sabato 30 aprile 2011
La Chiesa giovane di Papa Giovanni Paolo II festeggia la sua Beatificazione
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devozioni,
editoriale,
raduni
venerdì 29 aprile 2011
La Polonia dona 30 nuovi missionari ad America, Africa ed Asia
Nell’ambito delle celebrazioni in onore di Sant’Adalberto, Patrono della Polonia, e nel contesto dell’attesa gioiosa della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, il Nunzio Apostolico in Polonia, l’Arcivescovo Celestino Migliore, alla presenza dell’Episcopato polacco, ha benedetto e consegnato il crocifisso a trenta nuovi missionari polacchi che andranno ad annunciare il Vangelo in diverse parti del mondo.
Secondo quanto riportato dall'Agenzia Fides che ha raccolto una comunicazione di don Tomasz Atlas, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Polonia e Delegato episcopale per le Missioni, i nuovi missionari che hanno ricevuto il crocifisso il 25 aprile – sacerdoti, religiosi, religiose e una laica – si sono preparati alla missione per nove mesi, frequentando il Centro di formazione missionaria di Varsavia e gli altri centri missionari appartenenti alle diverse congregazioni religiose.
Secondo quanto riportato dall'Agenzia Fides che ha raccolto una comunicazione di don Tomasz Atlas, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Polonia e Delegato episcopale per le Missioni, i nuovi missionari che hanno ricevuto il crocifisso il 25 aprile – sacerdoti, religiosi, religiose e una laica – si sono preparati alla missione per nove mesi, frequentando il Centro di formazione missionaria di Varsavia e gli altri centri missionari appartenenti alle diverse congregazioni religiose.
A breve i nuovi missionari partiranno per le loro destinazioni missionarie: Bolivia, Cile, Paraguay, Perù, Colombia, Giamaica, Canada, Repubblica Centrafricana, Camerun, Tanzania e Taiwan.
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giovedì 28 aprile 2011
Successore e predecessore: Benedetto XVI racconta la sua amicizia con Giovanni Paolo II
Fervono i preparativi a Roma e in Vaticano per la Beatificazione di Giovanni Paolo II. Si prevede la partecipazione di centinaia di migliaia di pellegrini. Domani alle 11.30 si svolgerà nella Sala Stampa della Santa Sede un briefing di presentazione degli eventi legati all’avvenimento. Sabato sera, il cardinale vicario Agostino Vallini presiederà una veglia di preghiera al Circo Massimo a partire dalle 21.00. Domenica primo maggio, Benedetto XVI celebrerà in Piazza San Pietro, alle 10.00, la Messa in cui proclamerà Beato Papa Wojtyla. Oggi vi riproponiamo un’intervista rilasciata da Benedetto XVI alla TV pubblica polacca e trasmessa il 16 ottobre 2005, in cui parlava della sua amicizia con Giovanni Paolo II, nata nel conclave del 1978. L’intervista è del padre gesuita polacco Andrea Majewski:
R. – Dall’inizio ho sentito una grande simpatia e, grazie a Dio, immeritatamente, il cardinale di quel tempo mi ha donato fin dall’inizio la sua amicizia. Sono grato per questa fiducia che mi ha donato, senza i miei meriti. Soprattutto vedendolo pregare, ho visto e non solo capito, ho visto che era un uomo di Dio. Questa era l’impressione fondamentale: un uomo che vive con Dio, anzi in Dio. Mi ha poi impressionato la cordialità, senza pregiudizi, con la quale si è incontrato con me. Senza grandi parole, era così nata un’amicizia che veniva proprio dal cuore e, subito dopo la sua elezione, il Papa mi ha chiamato diverse volte a Roma per colloqui e alla fine mi ha nominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
