"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

giovedì 24 febbraio 2011

Oggi parliamo delle "Figlie di San Camillo". A Grottaferrata il centenario della fondatrice

La missione propria delle Figlie di San Camillo è di testimoniare l’amore sempre presente di Cristo verso gli infermi, nel ministero spirituale e corporale esercitato anche con rischio della vita. 
 
I campi di attività sono: ospedali, ambulatori, dispensari, case per anziani, strutture per bambine con handicap fisici e mentali, assistenza a domicilio, lebbrosari e missioni.

Nello spirito dei Beati Fondatori, Luigi Tezza e Madre Vannini, l’Istituto si è aperto verso nuove frontiere: barboni, malati di Aids, bambini di strada. Inoltre nei paesi in via di sviluppo si è creata una rete di sussidi sanitari che rispondono ai bisogni della gente locale: visite regolari ai villaggi, centri nutrizionali, cure palliative, distribuzione di medicine.

Ancora, allo scopo di preparare operatori e operatrici sanitarie secondo lo spirito di Madre Vannini - che è lo spirito stesso di San Camillo - , le Figlie di San Camillo dirigono varie scuole infermieristiche con seria formazione clinica, umana e spirituale. In queste scuole, l’Istituto intende trasmettere a chiunque voglia operare nel mondo della salute quello spirito di carità evangelica che il Figlio di Dio col suo esempio ha insegnato. Cristo, per primo, infatti, dedicò agli infermi speciali premure e ciò che Lui fece volle che lo facessero anche i discepoli unendo alla missione apostolica il mandato di curare gli infermi: “... curate i malati... e dite loro: è vicino a voi il Regno di Dio” (Lc 10,9).

In modo particolare nelle missioni d’Africa le religiose sono chiamate ad affrontare emergenze sanitarie quali: visite e somministrazioni di cure e medicine ai malati dei villaggi interni che non hanno la possibilità di andare da un medico, né tanto meno di acquistare medicine, nemmeno le più comuni; prevenzione delle malattie infantili, educando le mamme e vaccinando tempestivamente i bambini piccoli. 

A tale scopo sono sorte nelle missioni in Africa i cosiddetti “centri di maternità” e “centri per prematuri”, luoghi dove si curano ed assistono le mamme in attesa, fino al momento del parto e dopo, insieme ai loro bambini. 

La prevenzione della malattia è un elemento caratterizzante del lavoro delle suore in Africa, che si attua con l’attività formativa. A Ouagadougou, in Burkina Faso, nell’École ménagère St. Camille, scuola di economia domestica, si formano centinaia di ragazze burkinabé al loro futuro di mamme, insegnando loro i tipici mestieri domestici, tessitura, cucito, cucina, igiene e tutto ciò che è necessario sapere per il buon andamento della conduzione familiare. 

Un contributo non piccolo allo sviluppo della società locale, all’armonia e benessere delle famiglie e all’emancipazione della donna.

Intanto ieri pomeriggio, 23 febbraio, nella Casa generalizia delle Figlie di San Camillo a Grottaferrata, si è svolta una solenne cerimonia eucaristica per il centenario della scomparsa della fondatrice dell’Istituto, la Beata Madre Giuseppina Vannini. La Messa è stata presieduta dal cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano.

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