"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

martedì 31 luglio 2012

Giovane Chiesa in Spagna: l'ingresso al noviziato di 13 Serve del Focolare della Madre

Il 16 luglio, Festa della Madonna del Carmelo, nella Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari a Priego (Cuenca, Spagna), si è celebrato l'ingresso al noviziato di
13 Serve del Focolare della Madre.
Ecco il video che riassume l'intensità e la bellezza della celebrazione.
 

sabato 28 luglio 2012

... tra i monti francesi... esperienze di "giovane Chiesa"


Negli anni passati di questi tempi i vaticanisti erano tutti in ferie. Dopo una decina di giorni passati sulle Alpi insieme al Papa, cercando di seguirne le passeggiate, si tornava a Roma pronti per le vacanze di agosto. Al massimo una piccola rentrée lavorativa si faceva per la Solennità dell’ Assunta con la messa del Papa nella Parrocchia di Castelgandolfo. Dal 2010 Benedetto XVI ha rinunciato al soggiorno in montagna per rimanere nella residenza estiva. Nel 2011 ad animare l’estate dei vaticanisti c’è stata la GMG di Madrid con due milioni e più di giovani che, nonostante la pioggia e il vento, sono rimasti una notte intera in adorazione dell’Eucaristia. Ma evidentemente la crisi ha fatto rinunciare alle ferie anche alcuni vaticanisti e trasformato i direttori dei quotidiani in gossippari da spiaggia. 

martedì 24 luglio 2012

"Care Groups" in favore dei bambini disabili in Papua Nuova Guinea


"La vita dei bambini disabili ci sta a cuore", dice all'Agenzia Fides p. John Glynn, missionario irlandese fidei donum in Papua Nuova Guinea, attualmente in servizio nella "Jubilee Secondary School" a Port Moresby. 
Sensibilizzando i giovani e altri bambini su come poter migliorare la vita di bambini e ragazzi disabili, nelle famiglie poverissime, si è trovata una soluzione semplice ma basilare: donare loro una sedia a rotelle che, dato l'alto costo, le famiglie non possono permettersi. Dopo quasi un anno di attesa, e grazie a una donazione della famiglia di Greg Shepherd, noto avvocato di Port Moresby, racconta il missionario, "abbiamo potuto acquistare quattro sedie a rotelle, una destinata a un giovane ventenne, e tre più piccole per bambini". 

giovedì 31 maggio 2012

...la luce della Chiesa tra i marosi del mondo



" (...) nonostante la debolezza dell’uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino" 

Benedetto XVI, Udienza del mercoledì, 30 maggio 2012

mercoledì 30 maggio 2012

Il Parroco che da la vita per salvare le statue dei santi


Un prete di campagna ha solo la sua chiesa. Poco importa se non fa parte della storia dell’architettura, se non ospita grandi capolavori. Ogni statua, ogni arredo, è come se fosse un pezzo del paese. Don Ivan Martini, 65 anni, da nove parroco di Rovereto, uno dei paesi della Bassa modenese maggiormente colpita dal sisma, è morto in mattinata nella sua chiesa crollata.

venerdì 4 maggio 2012

MAYFEELINGS, un social network per pregare e cambiare il mondo


Una ragazza guarda fissa le telecamera: «Mio padre –dice -  è stato  licenziato». Poi mostra un piccolo cartello arancione con una scritta che recita: «Prega». Un ragazzo, invece, annuncia: «I miei stanno divorziando». Ricompare il messaggio: «Prega». Tocca a un’altra giovane donna: «Sono incinta e sono stata lasciata sola». Di nuovo il refrain: «Prega».

giovedì 26 aprile 2012

“La Chiesa è giovane”: sette anni fa, la Messa di inizio Pontificato di Benedetto XVI


Il 24 aprile abbiamo celebrato il settimo anniversario della Messa di inizio Pontificato di Benedetto XVI. Celebrazione seguita da oltre 300 mila persone in Piazza San Pietro e via della Conciliazione. “La Chiesa è giovane”, affermò il Papa nell’omelia, “chi crede non è mai solo”. Di seguito alcuni passaggi forti di quell’omelia.

“Tu es Petrus”, “Tu sei Pietro”: il popolo di Dio accoglie con gioia il nuovo Pontefice, “l’umile lavoratore nella vigna del Signore”. La mattina del 24 aprile 2005, Piazza San Pietro - gremita di fedeli di tutto il mondo - è in festa, ornata da 20 mila fiori. Dalla Loggia della Basilica vaticana, sotto lo stemma del Pontificato, pende l'arazzo della pesca miracolosa che raffigura Gesù in dialogo con San Pietro. Benedetto XVI, nella sua omelia interrotta ben 37 volte dagli applausi, confida subito con quale spirito si appresti ad intraprendere il ministero di Pastore universale della Chiesa:


martedì 24 aprile 2012

Un ponte del primo maggio alternativo: con i giovani della Comunità Missionaria di Villaregia


Cinquecento giovani provenienti da tutta Italia, tre giornate da trascorrere insieme, cinquanta missionari e missionarie, un vescovo, due fondatori, un villaggio della solidarietà, sette missioni del sud del mondo che saranno rappresentate grazie a testimonianze e racconti: sono questi i numeri del secondo Raduno Nazionale dei Giovani promosso dalla Comunità Missionaria di Villaregia, associazione internazionale di diritto pontificio, che si svolgerà a Lonato del Garda (Brescia) dal 28 aprile al primo maggio.

Un “ponte alternativo” che chiama in causa giovani, dai 17 ai 30 anni, per ritrovarsi insieme per fare amicizia, riflettere, pregare e ascoltare le testimonianze dei loro coetanei e dei missionari. Il tema: essere evangelizzatori e testimoniare la propria fede a tutti, ai vicini e ai lontani, agli amici e ai colleghi, per giungere fino ai più poveri e agli estremi confini del mondo. Lo slogan, infatti, “Andate e ditelo a tutti”, ben richiama l’importanza e la bellezza di trasmettere la propria esperienza di Dio davvero a tutto il mondo.

martedì 27 marzo 2012

Il Papa scrive ai giovani: siate missionari della gioia, quella che nasce da Dio e non tradisce

La prova “dell’affidabilità” della fede cristiana è questa: che in un mondo triste e inquieto il cristiano vero mantiene in sé, e diffonde attorno a sé, la gioia. Parte da questa considerazione il lungo Messaggio di Benedetto XVI, che guarda alla Gmg del primo aprile, ma parla fin d’ora ai giovani, specialmente a quelli – nota – che “hanno un immenso bisogno di sentire che il messaggio cristiano è un messaggio di gioia e di speranza”. Il Papa sviluppa la sua riflessione in sette punti, partendo da un assunto incontestabile: il cuore umano “è fatto per la gioia”, perché – afferma – è l’ingrediente che chiunque cerca per “dare sapore” alla propria esistenza. 