D. - Quali sono, secondo Lei, Santo Padre, i punti più significativi del Pontificato di Giovanni Paolo II?
R. - Possiamo avere, direi, due punti di vista: uno ad extra - al mondo -, ed uno ad intra - alla Chiesa -. Riguardo al mondo, mi sembra che il Santo Padre, con i suoi discorsi, la sua persona, la sua presenza, la sua capacità di convincere, ha creato una nuova sensibilità per i valori morali, per l’importanza della religione nel mondo. Questo ha fatto sì che si creasse una nuova apertura, una nuova sensibilità per i problemi della religione, per la necessità della dimensione religiosa nell’uomo e soprattutto è cresciuta – in modo inimmaginabile – l’importanza del Vescovo di Roma. Tutti i cristiani hanno riconosciuto – nonostante le differenze e nonostante il loro non riconoscimento del Successore di Pietro – che è lui il portavoce della cristianità. Nessun altro al mondo, a livello mondiale può parlare così nel nome della cristianità e dar voce e forza nell’attualità del mondo alla realtà cristiana. Ma anche per la non cristianità e per le altre religioni, era lui il portavoce dei grandi valori dell’umanità. E’ anche da menzionare che è riuscito a creare un clima di dialogo fra le grandi religioni e un senso di comune responsabilità che tutti abbiamo per il mondo, ma anche che le violenze e le religioni sono incompatibili e che insieme dobbiamo cercare la strada per la pace, in una responsabilità comune per l’umanità. Spostiamo l’attenzione ora verso la situazione della Chiesa. Io direi che, anzitutto, ha saputo entusiasmare la gioventù per Cristo. Questa è una cosa nuova, se pensiamo alla gioventù del ’68 e degli anni Settanta. Che la gioventù si sia entusiasmata per Cristo e per la Chiesa ed anche per valori difficili, poteva ottenerlo soltanto una personalità con quel carisma; soltanto Lui poteva in tal modo riuscire a mobilitare la gioventù del mondo per la causa di Dio e per l’amore di Cristo. Nella Chiesa ha creato – penso – un nuovo amore per l’Eucaristia, ha creato un nuovo senso per la grandezza della Misericordia Divina; e ha anche approfondito molto l’amore per la Madonna e ci ha così guidato ad una interiorizzazione della fede e, allo stesso tempo, ad una maggiore efficienza. Naturalmente bisogna menzionare – come sappiamo tutti - anche quanto sia stato essenziale il suo contributo per i grandi cambiamenti nel mondo nell’89, per il crollo del cosiddetto socialismo reale.
D. – Nel corso dei suoi incontri personali e dei colloqui con Giovanni Paolo II, che cosa faceva maggior impressione a Vostra Santità? Potrebbe raccontarci i suoi ultimi incontri con Giovanni Paolo II?
R. – Sì. Gli ultimi due incontri li ho avuti, un primo, al Policlinico “Gemelli”, intorno al 5-6 febbraio; e, un secondo, il giorno prima della sua morte, nella sua stanza. Nel primo incontro il Papa soffriva visibilmente, ma era pienamente lucido e molto presente. Io era andato semplicemente per un incontro di lavoro, perché avevo bisogno di alcune sue decisioni. Il Santo Padre - benché soffrendo – seguiva con grande attenzione quanto dicevo. Mi comunicò in poche parole le sue decisioni, mi diede la sua benedizione, mi salutò in tedesco, accordandomi tutta la sua fiducia e la sua amicizia. Per me è stato molto commovente vedere, da una parte, come la sua sofferenza fosse in unione col Signore sofferente, come portasse la sua sofferenza con il Signore e per il Signore; e, dall’altra, vedere come risplendesse di una serenità interiore e di una lucidità completa. Il secondo incontro è stato il giorno prima della morte: era ovviamente più sofferente, visibilmente, circondato da medici ed amici. Era ancora molto lucido, mi ha dato la sua benedizione. Non poteva più parlare molto. Per me questa sua pazienza nel soffrire è stato un grande insegnamento, soprattutto riuscire a vedere e a sentire come fosse nella mani di Dio e come si abbandonasse alla volontà di Dio. Nonostante i dolori visibili, era sereno, perché era nelle mani dell’Amore Divino.
