"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

venerdì 1 ottobre 2010

I Vescovi rilanciano il "Prestito della speranza" per le famiglie


La Conferenza episcopale italiana (CEI) ha deciso di rilanciare l'iniziativa del “Prestito della speranza” per le famiglie con difficoltà economiche.  

In un comunicato a firma del Sottosegretario e portavoce della CEI, monsignor Domenico Pompili, diffuso oggi al termine della terza giornata di lavoro del Consiglio permanente, si legge che l'iniziativa “intende essere una concreta risposta alla difficile congiuntura economica ed occupazionale, offrendo un supporto a quelle famiglie che più sono condizionate dalla crisi”. 

“L’esperienza di questi mesi – continua la nota – suggerisce di perfezionare ulteriormente la pratica del prestito, alleggerendo gli interessi della restituzione di cui si farà carico la CEI e continuando a far conoscere questa possibilità, accanto ad altre iniziative promosse dalle singole Chiese locali, tramite le rispettive Caritas”. 

Il 31 maggio 2009 in tutte le parrocchie e le chiese d’Italia si è tenuta una Colletta nazionale il cui ricavato è andato ad alimentare un fondo destinato a sostenere 30.000 famiglie con il “Prestito della speranza”. 

Il fondo di garanzia, istituito con la collaborazione dell'Associazione bancaria italiana (Abi) e operativo dal 1° settembre 2009, è destinato alle famiglie che abbiano perso l'unico reddito, con almeno tre figli, oppure segnate da situazioni di grave malattia o disabilità.
La modalità d'intervento prevede per ciascuna famiglia l'erogazione di un contributo massimo di 500 euro mensili per un anno, per un totale di 6.000 euro. Il contributo potrà essere prorogato per un ulteriore anno e per lo stesso importo, se permarranno le condizioni iniziali.

Sono le parrocchie insieme alle Caritas ad individuare e selezionare rigorosamente le famiglie in difficoltà per poi indirizzare alla Banca che potrà in tempi brevi concedere il prestito a ritmo mensile.
La restituzione del prestito all'istituto di credito inizierà nel momento in cui la famiglia disporrà nuovamente di un reddito certo e, comunque, non prima di uno o due anni e avrà la durata massima di cinque anni.

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