lunedì 19 marzo 2012

Nasce l'Associazione culturale "Giuseppe De Carli" per promuovere iniziative di riflessione e confronto sull'informazione religiosa


In programma un Premio nazionale per giornalisti, studenti e ricercatori universitari

Roma, 19 marzo 2012 - Inizia oggi la propria attività l’associazione culturale “Giuseppe De Carli – Per l’informazione religiosa”, intitolata al noto vaticanista, responsabile della struttura Rai Vaticano, scomparso due anni fa.

martedì 13 marzo 2012

Presentato l'Annuario pontificio. Continua in crescita il trend del numero dei sacerdoti nel mondo


L'Annuario Pontificio 2012 è stato presentato al Santo Padre dal Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato e dall'Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali, in presenza dei collaboratori che hanno curato la nuova edizione e la stampa del volume. È stato anche presentato l'"Annuarium Statisticum Ecclesiae", curato dallo stesso Ufficio.


lunedì 12 marzo 2012

In Honduras la Caritas in prima linea contro la violenza e per il rispetto dei diritti umani


La campagna promossa dalla Caritas a livello nazionale, intende recuperare in Honduras quei valori profondamente cristiani come il rispetto della dignità umana e dei diritti umani, la tolleranza, la solidarietà e il bene comune. Questo sforzo richiede l'avvicinamento alla realtà sentendo come proprio il dolore, la sofferenza e l'angoscia del prossimo, soprattutto dei poveri e di coloro che soffrono in prima persona a causa della violenza.

La campagna, lanciata ufficialmente il 3 febbraio, si propone di contribuire a creare un clima di rispetto per la vita e la dignità umana, così calpestate nel paese, partendo dai gruppi, dalle comunità, dalle parrocchie e dalle diocesi. In tutto il territorio dell'Honduras si susseguono gli atti di violenza, e questa situazione incide negativamente sulla vita personale, familiare, comunitaria e sociale. Inoltre colpisce l'economia, sconvolge la quiete pubblica, semina sfiducia, danneggia il tessuto sociale, fa aumentare il risentimento, la paura, l'angoscia e il desiderio di farsi giustizia da soli.

Il settimanale cattolico dell'Honduras "Fides" continua a cercare di smuovere le coscienze proponendo una informazione completa e secondo lo spirito cristiano, dinanzi alla realtà violenta che vive il paese. Così propone la campagna della Caritas con queste parole: "In questo tempo di Quaresima, quando la liturgia ci chiama a seguire Cristo e ad imparare da Lui la sua profonda compassione per la sofferenza umana, la sua vicinanza ai poveri, ai diseredati e agli esclusi, dobbiamo impegnarci risolutamente a cambiare il nostro ambiente, ciò che ci circonda. Cominciamo con gesti, comportamenti e atteggiamenti piccoli ma significativi. I cristiani sanno che la violenza genera violenza, quindi è importante imparare a vedere i nostri fratelli come figli di Dio e non come nemici. Condanniamo fermamente il peccato ma non il peccatore. Cercare soluzioni profonde non è sempre facile, ma ci assicura una convivenza armoniosa. Ricordiamoci che la repressione può mettere sotto controllo temporaneamente la violenza, ma non raggiunge la sua radice".

Il settimanale cattolico Fides, fondato nel 1956 da Padre José Alfonso Molina, all'inizio era un bollettino di 4 pagine per i fedeli di una zona della capitale dell'Honduras. Nel 1962 diventa un settimanale, redatto da giornalisti, ed inizia ad avere un grande pubblico prima nella società del paese e poi nel Centro America.



-Fides-


lunedì 5 marzo 2012

Il Pakistan assegna la più alta onorificenza civile ad un sacerdote

Il "Sitara-e-Quaid-e-Azam", la più alta onorificenza civile destinata a cittadini stranieri, è stata assegnata dal governo pakistano a padre Robert McCulloch, membro della Società missionaria di San Colombano, distintosi per l’aiuto profuso per tutta la popolazione, in modo speciale durante l’alluvione che ha devastato il Pakistan lo scorso anno. Qui, in un'intervista della Radio Vaticana:

D. – Lei ha ricevuto la più alta onorificenza civile del Pakistan destinata a cittadini stranieri. E’ un premio che le viene consegnato direttamente dal governo pakistano. Per quale motivo?

R. – Credo che il pensiero di darmi questo premio rispecchi un sentimento chiaro: l’atteggiamento del fondamentalismo non è proprio del Pakistan. E’ sì presente nel Paese, ma è un atteggiamento falso. Con questo premio, si è voluto affermare che nel Pakistan esistono luoghi dove possono vivere i cristiani.

D. – In Pakistan, c'è il problema della legge sulla blasfemia... 

R. – Le leggi sulla blasfemia sono la radice dell’ingiustizia e sono contrarie al pensiero del padre della patria del Pakistan, Mohammad Ali Jinnah. Egli ha affermato che in questo Paese tutti sono uguali: nel tempio, nelle moschee e nelle chiese... Quando sentiamo la parola "minoranza", già ci troviamo di fronte a una differenza, anche rispetto alla legge, e per questa ragione i cristiani in Pakistan vivono tempi pericolosi.

D. – E’ possibile immaginare un futuro di pace e di convivenza fra le religioni?

R. – Credo che la maggioranza voglia proprio questa pace. Ma tra i fondamentalisti c’è una guerra religiosa. Nel momento in cui ci sarà la pace tra i musulmani, credo che ci sarà la pace per tutti, anche per i cristiani. (vv)

mercoledì 1 febbraio 2012

In India un incontro per "formare le coscienze dei giovani" e i leader del futuro