R. – Dall’inizio ho sentito una grande simpatia e, grazie a Dio, immeritatamente, il cardinale di quel tempo mi ha donato fin dall’inizio la sua amicizia. Sono grato per questa fiducia che mi ha donato, senza i miei meriti. Soprattutto vedendolo pregare, ho visto e non solo capito, ho visto che era un uomo di Dio. Questa era l’impressione fondamentale: un uomo che vive con Dio, anzi in Dio. Mi ha poi impressionato la cordialità, senza pregiudizi, con la quale si è incontrato con me. Senza grandi parole, era così nata un’amicizia che veniva proprio dal cuore e, subito dopo la sua elezione, il Papa mi ha chiamato diverse volte a Roma per colloqui e alla fine mi ha nominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
D. - Quali sono, secondo Lei, Santo Padre, i punti più significativi del Pontificato di Giovanni Paolo II?
R. - Possiamo avere, direi, due punti di vista: uno ad extra - al mondo -, ed uno ad intra - alla Chiesa -. Riguardo al mondo, mi sembra che il Santo Padre, con i suoi discorsi, la sua persona, la sua presenza, la sua capacità di convincere, ha creato una nuova sensibilità per i valori morali, per l’importanza della religione nel mondo. Questo ha fatto sì che si creasse una nuova apertura, una nuova sensibilità per i problemi della religione, per la necessità della dimensione religiosa nell’uomo e soprattutto è cresciuta – in modo inimmaginabile – l’importanza del Vescovo di Roma. Tutti i cristiani hanno riconosciuto – nonostante le differenze e nonostante il loro non riconoscimento del Successore di Pietro – che è lui il portavoce della cristianità. Nessun altro al mondo, a livello mondiale può parlare così nel nome della cristianità e dar voce e forza nell’attualità del mondo alla realtà cristiana. Ma anche per la non cristianità e per le altre religioni, era lui il portavoce dei grandi valori dell’umanità. E’ anche da menzionare che è riuscito a creare un clima di dialogo fra le grandi religioni e un senso di comune responsabilità che tutti abbiamo per il mondo, ma anche che le violenze e le religioni sono incompatibili e che insieme dobbiamo cercare la strada per la pace, in una responsabilità comune per l’umanità. Spostiamo l’attenzione ora verso la situazione della Chiesa. Io direi che, anzitutto, ha saputo entusiasmare la gioventù per Cristo. Questa è una cosa nuova, se pensiamo alla gioventù del ’68 e degli anni Settanta. Che la gioventù si sia entusiasmata per Cristo e per la Chiesa ed anche per valori difficili, poteva ottenerlo soltanto una personalità con quel carisma; soltanto Lui poteva in tal modo riuscire a mobilitare la gioventù del mondo per la causa di Dio e per l’amore di Cristo. Nella Chiesa ha creato – penso – un nuovo amore per l’Eucaristia, ha creato un nuovo senso per la grandezza della Misericordia Divina; e ha anche approfondito molto l’amore per la Madonna e ci ha così guidato ad una interiorizzazione della fede e, allo stesso tempo, ad una maggiore efficienza. Naturalmente bisogna menzionare – come sappiamo tutti - anche quanto sia stato essenziale il suo contributo per i grandi cambiamenti nel mondo nell’89, per il crollo del cosiddetto socialismo reale.
D. – Nel corso dei suoi incontri personali e dei colloqui con Giovanni Paolo II, che cosa faceva maggior impressione a Vostra Santità? Potrebbe raccontarci i suoi ultimi incontri con Giovanni Paolo II?
