suo domani, ma nel senso che solo nel Signore Gesù può trovare la pienezza della propria vita e il compimento dei propri sogni. La sua vita sarà realizzata e autentica nella misura in cui saprà mettersi in gioco per il Signore e per i fratelli nel segno del dono di sé”.

Durante la Veglia l’arcivescovo, card. Dionigi Tettamanzi, consegnerà ai giovani una lettera di presentazione del nuovo progetto di pastorale giovanile.

-Sir-

giovedì 14 aprile 2011

GMG 2011: oltre 300 iniziative culturali nella città di Madrid

La Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, in programma dal 16 al 21 agosto, sarà accompagnata da un denso programma culturale. Sono circa 300 le attività previste e suddivise in diverse categorie: film, musica, mostre, teatro e visite nella città.

La capitale spagnola diventerà un importante centro culturale con mostre, concerti e vari appuntamenti dal 15 al 20 agosto.

“Il programma culturale - ha spiegato Carla Diez de Rivera, direttore tecnico del dipartimento della cultura della Gmg - è uno tra i pilastri fondamentali della Gmg”. “Tutte queste attività - ha aggiunto - sono un esempio della ricchezza culturale cristiana nella sua proiezione più universale”.

Con l’accredito da pellegrino, tutti i giovani avranno libero accesso agli eventi del programma culturale. Mercoledì 17 agosto sarà il giorno dedicato al cinema e Calle Fuencarral si trasformerà nel palcoscenico della settima arte. Ci saranno poi mostre d’arte, come quella su Antonio Gaudí e l’origine della sua ispirazione per la Sagrada Familia di Barcellona. Ci saranno anche mostre che riflettono lo spirito missionario spagnolo.

Anche le grandi pinacoteche si associano al programma culturale. Il Museo del Prado ha creato un itinerario sull’immagine di Cristo. Il percorso artistico proporrà quadri della collezione del prestigioso museo spagnolo e un’opera prestata dai Musei Vaticani, “La Santa sepoltura” opera di Caravaggio. Sono previste anche visite guidate di Madrid, sulla presenza dei cristiani in tutta la storia della città, nelle loro espressioni artistiche e nelle tradizioni.

Diverse iniziative saranno infine dedicate a Papa Giovanni Paolo II. Sono in programma, tra i vari eventi, un musical sulla sua vita, una mostra fotografica e una rassegna con poesie del Pontefice polacco. In occasione della prossima beatificazione di Papa Wojtyła, si terrà venerdì 29 aprile, in onore di Giovanni Paolo II, il concerto “Se non puoi andare, vieni a festeggiarlo”, con brani di Beethoven, incluso l’“Inno alla gioia”.

A Loreto la Rassegna di musica sacra "Virgo Lauretana"

Torna a Loreto, nella Basilica della Santa Casa, la 51.ma edizione della Rassegna di musica sacra “Virgo Lauretana”, dal 27 aprile al 1° maggio. Cinque giorni all’insegna della polifonia sacra affidata a 13 cori provenienti da 12 nazioni diverse, selezionati dal direttore artistico cardinale Domenico Bartolucci.

Alle esecuzioni in Basilica e al Teatro comunale si aggiungono quest’anno due fuori programma: il concerto dei 500 cantori al Cimitero polacco, in omaggio ai caduti della II Guerra Mondiale, e un concerto straordinario in preparazione al Congresso eucaristico nazionale, su musiche di Palestrina e Bartolucci.

Di seguito l'intervista del vice direttore artistico e rettore della Basilica lauretana, padre Giuliano Viabile, concessa a Gabriella Ceraso della Radio Vaticana.

R. – Secondo me, la caratteristica fondamentale è la qualità dei cori: quest’anno abbiamo avuto problemi a rimandare a casa cori che cantavano veramente, veramente bene!