L'India ha urgente bisogno di formare le coscienze dei giovani, i leader del futuro, a valori come l'armonia, la pace e la giustizia, celebrando la sua "unità nella diversità": è quanto emerso da un recente incontro interreligioso organizzato nei giorni scorsi a Mumbai dalle Figlie di San Paolo, in collaborazione con l'Associazione indù "Bandra" e la scuola islamica "Anjuman-I-Islam", sul tema "Formare i leader per il domani".
"Siamo figli di Dio e cittadini di questa grande nazione: lavoriamo insieme per il miglioramento del nostro popolo" ha esortato suor Chakkalackal, delle Figlie di San Paolo, coordinatrice e promotrice dell'incontro, davanti a una platea di giovani di diverse comunità religiose.
L'oratore principale, Joe Monteiro, esperto nel campo delle Risorse Umane, ha illustrato ai giovani le caratteristiche di un leader: "Essere amorevole, sprizzare entusiasmo, aiutare gli altri a sviluppare la propria personalità". Monteiro ha descritto il leader come una persona che possiede valori quali l'ascolto, la sincerità, la fiducia in se stessi, l'intelligenza, il saper pensare e mettere insieme nuove idee. "E' bene ricordare che nessuno è un leader nato: ognuno è chiamato a utilizzare i talenti ricevuti da Dio" ha rimarcato.
Secondo Suor Pauline, delle Figlie di San Paolo, nell'India di oggi, pervasa da fermenti di radicalismo religioso, i giovani possono dare testimonianza di un'ampia e generosa collaborazione fra i vari gruppi religiosi, nell'ottica del bene comune della società. Una grande responsabilità, ha sottolineato, è nelle mani delle famiglie, dove i bambini "imparano le basi delle relazioni morali e umane". "E' responsabilità dei genitori - ha concluso - nutrire i loro figli con i valori dell'amore, del perdono, della pace, della sincerità e soprattutto dell'onestà e della giustizia. L'integrazione di questi valori può rendere i bambini cittadini responsabili, e quindi buoni leader di domani".
-Fides-

mercoledì 25 gennaio 2012

L'evangelizzazione per gli indigeni di Taiwan passa attraverso la TV

L'evangelizzazione delle comunità indigene di Taiwan procede anche attraverso il mezzo televisivo: a partire dal febbraio prossimo, andrà in onda sul canale televisivo indigeno di Taiwan un programma sulla fede cristiana, promosso dalla "Voice of the Catholic Church Association", l'ente per le Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Regionale di Taiwan.

Secondo quanto riferisce Catholic Weekly, bollettino settimanale dell'Arcidiocesi di Tai Pei, il programma prevede un dialogo tra due persone, su temi e questioni inerenti la fede cristiana, ed è stato prodotto, grazie a oltre 2.000 benefattori, dalla casa editrice dei gesuiti "Kuangchi". Il programma, della durata di un'ora, andrà in onda ogni giovedì per 20 settimane. 

Rispondendo all'invito del Papa, sulla necessità della Chiesa di essere presenti nell'arena dei mass media, la Voice of the Catholic Church Association sta lavorando per creare una propria stazione televisiva a Taiwan, come già fatto da altre comunità religiose (protestanti e buddisti). 
Voice of the Catholic Church Association è nata nel marzo 1986 nella parrocchia di Sacra Famiglia di Tai Pei. Dal 22 maggio 1998 è ufficialmente l'ente per le Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Regionale di Taiwan, ed è ufficialmente registrata presso il Ministero dell'Interno. Dopo 26 anni di servizio nel settore delle comunicazioni sociali, ha attivato 7 radio che trasmettono programmi di evangelizzazione in lingua cinese e nelle altre lingue locali dell'isola di Taiwan.



-Fides-

lunedì 23 gennaio 2012

A28, nasce il centro notturno d'emergenza per minori stranieri

Dall’otto dicembre scorso, a Roma, è attivo il primo Centro notturno di emergenza italiano per minori stranieri non accompagnati. L’iniziativa è promossa da Intersos in collaborazione con Save The Children e la Cooperativa Civico Zero.

Si chiama “A28”: un nome che richiama l’ubicazione del centro, via Aniene 28. I locali sono ampi e luminosi, ci sono docce, posti letto e computer ma soprattutto c’è la serenità di un ambiente famigliare, cosa rara per i ragazzini che qui arrivano dopo lunghi ed estenuanti viaggi della speranza.

Dall’apertura ad oggi la struttura ha ospitato 67 minori di età compresa tra 14 e i 18 anni, in maggioranza afghani, e una mamma con due bambini di 2 e 10 anni per un totale di 167 pernottamenti. Tutti sono stati avvicinati dagli operatori della Cooperativa Civico Zero nei pressi della stazione Ostiense, luogo ormai di ritrovo ma essenzialmente un’area in disuso e priva di qualsiasi condizione igenico-sanitaria. Dopo un primo colloquio nel centro diurno della Cooperativa, i ragazzi hanno la possibilità di dormire nel centro A28, lavarsi e fare colazione.

Alessandro Uberti, responsabile della struttura, parla di un bilancio positivo dell’esperienza e racconta così i minori che arrivano:

“La cosa interessante è che nonostante la drammaticità del viaggio che stanno facendo – perché ancora non l’hanno concluso – restano comunque degli adolescenti, quindi con una grande allegria, voglia di scherzare e di stare insieme. E’ chiaro che poi, nel momento in cui i nostri mediatori approfondiscono le storie, i vissuti, escono fuori cose un po’ più pesanti. In particolare, il tratto del viaggio tra le montagne della Turchia, o il passaggio dalla Grecia all’Italia sono i momenti più drammatici e più pericolosi; sono passaggi che possono compiere, probabilmente, soltanto ragazzi di quell’età, sia per un discorso di peso corporeo – l’ultimo tratto spesso lo fanno attaccati ai camion che entrano in Italia – sia per un discorso di spirito: infatti, molti se la vivono come un’avventura. Immaginare un adulto che faccia lo stesso percorso, è impensabile veramente!".

(Benedetta Capelli, RV)

martedì 29 novembre 2011

"Torna a casa per Natale", lanciata la nuova campagna diretta agli affievoliti

Si intitola “Come Home for Christmas” (“Torna a casa per Natale”) la nuova iniziativa di sensibilizzazione della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles (Cbcew) rivolta ai cattolici non praticanti. In concomitanza con l’inizio del periodo di Avvento, il Dipartimento dei vescovi per l’evangelizzazione e la catechesi ha messo in rete una speciale pagina web per invitare i cattolici che non praticano più la loro fede, o lo fanno saltuariamente, a riavvicinarsi alla Chiesa.

La pagina http://www.comehomeforchristmas.co.uk/ riporta diverse sezioni: tra queste, una con i messaggi di benvenuto di diversi vescovi e la sezione “Your Stories”, in cui diverse persone raccontano le loro storie di riavvicinamento alla pratica religiosa.

Per chi è interessato ad andare oltre, c’è poi la sezione “What Next?” che indica i passi da compiere per riprendere a frequentare la chiesa. “Come Home for Christmas” segue di pochi giorni il lancio del ciclo d’incontri “Crossing the Threshold” (“Varcare la soglia”), l’iniziativa promossa dallo stesso Dipartimento per l’evangelizzazione e la catechesi per sostenere le parrocchie inglesi e gallesi nella pastorale con i cattolici non praticanti.

