"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

giovedì 14 ottobre 2010

Il Cile e quella giornata di Pasqua: salvi i 33 minatori devoti

“Il Cile sta vivendo una giornata di Pasqua”: così i vescovi cileni hanno commentato, in una breve nota, il felice esito dell’operazione di salvataggio dei 33 minatori intrappolati per 70 giorni nella miniera di San José, nella zona di Copiapò. 

Una operazione intitolata a San Lorenzo, patrono dei minatori. I vescovi – che hanno chiesto a tutte le parrocchie e comunità cattoliche cilene di organizzare veglie, celebrazioni e preghiere “fino a che l’ultimo minatore non sarà tratto in salvo” – hanno invitato tutti i fedeli a “ringraziare il Dio della vita per questo momento pasquale a cui assistiamo”. 

“La gratitudine a Dio – osservano i vescovi – è resa evidente dalle parole dei familiari, delle autorità, e degli stessi minatori appena usciti in superficie”. 

Ieri il vescovo di Copiapò mons. Gaspar Quintana ha visitato nuovamente il campo “Esperanza” durante le operazioni di salvataggio, felicitandosi con i minatori e le famiglie. 

Intanto l’immagine di Nuestra Señora de la Candelaria, che era stata trasferita alla miniera di San José, sarà riportata al suo posto nel santuario. Durante la processione fino al santuario l’immagine sacra farà due fermate: davanti alla chiesa parrocchiale di San Francesco e in cattedrale, dove alle 19 verrà celebrata una messa di ringraziamento. 

Colpisce la frase di uno dei minatori, Mario Sepulveda, pronunciata subito dopo la "liberazione": "Stavo con Dio e con il diavolo. Hanno lottato per avermi ed ha vinto Dio, mi ha afferrato, in nessun momento ho dubitato che Dio mi avrebbe tirato fuori di là".

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