D. – Quest’anno, quali sono i contenuti emergenti, quelli più interessanti?

R. – Quest’anno ci saranno, vista anche la partecipazione di molti cori dell’Est, autori che noi non conosciamo: cinesi, polacchi, russi eccetera … C’è molta musica dell’Est, che è soprattutto musica contemporanea. Per noi occidentali, questo è un vero arricchimento, perché noi siamo abituati alla musica non solo spagnola, ma anche tedesca e italiana. Abbiamo assistito, anche negli anni passati, a cori con esecuzioni incredibili: come riescono a tenere il tono con quelle dissonanze … Hanno un orecchio molto più educato del nostro!

D. – Questi cori vengono da tutto il mondo e vivono quest’esperienza sia spirituale sia di conoscenza reciproca. Su questi due aspetti, cosa ci può dire?

R. – I cori, che da tutto il mondo vengono nella Casa di Maria, vengono innanzitutto per lodare Maria: è un’esperienza bellissima vedere come queste persone si emozionano, soprattutto quando entrano in questa casa che dà loro qualcosa di veramente profondo.
Io ho visto gente piangere, entrando lì dentro; io ricordo che dopo pranzo la gente veniva in Basilica e voleva che li accompagnassi con un’Ave Maria perché volevano dedicarla alla Madonna.
Tutti giovani che hanno fatto un’esperienza credo profondamente spirituale. E poi, la parte più “artistica” è questo scambio culturale, di spartiti di autori che loro non conoscevano, ascoltare come si canta, tecniche di composizione diverse, espressioni musicali diverse, c’è questo scambio culturale, anche, tra loro …
La Rassegna, soprattutto il sabato, diventa come una festa. E’ un collegamento tra i popoli: la musica unisce …

lunedì 11 aprile 2011

"Dono del cuore", la casa famiglia voluta da Giovanni Paolo II

"Dono del cuore" ha aperto le sue porte a 8 adolescenti e bambini affidati ai guanelliani dal tribunale di Cracovia. I ragazzi hanno dai 4 ai 17 anni.

"Dono del cuore" è la casa famiglia appena avviata nel territorio di Skawina, in Polonia.

La struttura sorge nel Centrum Don Guanella che da 15 mesi lavora testimoniando il carisma guanelliano nel territorio. 

"L'idea è stata di Giovanni Paolo II, che ci ha esortati ad andare in Polonia per condividere con i poveri il carisma di don Luigi. Poi la Provvidenza ha fatto il resto", si legge in una nota dell'animatore spirituale, don Wieslaw Baniak, diffusa dai guanelliani e ritrasmessa dall'Agenzia Fides.

"Oggi la nostra cappellina - aggiunge - accoglie centinaia di persone per la preghiera e le Messe festive. Intorno stanno sorgendo nuove case, per gli abitanti siamo un punto di riferimento per la preghiera e la carità".

Il Centro nei mesi estivi accoglie congregazioni, gruppi di preghiera, associazioni o movimenti presenti nella zona, per momenti di formazione o riposo. Diverse le iniziative promosse per i giovani del paese.

venerdì 8 aprile 2011

La Cattedrale di Santiago di Compostela celebra l’ottavo centenario di consacrazione

Era il 1211 quando la Cattedrale di Santiago de Compostela, in Spagna, veniva consacrata. A distanza di 800 anni da quella data, l’arcivescovo della città, mons. Julian Barrio Barrio, ha indirizzato una Lettera pastorale a tutti i sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, i consacrati dell’arcidiocesi, così come anche a tutti i fedeli laici. 

Nel lungo documento, il presule riflette innanzitutto sul significato dell’ottavo centenario: “Si tratta di un’occasione provvidenziale affinché tutti i fedeli dell’arcidiocesi rendano grazia a Dio per il dono della fede che ci ha trasmesso e perché, a nostra volta, ci preoccupiamo di trasmetterlo alle generazioni future”, comprese a quelle battezzate, ma che non si integrano nella vita della Chiesa con “una fede attiva”. 

“Senza dubbio – scrive mons. Barrio – questa celebrazione ci aiuterà a ravvivare la nostra consapevolezza di appartenere alla comunità ecclesiale diocesana, facendo così della Chiesa una casa ed una scuola della comunione”. Tre le caratteristiche che deve avere la Cattedrale, sottolinea poi l’arcivescovo di Santiago: essa deve essere “aperta, viva ed accogliente”. 