Il primo appuntamento si è tenuto il 12 novembre scorso a York, presso la English Martyrs Church, e ha visto la partecipazione di 140 persone che hanno condiviso momenti di preghiera e riflessione. I prossimi appuntamenti sono previsti il 4 febbraio a Birmingham, il 3 marzo a Crawley, il 28 aprile a Westminster e il 23 giugno a Cardiff. L’iniziativa rientra in un più ampio progetto triennale dei vescovi pensato per sviluppare la pastorale e la sensibilizzazione sull’argomento.

Il progetto culminerà nel 2013 con la pubblicazione di un rapporto dettagliato. Da rilevare, inoltre, che il ciclo d’incontri guarda anche al prossimo Sinodo dei vescovi sulla Nuova evangelizzazione, in programma nell’ottobre 2012. Nei Lineamenta dell’Assemblea, infatti, si legge che “è tempo di nuova evangelizzazione anche per l’Occidente, dove molti che hanno ricevuto il battesimo vivono completamente al di fuori della vita cristiana e sempre più persone conservano, sì, qualche legame con la fede, ma ne conoscono poco e male i fondamenti”.

-RV-

lunedì 28 novembre 2011

Un anno della cresima per il 1150º dell'arrivo dei Santi Cirillo e Metodio nella Grande Moravia

La Chiesa cattolica della Repubblica Ceca inizia un altro anno di preparazione per la celebrazione del 1150° anniversario dell’arrivo dei Santi Cirillo e Metodio nella Grande Moravia.

Ieri, insieme all’inizio dell’Avvento, la Conferenza episcopale ha annunciato l’apertura dell’Anno della Cresima in tutte le parrocchie del Paese.

I vescovi incoraggiano i sacerdoti ad arricchire il proprio servizio pastorale ponendo l’accento sul sacramento della Cresima, non soltanto per coloro che si preparano a riceverla in futuro, ma anche per quegli adulti che sono già stati confermati nella fede cattolica, nel senso del rinnovamento spirituale.

“Il sacramento della Cresima unisce i cristiani in modo più impeccabile con la Chiesa e conferisce loro il potere speciale dello Spirito Santo”, affermano i vescovi, aggiungendo che “questo dono li obbliga a diffondere e a difendere la fede con le parole e con gli atti, come veri testimoni di Cristo”.

L’Anno della Cresima avrà il suo culmine nella Novena di sante messe e preghiere che precedono la Festa della Pentecoste del 2012.

giovedì 10 novembre 2011

Centinaia di giovani universitari slovacchi riflettono sulle "radici della fede"

“Siamo giunti alle radici della fede”. Centinaia di studenti universitari slovacchi si incontreranno per riflettere su questo tema dall’11 al 13 novembre, nei locali dell’Università Cattolica di Ruzomberok.

“Accademia 2011”, ventesima edizione dell’Incontro nazionale della gioventù cattolica, è organizzata da oltre dieci Centri pastorali universitari situati in tutta la Slovacchia.

“La principale finalità dell’evento consiste nel dare forma alla comunicazione: gli uni con gli altri, con il nostro lato spirituale, con Dio, tenendo in considerazione che il simbolo di questa comunicazione è la Croce”, ha spiegato Robert Slotka, cappellano dell’Università Cattolica.

Il programma prevede conferenze, gruppi di lavoro, concerti, competizioni, momenti di preghiera e celebrazioni liturgiche. Si partirà all’inizio della Settimana della Chiesa per i giovani di Slovacchia (12-20 novembre), sponsorizzata dal Consiglio della gioventù e dalle università della Conferenza episcopale.

L’incontro nazionale della gioventù si tiene una volta l’anno, simbolicamente a novembre, per ricordare gli eventi del 1989 e il ruolo giocato dagli studenti e dai giovani nella cosiddetta “Rivoluzione di Velluto”, associata alla caduta del comunismo in Slovacchia e Paesi limitrofi.

Sir

martedì 8 novembre 2011

Giubileo d'oro per la Diocesi di Mzuzu in Malawi

La diocesi di Mzuzu in Malawi ha celebrato il 5 novembre il suo Giubileo d'oro nella Cattedrale intitolata a San Pietro.
 
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da Sua Ecc. Mons. Joseph Mukasa Zuza, Vescovo della diocesi, che è anche il Presidente della Conferenza Episcopale del Malawi. Nel corso della Messa sono stati intonati diversi canti africani, soprattutto in Tumbuka, una delle lingue più diffuse nella regione.
Nel suo saluto, Sua Ecc. Mons. Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Zambia e Malawi, ha elogiato Mons. Zuza per le forti iniziative pastorali al servizio della popolazione della regione e soprattutto per il suo infaticabile lavoro pastorale.

Il Nunzio ha affermato che in questi anni ha potuto constatare attraverso le sue visite che la diocesi di Mzuzu è ben gestita e molto ben organizzata. Mons. Girasoli ha quindi esortato la comunità cattolica, in particolare i laici, a rimanere sempre uniti alla Chiesa.

Mons. Zuza ha ringraziato il Nunzio per l'aiuto offerto e per la sua premura circa l'erezione della nuova diocesi di Karonga. Il Vescovo di Mzuzu ha aggiunto che la celebrazione del Giubileo d'oro è una testimonianza della crescita della Chiesa cattolica nel Paese ed ha chiesto ai fedeli di continuare a sostenere la diocesi di Karonga. La diocesi di Karonga copre i distretti di Chitipa e Karonga, che facevano parte del decanato settentrionale della diocesi di Mzuzu.

Mons. Zuza ha infine ringraziato Mons. Girasoli, che lascerà il suo incarico in Malawi e Zambia all'inizio del prossimo anno in quanto destinato ad altra sede, per il servizio offerto alla Chiesa locale.
La Prefettura Apostolica del Nord Malawi è stata eretta il 18 maggio 1947 (con decreto dell'8 maggio 1947), come parte del Vicariato Apostolico del Malawi. Il 3 marzo 1961, la Prefettura è stata elevata al rango di Diocesi. 

Fides

lunedì 7 novembre 2011

In Portogallo è in corso la "Settimana dei seminari 2011"

“Formare pastori consacrati totalmente a Dio ed al suo popolo”: con questo tema si apre domani, in Portogallo, la “Settimana dei seminari 2011”. Per l’occasione, la Conferenza episcopale locale ha preparato un dossier di informazioni ed approfondimenti, volto soprattutto a far comprendere cosa significhi essere sacerdoti oggi.

“Formare pastori – scrive nell’introduzione al dossier mons. Antonio Francisco dos Santos, presidente dalla Commissione episcopale per le vocazioni e i ministeri (Cevm) – implica una comprensione profonda del fatto che la formazione non si limita alla dimensione pastorale propriamente detta, ma si apre e si allarga alla formazione umana, spirituale ed intellettuale”.