R. – Sì. Gli ultimi due incontri li ho avuti, un primo, al Policlinico “Gemelli”, intorno al 5-6 febbraio; e, un secondo, il giorno prima della sua morte, nella sua stanza. Nel primo incontro il Papa soffriva visibilmente, ma era pienamente lucido e molto presente. Io era andato semplicemente per un incontro di lavoro, perché avevo bisogno di alcune sue decisioni. Il Santo Padre - benché soffrendo – seguiva con grande attenzione quanto dicevo. Mi comunicò in poche parole le sue decisioni, mi diede la sua benedizione, mi salutò in tedesco, accordandomi tutta la sua fiducia e la sua amicizia. Per me è stato molto commovente vedere, da una parte, come la sua sofferenza fosse in unione col Signore sofferente, come portasse la sua sofferenza con il Signore e per il Signore; e, dall’altra, vedere come risplendesse di una serenità interiore e di una lucidità completa. Il secondo incontro è stato il giorno prima della morte: era ovviamente più sofferente, visibilmente, circondato da medici ed amici. Era ancora molto lucido, mi ha dato la sua benedizione. Non poteva più parlare molto. Per me questa sua pazienza nel soffrire è stato un grande insegnamento, soprattutto riuscire a vedere e a sentire come fosse nella mani di Dio e come si abbandonasse alla volontà di Dio. Nonostante i dolori visibili, era sereno, perché era nelle mani dell’Amore Divino.
-Radio Vaticana-
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benedetto xvi,
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mercoledì 27 aprile 2011
La Diocesi di Torino va incontro ai disoccupati con i "vaucher della solidarietà"
Non sarà la soluzione per i disoccupati e i cassaintegrati di Torino, ma almeno darà loro un piccolo aiuto economico, oltre che morale. Si tratta del progetto “Solidali per il lavoro”, lanciato dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che intende offire la possibilità a queste categorie svantaggiate di svolgere lavori occasionali – e retribuiti – nelle parrocchie o negli istituti religiosi.
“Non vogliamo ovviamente sostituirci agli enti che trovano lavoro – ha spiegato l’arcivescovo – ma dare un aiuto per superare questo momento difficile”. Le parrocchie individuano lavoretti da svolgere, come le pulizie dei locali o la ritinteggiatura, per trovare, poi, i lavoratori interessati, da pagare con voucher da 10 euro, comprensivi di Inail e Inps.
La consulenza tecnica dell’iniziativa fa capo alla fondazione Don Mario Operti. Il progetto è stato presentato a pochi giorni dal 1° maggio, Festa dei Lavoratori, quando, per coincidenza, ci sarà anche la beatificazione, a Roma, di papa Wojtyla. Dopo avervi partecipato, monsignor Nosiglia tornerà a Torino a celebrare la S. Messa alle 21 – la prima con il nuovo Beato – nel santuario di Maria Ausiliatrice.
Si torna sul tema del lavoro mercoledì 4 maggio, sempre alle 21, alla parrocchia del Santo Volto, in via Val della Torre 3 a Torino: è qui che si terrà la Veglia della solidarietà, presieduta sempre dall’arcivescovo, dal titolo “Un’impresa chiamata lavoro. Giovani protagonisti del presente e costruttori di speranza per il futuro”.
“Non vogliamo ovviamente sostituirci agli enti che trovano lavoro – ha spiegato l’arcivescovo – ma dare un aiuto per superare questo momento difficile”. Le parrocchie individuano lavoretti da svolgere, come le pulizie dei locali o la ritinteggiatura, per trovare, poi, i lavoratori interessati, da pagare con voucher da 10 euro, comprensivi di Inail e Inps.
La consulenza tecnica dell’iniziativa fa capo alla fondazione Don Mario Operti. Il progetto è stato presentato a pochi giorni dal 1° maggio, Festa dei Lavoratori, quando, per coincidenza, ci sarà anche la beatificazione, a Roma, di papa Wojtyla. Dopo avervi partecipato, monsignor Nosiglia tornerà a Torino a celebrare la S. Messa alle 21 – la prima con il nuovo Beato – nel santuario di Maria Ausiliatrice.
Si torna sul tema del lavoro mercoledì 4 maggio, sempre alle 21, alla parrocchia del Santo Volto, in via Val della Torre 3 a Torino: è qui che si terrà la Veglia della solidarietà, presieduta sempre dall’arcivescovo, dal titolo “Un’impresa chiamata lavoro. Giovani protagonisti del presente e costruttori di speranza per il futuro”.