“Una casa aperta in cui tutti possono entrare per pregare, ammirare l’arte o semplicemente assaporare il silenzio in cui è più facile ascoltare la Parola di Dio e meditarla nel cuore”. Il luogo di culto deve essere poi una casa viva, nel senso di “abitata, ovvero in cui la presenza della comunità è assicurata. Chiunque vi entri, deve notare le caratteristiche della comunità cristiana”. Infine, la Cattedrale deve mostrarsi come “una casa accogliente, in cui si manifesta la vita della Chiesa locale”, ma anche “la Chiesa nella sua totalità”. 

Scrive ancora mons. Barrio: “La Cattedrale non è un museo. In essa, la Chiesa pellegrina prega e celebra il mistero della fede, perché se Gesù non fosse resuscitato, questo edificio non avrebbe senso. Sarebbe solo una casa vuota e triste”. In quest’ottica, il presule spagnolo sottolinea che “la Cattedrale è un simbolo della Chiesa visibile di Cristo” ed attraverso “la maestosità della sua struttura architettonica, essa è segno del tempio spirituale che sorge nell’anima di ciascuno di noi”. 

Per questo, “le fondamenta della Cattedrale ci ricordano che noi, pietre vive della comunità cristiana, dobbiamo poggiarci su Cristo, ieri, oggi e sempre, vera pietra angolare”. Con un’immagine particolare, inoltre, mons. Barrio paragona la Cattedrale “ad una maestra, poiché spiega la fede attraverso la sua costruzione; ad un ospedale, quando accoglie i pellegrini stanchi per le fatiche e le incertezze della vita; ad una guardia che veglia sulla tomba di San Giacomo Apostolo”. 

Infine, la Lettera pastorale si conclude con l’auspicio che “la speranza cristiana che dà senso, forza ed impulso alla fede, proiettandola giorno dopo giorno verso la sua meta definitiva, possa continuare a risuonare nella Cattedrale di Santiago de Compostela”.

Isabella Piro (Radio Vaticana)

giovedì 7 aprile 2011

In Repubblica Ceca nasce un sito per incoraggiare i credenti a non temere di mostrare la loro fede

Sostenere la fiducia in se stessi dei credenti che hanno paura di mostrare apertamente la loro fede a motivo di possibili reazioni negative da parte della maggioranza della società: ecco lo scopo del sito internet www.jsemkatolik.cz. 

L'iniziativa viene portata avanti nella Repubblica Ceca da un gruppo di laici cattolici che vogliono presentare la fede come uno stile di vita "naturale e ragionevole". 

Il progetto si inserisce nella preparazione del censimento del 2011. Un questionario ufficiale distribuito a tutti i cittadini dovrà essere compilato e rispedito alle autorità statali entro il 14 aprile, incluse le informazioni sulla religione professata. 

La pagina web mostra alcune testimonianze di persone ben conosciute e rispettate nel proprio ambiente culturale e sociale, che parlano della loro visione e della loro esperienza personale con la fede. 

Secondo i risultati del censimento precedente, del 2001, un terzo degli abitanti della Repubblica Ceca si dichiara cristiano.

mercoledì 6 aprile 2011

Il fratello di Shahbaz Bhatti incontra il Papa: la nostra fede cristiana dice di amare e perdonare

Al termine della consueta udienza generale del mercoledì, Benedetto XVI ha salutato Paul Bhatti, il vescovo di Faisalabad, in Pakistan, mons. Joseph Coutts e Syed Muhammad Abudl Khabir Azad, Gran Imam della moschea Badshahi di Lahore. 

Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, il ministro per le minoranze religiose pakistano ucciso poco più di un mese fa da estremisti islamici, è l’attuale rappresentante governativo per le minoranze religiose. Ieri, durante un incontro organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, ha detto di aver perdonato gli assassini del fratello. Francesca Sabatinelli lo ha intervistato:

R. – Nostro fratello Shahbaz aveva una fede cristiana e la fede cristiana dice di perdonare. In questo caso, noi, la nostra famiglia, abbiamo deciso di perdonarlo. Allo stesso tempo, però, vogliamo scoprire chi sono gli autori di questo delitto.