Tale formazione, continua il presule, si sviluppa attraverso “un lungo cammino che inizia presto e non termina con l’ordinazione presbiteriale” e che include “l’adesione del cuore e della mente ai criteri del Vangelo, insieme alla configurazione del pensiero e della vita alla sequela di Cristo, Buon Pastore”. In questo senso, sottolinea il vescovo portoghese, il tema scelto per la Settimana “è un appello all’assoluto, al definitivo, al permanente; è il fascino di venir attratti dalla bellezza e dalla tenerezza dell’amore di Dio per il suo popolo”.

Di qui, l’invito lanciato dalla Chiesa del Portogallo affinché la Settimana dei seminari ribadisca “la complementarietà tra le famiglie, le comunità, i sacerdoti ed i seminaristi”. Poi, il dossier informativo fornisce quattro proposte di riflessione sul tema della formazione al sacerdozio: al primo posto, c’è l’importanza di “essere e vivere da pastori”; segue “la carità pastorale, intesa come esigenza e valore primario del pastore e, quindi, obiettivo assoluto ed ultimo della sua formazione”.

Al terzo posto, si suggeriscono i comportamenti e i sentimenti che definiscono la carità pastorale, ovvero “la conformazione alla volontà del Padre”, “la compassione e la misericordia per gli oppressi”, “la cura amorevole e l’impegno per il proprio gregge di fedeli”, “il servizio come dono totale di se stessi nell’umiltà e nell’amore”.

Infine, la Chiesa portoghese raccomanda ai seminaristi di “assimilare la sensibilità del Buon Pastore a quella di Dio e dei fratelli”.

Isabella Piro (RV)

giovedì 3 novembre 2011

Fiori di speranza in periferia: i nuovi progetti della Parrocchia Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (Roma)

Del quartiere di Tor Bella Monaca, alla periferia est di Roma, si parla spesso per gli episodi di disagio sociale... eppure nel territorio ad offrire un’alternativa a giovani e non solo opera da sempre una comunità parrocchiale molto viva, quella di Santa Maria Madre del Redentore, nella quale sono attive anche le suore Salesiane di don Bosco.

In particolare, la direttrice dell’oratorio parrocchiale, suor Paola Pompei, racconta che «nel 2002 è sorto il centro diurno “Casa mia Casa nostra” dove si cerca di accogliere i bambini e i ragazzi di famiglie disagiate che sono maggiormente a rischio». Il centro è stato creato dal “Vides Mic Mag Tbm”, l’associazione di volontariato, spiega suor Paola, «che è nata e opera all’interno dell’oratorio e che presta diversi servizi anche al di fuori della parrocchia, a favore dei poveri del quartiere».

Due le strutture del centro: in una si accolgono i bambini con un’età compresa tra i tre e gli undici anni circa mentre nell’altra i ragazzi che frequentano le scuole medie. «Qui i ragazzi ogni pomeriggio hanno la possibilità di fare i compiti, di partecipare alle attività dell’oratorio e di vivere momenti di fraternità», spiega la direttrice e aggiunge che il nome “Casa mia, casa nostra” sta a indicare il fatto che «ogni bambino o ragazzo deve sentire il centro come la propria casa e quindi viverci serenamente ma anche responsabilmente».

A breve, aggiunge la religiosa, partirà anche il progetto “Educarsi alla pace”, approvato dall’Ufficio del Servizio civile nazionale, che ha l’obiettivo di diminuire gli episodi di bullismo e conflittualità tra i minori e giovani coinvolti, aumentando la loro capacità di risolvere pacificamente i conflitti relazionali con i pari.

Le specifiche attività previste dal progetto, spiega ancora suor Paola, saranno attuate «con il coinvolgimento attivo dei ragazzi stessi, che saranno così protagonisti e non solo destinatari del progetto educativo». Non a caso la metodologia prescelta per l’attuazione di “Educarsi alla pace” è quella dell’educazione tra pari e della ricerca-azione.

Le attività realizzate, aggiunge la direttrice dell’oratorio, serviranno anche ad acquisire dati ed informazioni che possano servire a «migliorare le strategie di intervento del Vides e a ideare ulteriori interventi educativi, pedagogici e formativi, sempre più mirati ed efficaci».

Roma7

venerdì 14 ottobre 2011

A Santiago del Cile migliaia di cattolici festeggiano con gioia e speranza la propria fede

Nel cuore di Santiago del Cile, a Plaza Italia, domani migliaia di cattolici laici, impegnati attivamente in numerose iniziative di solidarietà, educazione, formazione e assistenza, si incontreranno a mezzogiorno per esprimere pubblicamente la propria fede, facendolo “con spirito di festa, gioia e speranza”.

La manifestazione, promossa da un gruppo di laici impegnati di Santiago del Cile, ha ricevuto il sostegno dell'arcivescovo della capitale, mons. Ricardo Ezzati, ed è stata chiamata “La gioia di essere cattolici”: dopo un primo incontro in Plaza Italia, l’iniziativa proseguirà con un marcia nelle strade della città.

Gli organizzatori hanno annunciato che sarà realizzato uno speciale servizio fotografico dell'evento che poi sarà inviato a Benedetto XVI come “espressione di affetto e devozione”. Infatti, l’evento, al quale si chiede di partecipare con una maglietta bianca, desidera “manifestare pubblicamente la fede, dando testimonianza dell'adesione alla Chiesa cilena, a suoi vescovi e sacerdoti e al Santo Padre”.

“Sono i tempi che viviamo – affermano gli organizzatori – che c’incoraggiano ad uscire per strada, come membri della Chiesa, per proclamare la nostra fede in Cristo e per rendere testimonianza del nostro impegno per il Vangelo, di solidarietà con i più deboli e di azione concreta nella nostra società”.

-Sir-

mercoledì 12 ottobre 2011

In Russia il Catechismo della Chiesa greco-cattolica di Ucraina

Il catechismo della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina (Ugcc) intitolato “Cristo è la nostra Pasqua” è stato ufficialmente presentato a Mosca dall’amministratore della parrocchia di Sant’Ignazio di Antiochia, padre Sergii Nikolenko, e dal curatore del sito ufficiale della residenza per i cattolici di rito bizantino in Russia www.rkcvo.ru, Oleksandr Shvedov.

Secondo Shvedov, che ha presentato la struttura generale del libro, il catechismo è realizzato sulla base del principio “legge della preghiera – legge della fede”.

Due “pilastri” principali del testo sono il Credo e la Liturgia di Basilio Magno, le epigrafi riportate in ogni parte del Catechismo sono frammenti di queste due parti.