-Zipnews-
Ulteriori informazioni sulla Diocesi di Torino
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associazioni,
impegno sociale,
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martedì 26 aprile 2011
La Chiesa di Roma ha accolto nel suo seno 1000 anglicani durante la Settimana Santa
Circa 1.000 anglicani sono stati accolti nella piena comunione con la Chiesa cattolica durante questa Settimana Santa in varie celebrazioni organizzate dall'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, una specie di Diocesi senza territorio creata da Benedetto XVI in Inghilterra e Galles per l'accoglienza e l'assistenza spirituale di questi fedeli.
Si tratta di una trentina di gruppi – circa sessanta chierici anglicani –, una tappa decisiva nella risposta del Papa alle richieste di parte degli anglicani di tornare alla Chiesa cattolica in comunità, prevista dalla Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus.
In generale, questi gruppi anglicani sono stati accolti nella Chiesa cattolica da uno dei tre ex Vescovi, ora ordinati sacerdoti cattolici: monsignor Keith Newton, superiore dell'Ordinariato personale, e i monsignori John Broadhurst, ex Vescovo di Fulham, e Andrew Burnham, ex Vescovo di Ebbsfleet.
In una delle celebrazioni, nell'Oratorio di Oxford, monsignor Burnham ha pronunciato un'omelia in cui ha presentato due possibilità per l'Ordinariato personale nato di recente. Una di queste è che la conversione di questi giorni passi inosservata, “mescolata tra la folla”.
In questo caso, ha avvertito, “il gesto profetico del Papa con l'Anglicanorum coetibus si vanificherebbe. Il massimo che si potrebbe dire nei prossimi anni è che convertirsi è un po' più facile, e per gli ex chierici anglicani è un po' più semplice poter essere ordinati sacerdoti cattolici”.
“Ma c'è un altro scenario molto più entusiasmante”, ha riconosciuto monsignor Burnham. “E per questo dobbiamo tornare alla prima Pasqua. In essa il numero delle persone coinvolte era molto minore”.
“San Paolo afferma con grande entusiasmo che 500 persone hanno visto il Signore risorto. Ma anche questo numero è la metà di quanti sono tornati alla Chiesa cattolica grazie all'Anglicanorum coetibus”.
“Non voglio avanzare rivendicazioni oggi sull'influenza degli anglicani che si stanno riunendo”, ha affermato il sacerdote, concentrandosi sul “reciproco arricchimento” che questo avvenimento storico sta promuovendo, come auspica lo stesso Benedetto XVI.
Le immagini e le testimonianze dei gruppi che sono entrati nella Chiesa cattolica si possono visionare sulla pagina e sul blog dell'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham:
Si tratta di una trentina di gruppi – circa sessanta chierici anglicani –, una tappa decisiva nella risposta del Papa alle richieste di parte degli anglicani di tornare alla Chiesa cattolica in comunità, prevista dalla Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus.
In generale, questi gruppi anglicani sono stati accolti nella Chiesa cattolica da uno dei tre ex Vescovi, ora ordinati sacerdoti cattolici: monsignor Keith Newton, superiore dell'Ordinariato personale, e i monsignori John Broadhurst, ex Vescovo di Fulham, e Andrew Burnham, ex Vescovo di Ebbsfleet.
In una delle celebrazioni, nell'Oratorio di Oxford, monsignor Burnham ha pronunciato un'omelia in cui ha presentato due possibilità per l'Ordinariato personale nato di recente. Una di queste è che la conversione di questi giorni passi inosservata, “mescolata tra la folla”.
In questo caso, ha avvertito, “il gesto profetico del Papa con l'Anglicanorum coetibus si vanificherebbe. Il massimo che si potrebbe dire nei prossimi anni è che convertirsi è un po' più facile, e per gli ex chierici anglicani è un po' più semplice poter essere ordinati sacerdoti cattolici”.
“Ma c'è un altro scenario molto più entusiasmante”, ha riconosciuto monsignor Burnham. “E per questo dobbiamo tornare alla prima Pasqua. In essa il numero delle persone coinvolte era molto minore”.
“San Paolo afferma con grande entusiasmo che 500 persone hanno visto il Signore risorto. Ma anche questo numero è la metà di quanti sono tornati alla Chiesa cattolica grazie all'Anglicanorum coetibus”.