D. – Lei ha detto che da fratello maggiore più di una volta aveva cercato di proteggerlo. E lei, oggi, riprende la sua stessa strada…

R. – Quando lo consigliavo, vedevo mio fratello con amore fraterno. Non mi rendevo conto dell’azione reale che stava compiendo, della responsabilità che si era assunto. Adesso, vivendo la sua situazione, vedendo la gente che magari ha bisogno di una guida, osservando le persone emarginate, sento l’esigenza di continuare.

D. – E i timori ci sono anche per lei, ora?

R. – Penso che i timori ci siano, perché la gente, probabilmente, ragiona secondo una logica di odio, di terrorismo. Magari prova odio verso la nostra famiglia e quindi agiscono di conseguenza. Metto in conto che questo possa succedere.

D. – Il punto nevralgico di questa legge sulla blasfemia è la possibilità di interpretarla?


R. – Sì, credo sia la sua interpretazione. Questa legge è stata fatta dagli inglesi, quando erano ancora in India. Solo che, ultimamente, è stata usata o interpretata soggettivamente dalla gente, per fini personali: Asia Bibi – essendo una donna di un ceto socio-culturale molto basso, molto povera – non penserebbe minimamente di insultare Maometto. E’ evidente che è stata creata una certa situazione per fare in modo di punirla o magari per un rancore personale.

D. – Quali sono le prime sfide che si troverà di fronte?


R. – La prima è questa discriminazione religiosa, che sta crescendo giorno per giorno. Non perché i fedeli non possono convivere tra loro, ma perché c’è una campagna di odio creata da una base terroristica che continua ad usare la religione. Noi dobbiamo combattere quest'odio. Se non lo facciamo, queste vittime continueranno ad esserci. Non si tratta solo di mio fratello: in Pakistan ci sono tutti i giorni bombe che esplodono e persone che vengono uccise. Questa è, in qualche modo, la prima sfida.

D. – Lei ha ringraziato la comunità internazionale e Benedetto XVI per il sostegno che avete ricevuto dopo la morte di suo fratello. Ma il sostegno del suo Paese, conta di averlo?

R. – Sì, certo. Il sostegno dell’attuale governo c’è. Il fatto che mi abbiano proposto di continuare l’opera di mio fratello testimonia la loro disponibilità, perché questo posto, che ora occupo, era desiderato da molti altri. Il governo pachistano, però, affinchè si continuasse a lottare, ha dato a noi il compito ed inoltre ha dichiarato il suo pieno appoggio per qualsiasi cosa che faremo, perché queste cose non accadano più.

D. – Un ricordo personale da fratello più grande?


R. – Io ho un ottimo ricordo di lui, come fratello. Ma anche i nostri genitori lo hanno di lui, come figlio. Era una persona eccezionale. Non l’ho mai visto arrabbiato. Se per qualsiasi motivo si arrabbiabiava con qualcuno, era il primo che voleva poi fare pace. Fino ad ora, in casa, quando c’era lui, c’era serenità, una certa felicità. Questo adesso manca.

- Radio Vaticana -

martedì 5 aprile 2011

Sei nuove ordinazioni sacerdotali nella diocesi cinese di Han Dan

Grande festa nella diocesi cinese di Han Dan, una delle più grandi della provincia dell’Hebei, dove il 25 marzo scorso, proprio in occasione dell’Annunciazione del Signore, sono stati ordinati sei nuovi sacerdoti.

Alla solenne Eucarestia, concelebrata da 99 sacerdoti e seguita da una processione guidata dal vescovo Yang Xiang Tai, hanno partecipato 1800 fedeli di una comunità che conta circa 130mila cattolici su una popolazione di oltre 8 milioni di persone, che abitano un territorio, quello della diocesi di Han Dan, in costante sviluppo, comprendente già un centinaio di luoghi di culto tra chiese e cappelle, 75 sacerdoti e una quarantina di seminaristi, nonché quasi 200 religiose appartenenti a diverse congregazioni.