Padre Nikolenko, parlando dei cattolici in Russia come pubblico destinatario del Catechismo della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina, li descrive come persone con un retaggio di cultura rurale dove le tradizioni della famiglia patriarcale non sono state completamente distrutte e possono essere rinnovate e profondamente radicate. Secondo alcuni dati statistici, 5,5 milioni di persone sostengono di essere membri della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina rendendo la Chiesa cattolica di rito orientale più grande del mondo.

Esiste una tradizione nazionale di fede profondamente radicata, soprattutto nella parte occidentale del Paese; tuttavia, nei decenni trascorsi, questa si è diffusa anche in Nord e Sud America, in Australia e in vari Paesi europei. Nell’area europea della Russia, i membri della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina si concentrano soprattutto a Mosca, a San Pietroburgo, a Obninsk e a Kaliningrad.

-RV-

mercoledì 5 ottobre 2011

Venticinque anni in favore dei poveri: la Chiesa di S. Leone (Roma) in festa

La chiesa di San Leone a Boccea, nella Diocesi di Roma, festeggia venticinque anni di attività a favore dei poveri: colazioni, doccia, abiti, lavoro, accoglienza. 

“Sono trascorsi venticinque anni dal primo sabato mattina nel quale abbiamo servito la colazione ai poveri nei locali della Chiesa di San Leone – racconta Maria Dominica Giuliani -. Abbiamo organizzato diversi appuntamenti per ricordare gli anni trascorsi, per esaminare le nuove povertà emergenti, per pregare e fare festa”. 

Si inizia il 13 ottobre (ore 19.30), con un incontro sul carcere. A seguire, il 21 ottobre alla stessa ora, si parlerà di gioco d’azzardo ed usura. Il 4 novembre verrà affrontato il tema dell’accoglienza e cura sanitaria degli immigrati e senza fissa dimora. La serata del 10 novembre sarà dedicata alla preghiera, mentre il 12 novembre si svolgerà un momento di festa pomeridiano nel campetto della chiesa, in via Boccea 60. 

Tra i relatori agli incontri: Salvatore Geraci, responsabile area sanitaria Caritas di Roma; Davide Pati, responsabile beni confiscati di Libera. 

Per ulteriori informazioni: Chiesa di San Leone Magno

martedì 4 ottobre 2011

A Czestochowa il Congresso arcidiocesano del Rosario dedicato a Giovanni Paolo II

“Il Rosario, un tesoro da riscoprire” è stato il tema del Congresso del Rosario dell’arcidiocesi di Czestochowa, dedicato al Beato Giovanni Paolo II, che si è svolto il 1° ottobre presso il Santuario della Madonna del Santo Rosario a Myszków Mrzyglód. 

Secondo quanto riporta l’agenzia Fides, al Congresso hanno partecipato i gruppi del Rosario Vivente e i diversi gruppi del Rosario Missionario. Era presente anche don Bogdan Michalski, segretario nazionale della Pontificia Opera per la Propagazione della Fede e della Pontificia Opera di San Pietro Apostolo. 

Durante l’incontro don Jacek Gancarek, direttore delle Pontificie Opere Missionarie dell’arcidiocesi di Czestochowa e custode del santuario della Madonna del Santo Rosario a Myszków Mrzyglód, ha presentato la catechesi missionaria sul tema: “Il Rosario, un tesoro da riscoprire. Storia, idee e testimonianze”. 

Don Gancarek ha ricordato la figura della Serva di Dio Pauline M. Jaricot, fondatrice della Pontificia Opera per la Propagazione della Fede, richiamando il fatto che per lei “il Rosario era strumento di aiuto per le missioni e per i missionari. Sempre, dovunque si trovino i gruppi del Rosario Vivente, non può mancare la preghiera per le Missioni della Chiesa”. 

Durante la Santa Messa di ringraziamento per la beatificazione di Giovanni Paolo II, mons. Antoni Dlugosz, vescovo ausiliare di Czestochowa, che ha presieduto la celebrazione, ha ricordato che il Beato Giovanni Paolo II ha fatto del Rosario la preghiera quotidiana della sua vita. 

“Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace. Il Rosario è anche, da sempre, una preghiera per le famiglia e per le missioni della Chiesa. Dobbiamo promuovere questa preghiera nelle nostre parrocchie, nei santuari e nelle famiglie” ha detto don Jacek Gancarek.

mercoledì 28 settembre 2011

In Indonesia altri 17 missionari Verbiti e il quarto sacerdote Camilliano

Domenica 25 settembre, nel seminario teologico dei Verbiti a Maumere, sull'isola di Flores, il Vescovo emerito Mons. Anton Pain Ratu, SVD, ha ordinato il quarto sacerdote Camilliano e 17 missionari Verbiti. La celebrazione, durata quasi cinque ore, ha visto 90 sacerdoti concelebranti ed ha avuto un momento particolarmente commovente quando i novelli sacerdoti hanno benedetto i loro genitori.

Secondo le informazioni inviate all'Agenzia Fides da p. Luigi Galvani, MI, il novello sacerdote Camilliano è uno dei giovani che inviati nelle Filippine, dieci anni fa, ha completato la formazione religiosa e teologica nel seminario teologico Camilliano di Manila. Con gli altri tre suoi compagni, ordinati negli ultimi due anni, è ora la "forza nuova" della missione Camilliana che da poco ha aperto un seminario sull'isola di Flores (vedi Fides 19/10/2009; 18/10/2010).

P. Ignasius appartiene ad una famiglia numerosa e proviene dalla regione montagnosa di Manggarai a Flores, isola che ha dato e continua a dare numerose vocazioni religiose e sacerdotali a vari istituti e diocesi. Egli svolgerà il suo impegno pastorale come formatore nel seminario Camilliano di Maumere, a Flores, la cui comunità è attualmente composta di 21 giovani candidati desiderosi di seguire il carisma di San Camillo e di estenderlo in futuro in altre isole (17 mila) di questo grande arcipelago asiatico.

Padre Galvani ricorda che i Camilliani sono il 35° istituto religioso giunto nella diocesi di Maumere. La loro presenza è stata bene accolta dalla Chiesa locale che si sente arricchita di un nuovo carisma: quello del servizio ai malati e della pastorale sanitaria. Con la presenza dei quattro sacerdoti locali e del nutrito gruppo di seminaristi, la nuova missione è stata recentemente eretta a delegazione della Provincia Camilliana Filippina, in considerazione della sua vitalità vocazionale e della volontà di contribuire all'espansione dell'Ordine in Asia e in altri paesi del mondo.