“Non voglio avanzare rivendicazioni oggi sull'influenza degli anglicani che si stanno riunendo”, ha affermato il sacerdote, concentrandosi sul “reciproco arricchimento” che questo avvenimento storico sta promuovendo, come auspica lo stesso Benedetto XVI.
Le immagini e le testimonianze dei gruppi che sono entrati nella Chiesa cattolica si possono visionare sulla pagina e sul blog dell'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham:
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benedetto xvi
mercoledì 20 aprile 2011
3000 universitari di tutto il mondo invadono Roma per la 44ª edizione dell'UNIV
In mattinana questi ragazzi hanno partecipato all'udienza generale con il Santo Padre, al quale hanno consegnato un libro con le dediche di migliaia di studenti di tutto il mondo per esprimere al Pontefice la gratitudine per la beatificazione di Giovanni Paolo II.
Domenica delle Palme è stato invece allestito un gazebo nei pressi di piazza San Pietro, per raccogliere testimonianze video di giovani sul loro rapporto con il compianto Pontefice. Questa maratona di testimonianze sarà poi pubblicata su YouTube.
Secondo il portavoce, Giovanni Vassallo, “durante 27 anni, Giovanni Paolo II ci ha ricevuto, ci ha ascoltato, dimostrando fiducia. Abbiamo visto come si è messo in gioco in prima persona, venendoci incontro e parlando dell’importanza dell’educazione, dell’impegno personale. Per questo gli siamo grati”.
Il Forum prevede numerose manifestazioni culturali in vari luoghi di Roma: conferenze, colloqui, mostre, concerti, gruppi di studio, tavole rotonde. Tra gli ospiti delle conferenze di quest’anno: Alexandre Havard, Presidente di Havard Virtuous Leadership Institute; Jeffrey J. Langan della Holy Cross College at Notre Dame, Indiana, USA; Giuseppe Corigliano, autore di "Preferisco il Paradiso", (Mondadori 2010); Juan J. Garcia Noblejas, Docente di Sceneggiatura cinematografica; Xavier Bosch, Chief Executive di ReachOut!, Londra; Paloma Duran, docente di Filosofia del Diritto ed Ettore Gotti Tedeschi, Presidente dell’Istituto per le Opere di Religione.
Una delle attività centrali del Convengo è il Forum di Iniziative sociali, uno spazio dedicato alla presentazione di progetti di volontariato e solidarietà di cui sono protagonisti gli studenti universitari di tutto il mondo. Tra questi, particolarmente significativi sono i campi di lavoro di giovani italiani in Guatemala, Nicaragua, Camerun; di giovani australiani in Vietnam; di giovani spagnoli in Kenya, Costa d’Avorio; di giovani statunitensi in Messico ed Ecuador. Saranno inoltre presentate attività sociali a favore dei più poveri nelle periferie delle grandi città universitarie del mondo.
“L’UNIV - dice Vassallo – vuole essere, per i giovani di tutto il mondo, un luogo di incontro e di ricerca per studenti universitari che vogliono essere utili, che cercano l’impegno, che desiderano servire la società". E aggiunge: "Quest’incontro universitario vuole contribuire a superare i pregiudizi: nell’universitas è possibile un dialogo fra le persone e fra i saperi, tra fede e ragione, tra scienza e rivelazione, fra tecnica ed etica, fra credenti e non credenti. Questa, almeno, è la nostra esperienza”.
Presidente del Forum UNIV 2011 è un'esperta in rapporti commerciali internazionali, l'ungherese Agnes Csimma, laureata presso l’Università ELTE di Budapest.
“L’UNIV - dice Vassallo – vuole essere, per i giovani di tutto il mondo, un luogo di incontro e di ricerca per studenti universitari che vogliono essere utili, che cercano l’impegno, che desiderano servire la società". E aggiunge: "Quest’incontro universitario vuole contribuire a superare i pregiudizi: nell’universitas è possibile un dialogo fra le persone e fra i saperi, tra fede e ragione, tra scienza e rivelazione, fra tecnica ed etica, fra credenti e non credenti. Questa, almeno, è la nostra esperienza”.