Alla cura della diocesi, inoltre, sono affidati diversi dispensari, ambulatori e strutture dedite all’assistenza sociale.

Nel corso dell’omelia il presule ha sottolineato la bellezza della scelta di diventare sacerdoti e l’importanza che tale scelta venga appoggiata dalle famiglie; i nuovi ordinati, per loro conto, hanno voluto ringraziare il Signore per essere stati chiamati a questa missione, i genitori per averli sostenuti, i sacerdoti della diocesi per averli accompagnati in questo cammino verso i voti e tutti i fedeli che hanno pregato per le loro vocazioni.

-Fides-

Una mostra e un convegno per i 40 anni dell'Istituto Francescano di spiritualità

Una giornata di studi ed una mostra fotografica hanno celebrato i quarant'anni di attività dell'Istituto Francescano di spiritualità presso la Pontificia Università Antonianum di Roma.

Sul tema “Identità e compito della teologia spirituale oggi” sono stati chiamati ad interrogarsi teologi e docenti dell’Istituto. Ad introdurre i lavori - presieduti da padre Vincenzo Battaglia, decano della Facoltà di Teologia – è stato padre Johannes Freyer, rettore dell’Ateneo.

Nel pomeriggio, la celebrazione dell’anniversario, presieduta da suor Mary Melone, docente all’Antonianum; quindi l’intervento di padre Paolo Martinelli, preside dell’Istituto su “Tracce di storia dell’Istituto francescano di spiritualità; a seguire il confronto tra il ministro generale dell’Ordine dei Frati minori e gran cancelliere dell’ateneo, padre José Rodríguez Carballo, con il ministro generale dei Cappuccini, padre Mauro Jöhri, sul tema “Quale missione per l’Istituto francescano di spiritualità?”. 

Per l’occasione è stata anche allestita una mostra fotografica, visibile fino a domani, intitolata “Il passo di Francesco”. Ideata da fra Marco Finco, cappuccino milanese, la rassegna illustra per immagini il Testamento di San Francesco di Assisi.

Ulteriori informazioni sull'Istituto Francescano di Spiritualità

venerdì 1 aprile 2011

Un Cd di canzoni ispirati alla santa carmelitana Edith Stein

Edith Stein ora si può ascoltare. I testi della santa carmelitana, hanno ispirato un Cd con 14 canzoni e tre brani strumentali, interpretati dalla cantante spagnola Carmela Martínez.

Edith Stein (Santa Teresa Benedetta della Croce) “ha molto da dirti”, ha affermato la Martínez, artefice dell'iniziativa e che desidera che queste canzoni aiutino chi le ascolta a “conoscere un po' di più questa affascinante donna santa, carmelitana scalza, la cui vita e il cui martirio sono stati e continuano ad essere, per tutti gli uomini e le donne di oggi, una testimonianza coraggiosa di conversione, fede profonda, assoluta fiducia in Dio e incessante ricerca della Verità”.

Il Cd - riferisce l'agenzia Zenit - è patrocinato dall'Università della Mistica e dalla Fondazione Cites, e il ricavato verrà destinato a borse di studio per giovani bisognosi. Domani verrà presentato nell'Aula Magna dell'Università.

I testi e la musica sono di Carmela Martínez, gli arrangiamenti musicali e la produzione di Paco M. Aranda. Carmela Martínez, della diocesi spagnola di Cartagena, ripete le parole di Edith “per ringraziare Dio”, visto che “senza di Lui non possiamo far nulla e solo Lui rende possibili tutte le cose”.

Per la cantautrice, il Cd è “il risultato amorevole della sua infinita bontà, che ci supera e ci sorprende sempre”. L'immagine di Edith Stein sulla copertina del Cd è del Monastero del Monte Carmelo “Il Fiore del Carmelo” di Haifa, in Israele.

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