-Fides-

lunedì 26 settembre 2011

"Dove c'è Dio, là c'è futuro"... il gioviale viaggio di Benedetto XVI in terra natale

Non solo una lunga e articolata lectio magistralis del professor Ratzinger, ma soprattutto un insegnamento di vita e di fede – o meglio: di vita nella fede – da parte del successore dell’apostolo Pietro. La Germania ha vissuto quattro giorni con gli occhi puntati su papa Benedetto XVI, rientrato ieri sera a Roma, seguendolo nel suo intenso programma tra il parlamento di Berlino e gli incontri ecumenici, tra appuntamenti istituzionali e megaraduni con giovani e cattolici impegnati nel rinnovamento della Chiesa.

Il viaggio nella sua terra natia è stato molto di più di una visita pastorale: non solo per il carattere ufficiale, proprio di una visita di stato, quanto per la forte impronta impressa con una ricchezza di messaggi che sono andati ben al di là della forma protocollare e persino delle previsioni. Benedetto XVI ha fornito risposte al motto della visita – “Dove c’è Dio, là c’è futuro” – attraverso una successione di riflessioni che portano dritto proprio al fulcro di quel futuro.

Non ci si può esimere dal partire citando l’apprezzato discorso al parlamento di Berlino in cui è andato alla radice dei fondamenti dello stato e di una convivenza che abbia a cuore l’ecologia dell’uomo, attraverso la presa di coscienza che l’uomo stesso “possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere. L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli ascolta la natura, la rispetta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana”. Una base su cui costruire  quell’Europa con una propria identità e cultura cristiane, che non attinga solo al positivismo e che metta nella condizione di tornare a “vedere di nuovo la vastità del mondo”.

Ecco l’importanza della religione per fronteggiare quel relativismo della società che Benedetto XVI ha definito “relativismo subliminale” che invade ogni interstizio della vita. Un relativismo che esercita sempre di più “un influsso sulle relazioni umane e sulla società – ha rimarcato il papa -. Ciò trova espressione anche nell’incostanza e nella discontinuità di tante persone e in un eccessivo individualismo. Qualcuno non sembra affatto capace di rinunciare a qualcosa o di fare un sacrificio per altri. Anche l’impegno altruistico per il bene comune, nei campi sociali e culturali, oppure per i bisognosi, sta diminuendo. Altri non sono più in grado di legarsi in modo incondizionato ad un partner”.

Una diagnosi lucida sui malanni della società secolarizzata e che può trovare l’unico antidoto nella “comune speranza in Dio. Senza tale speranza la società perde la sua umanità”. Consapevolezza che il pontefice aveva già espresso nel consueto incontro in aereo con i giornalisti, sottolineando come si percepisca la crescente convinzione della necessità di una forza morale e della presenza di Dio nel nostro tempo. Una sfida che deve favorire ancor più il dialogo con le altre comunità religiose per il raggiungimento di un maturo ecumenismo che consenta di far fronte congiuntamente alle sfide delle società moderne.

Non a caso la fitta agenda del viaggio tedesco prevedeva incontri con le comunità ebraica e musulmana, con la le Chiese ortodosse e con quella evangelica. Diversi, ovviamente, gli approcci per la costruzione di un percorso comune: dal dialogo che “si sta approfondendo con l’ebraismo alla necessità di “impegnarsi costantemente per una migliore reciproca conoscenza e comprensione” con i musulmani “per una convivenza pacifica ma anche per l’apporto che ciascuno è in grado di dare per la costruzione del bene comune”; dall’impegno congiunto con i cristiani ortodossi ed ortodossi orientali per una “testimonianza pacifica per la comprensione e per la comunione tra i popoli” all’approccio di Martin Lutero relativamente alla “questione su Dio, che fu la passione profonda e la molla della sua vita e dell’intero suo cammino” perché ogni credente faccia propria la domanda del riformatore tedesco e si sia capaci di “testimoniare insieme la presenza del Dio vivente e con ciò dare al mondo la risposta di cui ha bisogno”.

Con una visione ben chiara: “come i martiri dell’epoca nazista ci hanno condotti gli uni verso gli altri e hanno suscitato la prima grande apertura ecumenica – ha detto il papa – così anche oggi la fede, vissuta a partire dall’intimo di se stessi, in un mondo secolarizzato, è la forza ecumenica più forte che ci ricongiunge, guidandoci verso l’unità nell’unico Signore”. La fede dunque, dono e frutto di una ricerca interiore che deve aprirsi agli altri in quanto è “sempre anche essenzialmente un credere insieme con gli altri” ha ricordato il pontefice, “molto concretamente devo la mia fede anche a coloro che mi sono vicini e che hanno creduto prima di me e credono insieme con me. Questo “con”, senza il quale non può esserci alcuna fede personale, è la Chiesa”.

La Chiesa, comunità di credenti e apparato istituzionale, rete di pesci buoni e di pesci cattivi, aveva sottolineato papa Benedetto sul volo per Berlino riflettendo sui crimini della pedofilia commessi da sacerdoti. Fatto sta che nell’ultimo anno si stima abbiano lasciato la Chiesa oltre 180mila fedeli tedeschi e gran parte delle responsabilità sarebbero da attribuire proprio allo scandalo pedofilia. Una scelta che papa Benedetto comprende, dettata dal dolore, dall’amarezza e dalla delusione verso una istituzione che dovrebbe fare della moralizzazione uno dei suoi punti di forza. Quei sentimenti di commozione e vicinanza papa Benedetto li ha espressi direttamente nell’incontro con cinque vittime di abusi avvenuti negli ambienti ecclesiastici.
Lontano dalle telecamere, per la quinta volta il papa  (dopo gli incontri a Washington, Sydney, Malta e Londra) ha voluto guardare negli occhi chi ha vissuto esperienze così drammatiche, assicurando l’impegno a promuovere misure efficaci per la tutela dei più giovani ma soprattutto testimoniare la sua comprensione e vicinanza.

Ecco allora anche qui la questione etica. Papa Benedetto aveva citato “l’auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico” nel telegramma inviato come di consueto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al momento di lasciare l’Italia alla volta della Germania. La stessa questione etica finisce per interessare anche la Chiesa che in un tempo di grande inquietudine e qualunquismo potrebbe e dovrebbe rappresentare un approdo sicuro. Ne consegue che “il rinnovamento della Chiesa può realizzarsi soltanto attraverso una fede rinnovata” e che è necessario porsi precisi quesiti sul proprio ruolo tra le sfide e i bisogni dell’oggi.

Rivedendo innanzitutto la sua missione e puntando a una “demondanizzazione”, solo così, “liberata dal suo fardello materiale e politico – ha detto il papa – la Chiesa può dedicarsi meglio e in modo veramente cristiano al mondo intero. Può nuovamente vivere con più scioltezza la sua chiamata al ministero dell’adorazione di Dio e al servizio del prossimo”.