Presidente del Forum UNIV 2011 è un'esperta in rapporti commerciali internazionali, l'ungherese Agnes Csimma, laureata presso l’Università ELTE di Budapest.
Ulteriori informazioni sull'UNIV: http://www.univforum.org/home.php?idi=3
Sezione:
benedetto xvi,
catechesi,
esempi di vita,
raduni
martedì 19 aprile 2011
Auguri Santità!
Oggi, 19 aprile, Papa Benedetto XVI entra nel suo settimo anno di pontificato.
Auguri Santità!
Auguri Santità!
Sezione:
benedetto xvi
Raccolta fondi per i Centri Caritas della Stazione Termini di Roma
In occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II la diocesi di Roma promuove, dal 30 aprile al 20 maggio, una campagna di raccolta fondi tra i pellegrini e i fedeli per i Centri Caritas della Stazione Termini.
Come “segni di carità” in ricordo di papa Wojtyla, la diocesi ha scelto la Mensa e il Centro di ascolto Caritas di via Marsala.
La raccolta è organizzata dalla Caritas diocesana attraverso l’associazione “Amici della Caritas di Roma”. È attivo anche un sms solidale: chiamando il 45595 da tutti i gestori di telefonia fissa e mobile si potrà donare 1 euro alla campagna.
“Papa Wojtyla”, si legge in una nota della Caritas, “ha sempre mostrato un’attenzione particolare per i poveri, i disagiati e gli emarginati della nostra città”.
Già nel dicembre del 1992, “a pochi giorni dal Natale, il Pontefice si recò in visita alla Mensa della Caritas del Colle Oppio”, rinnovando “la scelta dei poveri” e pronunciando “dinanzi a tutti le parole che sono rimaste nel cuore di ciascuno di noi: ‘L’uomo che soffre ci appartiene. Dinanzi a chi soffre non si può rimanere né indifferenti, né inattivi’”.
Dopo la ristrutturazione, i due servizi Caritas saranno intitolati alla memoria di Giovanni Paolo II.
Ulteriori informazioni: www.caritasroma.it, www.vicariatusurbis.org
Ulteriori informazioni: www.caritasroma.it, www.vicariatusurbis.org
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impegno sociale
lunedì 18 aprile 2011
Il Vangelo attraverso Internet, grazie ad "Evangelizo"
Compie dieci anni l’associazione “Evangelizo”, composta da volontari di diversi Paesi con lo scopo di diffondere il Vangelo tramite Internet. Attraverso il sito www.evangelizo.org è possibile accedere ai testi, in varie lingue, delle letture della liturgia del giorno.
Il servizio, offerto gratuitamente, è molto apprezzato: “Evangelizo” ha già raggiunto circa 500 mila utenti con il suo servizio quotidiano di invio del Vangelo per posta elettronica.
Mercoledì scorso, in occasione dell’udienza generale, Benedetto XVI ha salutato i membri dell’associazione incoraggiando i volontari impegnati in questa "nobile missione".
Di questa associazione e dell’incontro con il Santo Padre ne ha parlato la responsabile della versione italiana del sito web, Isabella Montersino, alla Radio Vaticana.
Il servizio, offerto gratuitamente, è molto apprezzato: “Evangelizo” ha già raggiunto circa 500 mila utenti con il suo servizio quotidiano di invio del Vangelo per posta elettronica.
Mercoledì scorso, in occasione dell’udienza generale, Benedetto XVI ha salutato i membri dell’associazione incoraggiando i volontari impegnati in questa "nobile missione".
Di questa associazione e dell’incontro con il Santo Padre ne ha parlato la responsabile della versione italiana del sito web, Isabella Montersino, alla Radio Vaticana.
"L’associazione “Evangelizo” è nata nel 2001 e ha come missione quella di diffondere la Parola del giorno, tutti i giorni, attraverso Internet. Il nostro servizio invia una e-mail e la persona che si è abbonata al servizio riceve nella sua casella postale la mail con la liturgia del giorno con un commento spirituale tratto dai Padri della Chiesa e qualche cenno sulla biografia dei Santi.