La rotta tracciata da papa Benedetto, nel suo ultimo giorno di visita in Germania, invita a vedere l’essenza dell’uomo, riflettendo su come la ricerca di un agnostico lo avvicini di più al Regno dei cieli che la routine di certi fedeli. Ma soprattutto il papa invita a “deporre tutto ciò che è soltanto tattica per cercare la piena sincerità, che non trascura né reprime alcunché della verità del nostro oggi, ma realizza la fede pienamente nell’oggi vivendola, appunto, totalmente nella sobrietà dell’oggi, portandola alla sua piena identità, togliendo da essa ciò che solo apparentemente è fede, ma in verità sono convenzioni ed abitudini”. Non una ritirata dal mondo moderno ma l’assunzione di un nuovo ruolo in quanto “una Chiesa alleggerita degli elementi mondani è capace di comunicare agli uomini proprio anche nell’ambito sociale-caritativo, la particolare forza vitale della fede cristiana”.

Papa Benedetto è così rientrato dal suo ventunesimo viaggio internazionale con un complesso carico di obiettivi per il futuro della Chiesa, lasciando dietro di sé una scia di commenti positivi, non ultime le parole di apprezzamento del capo di Stato Napolitano che esprime come “nei messaggi di singolare ricchezza e profondità che hanno caratterizzato la sua missione in terra tedesca ho colto insegnamenti ai quali mi sento particolarmente vicino, sulla politica come impegno per la giustizia e sulla nascita del patrimonio culturale dell’Europa”.

Elisabetta Lo Iacono

venerdì 23 settembre 2011

Nella Diocesi di Bari-Bitonto, chiese aperte per la seconda edizione di "Notti Sacre"

Si apre domani sera la seconda edizione di Notti Sacre, la rassegna di arte, musica, pensiero, preghiera e spettacolo nelle chiese di Bari Vecchia che andrà avanti sino al 2 ottobre.
 
A inaugurare la manifestazione sarà l’Orchestra e coro del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, in Cattedrale alle 21. Musiche di Johann Sebastian Bach, Francis Poulenc e Nino Rota. Dirige il Maestro Nicola Scardicchio, allievo di Rota ed esperto della sua musica, nonché membro del comitato scientifico della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, custode dell’Archivio del compositore milanese.

Alle 23 la chiesa di Sant’Anna ospiterà un evento molto suggestivo: la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci. I canti che accompagneranno la liturgia saranno eseguiti dal coro diocesano.


Alle 19 al Museo Diocesano “Culti mediterranei della città vecchia di Bari fra corti e chiese”, conferenza con Nino Lavermicocca, archeologo medievista, e Domenico Lassandro, direttore del dipartimento di Studi classici e cristiani dell’Università di Bari. 

A seguire, verrà inaugurata la mostra di dipinti di Nunzio Giorgio “Invito a corte. Itinerario delle corti della città vecchia”. Sarà possibile visitarla fino al 2 ottobre dalle 19 alle 22.

Non solo musica ed incontri in rassegna, tutte le sere per otto giorni, ma anche una serata speciale con Roberta Arinci e la sua danza sacra indiana, proprio il 2 ottobre, giorno di celebrazione in India della nascita del Mahatma Gandhi.

Tra gli appuntamenti fissi per tutta la settimana ci sarà l'Adorazione Eucaristica in Sant'Anna, che ospiterà anche la Messa di mezzanotte sabato 24 settembre, e le mostre d’arte contemporanea con Alba Amoroso nel Foyer del Teatro Petruzzelli (I battiti dell’arte nel cuore della città) e con gli allievi dell’Accademia delle Belle Arti al Fortino (La città ideale).

Novità di rilievo, Notti sacre 2011 sarà accompagnata da una lotteria che metterà in palio il premio unico di una Fiat Panda. I biglietti, 5 euro l’uno, si possono trovare insieme al regolamento presso gli uffici dell’Arcidiocesi, l’Auditorium Vallisa, la Parrocchia Cattedrale, la Libreria San Paolo e la Concessionaria Millenia del Gruppo Maldarizzi. L’estrazione finale si terrà il 2 ottobre in Cattedrale, in occasione del concerto conclusivo dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari diretta dal maestro Rino Marrone. 

I fondi raccolti con la lotteria sono destinati al finanziamento degli spettacoli e degli incontri della rassegna Notti sacre 2011 e di altre iniziative culturali promosse dall'Arcidiocesi nelle Chiese di Bari vecchia.

Per ulteriori informazioni su Notti Sacre 2011: QUI

giovedì 22 settembre 2011

Dal prossimo Avvento, nel Regno Unito entra in uso la nuova traduzione inglese del Messale Romano

Domenica pomeriggio sono state ufficialmente presentate a Londra le prime due copie della nuova traduzione inglese del Messale Romano che entrerà in uso nella Chiesa del Regno Unito a partire dal prossimo Avvento.

Si tratta di due messali d’altare che sono stati consegnati al presidente della Conferenza episcopale inglese e gallese mons. Vincent Nichols e a mons. Arthur Roche, presidente del Dipartimento episcopale per la vita cristiana e il culto e della Commissione internazionale per l’inglese nella Liturgia (Icel). 

L’occasione è stata la solenne Messa di ringraziamento celebrata nel pomeriggio di domenica nella cattedrale di Westminster per il primo anniversario del viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito, a cui hanno partecipato tutti i vescovi ed i seminaristi locali, insieme ad alcuni rappresentanti della Chiesa anglicana e del Governo.

Uno dei due volumi, avvolti in un’elegante custodia di velluto rosso, è stato usato da mons. Nichols per la celebrazione. Durante la cerimonia l’arcivescovo di Westminster ha vivamente ringraziato i responsabili del Catholic Truth Society (Cts) che ne ha curato la pubblicazione, affermando che il nuovo Messale una grande importanza per la vita della Chiesa nel Regno Unito. Il Segretario generale della Cts Fergan Martin ha dichiarato, da parte sua, che questa impresa editoriale è stata una grande soddisfazione e piacere per la casa editrice.

La nuova traduzione inglese del Messale Romano ha richiesto otto anni di intenso un lavoro, a cui Benedetto XVI aveva dato un forte incoraggiamento durante la sua visita nel Regno Unito, esprimendo parole di grande apprezzamento per l’impegno profuso in questa impresa. Come auspicato dal Santo Padre, l’introduzione dei nuovi testi è stata un’importante occasione di catechesi per la Chiesa locale.

I cambiamenti più importanti sono quelli che riguardano le parole per la Confessione dei peccati, quelle del Gloria, del Credo e del Santo. (RV, L.Z.)

Per conoscere l'iter che ha portato alla nuova traduzione: Comunicati Stampa del Comitato Vox Clara (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti): QUI

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