Questo è un anno particolare perché ci siamo ritrovati a Roma per festeggiare il decimo anniversario della fondazione. Quindi siamo rimasti alcuni giorni a Roma ed è stato un momento di incontro molto forte perché il servizio esiste in 10 lingue diverse. Noi, che siamo tutti volontari, abitiamo in tutti i continenti del mondo.
In quest’occasione, abbiamo chiesto di poter partecipare all’udienza generale e ci siamo trovati in Vaticano: eravamo felicissimi perché eravamo seduti proprio vicino al Santo Padre, che ci ha ringraziati personalmente perché, con il nostro servizio, diffondiamo la Parola del Signore in così tante lingue.
Questo è un anno particolare perché ci siamo ritrovati a Roma per festeggiare il decimo anniversario della fondazione. Quindi siamo rimasti alcuni giorni a Roma ed è stato un momento di incontro molto forte perché il servizio esiste in 10 lingue diverse. Noi, che siamo tutti volontari, abitiamo in tutti i continenti del mondo.
In quest’occasione, abbiamo chiesto di poter partecipare all’udienza generale e ci siamo trovati in Vaticano: eravamo felicissimi perché eravamo seduti proprio vicino al Santo Padre, che ci ha ringraziati personalmente perché, con il nostro servizio, diffondiamo la Parola del Signore in così tante lingue.
Benedetto XVI ha in particolare citato il nostro servizio e, con parole molto personali che ci hanno commosso, ci ha detto che aiutavamo molto la Chiesa con la nostra opera. Poi ha anche ricevuto personalmente i nostri due cordinatori e li ha benedetti e ha detto loro cose molto incoraggianti. Ha detto che siamo la gioventù della Chiesa. Insomma, ci ha dato un forte incoraggiamento e siamo veramente molto contenti di questo incontro.
Per ricevere la Parola di Dio quotidianamente basta collegarsi al sito www.vangelodelgiorno.org, tra l'altro collegato al sito www.evangelizo.org. C’è una casella con scritto “abbonatevi”: basta comunicare il proprio indirizzo mail, confermarlo una seconda volta, e tutti i giorni si può ricevere la Parola del Signore.
Il servizio è assolutamente gratuito, noi tutti siamo volontari e vogliamo semplicemente contribuire a diffondere la Parola e tutte le persone che desiderano possono abbonarsi e riceverla tutti i giorni".
Per ulteriori informazioni: www.evangelizo.org
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catechesi,
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venerdì 15 aprile 2011
A Milano i giovani in Duomo per la "Traditio Symboli"
Un rito antico, che segna il legame tra i giovani e la fede. Si rinnova domani, alle 20.45, presso il Duomo di Milano, la “Traditio Symboli” sul tema “Gesù, ricordati di me”.
I giovani della diocesi si riuniranno intorno all’arcivescovo per ricevere dalle sue mani il Credo, rinnovare la loro fede e prepararsi a celebrare la Pasqua.
La “Traditio” affonda le sue radici nel battesimo, che un tempo veniva conferito in età adulta: dopo un cammino di preparazione al catecumeno veniva consegnato il Credo. Da qui il termine latino “Traditio Symboli”, che significa “consegna del Credo”.
“Oggi, il giovane che vuole vivere secondo il Vangelo alla sequela di Gesù, dentro le sfide del proprio tempo – afferma don Maurizio Tremolada, responsabile del servizio per i giovani – è consapevole che deve prendere su di sé la propria croce.
Sa che deve rinnegare se stesso, non nel senso di non avere stima di sé e di non desiderare grandi progetti per il suo domani, ma nel senso che solo nel Signore Gesù può trovare la pienezza della propria vita e il compimento dei propri sogni. La sua vita sarà realizzata e autentica nella misura in cui saprà mettersi in gioco per il Signore e per i fratelli nel segno del dono di sé”.
Durante la Veglia l’arcivescovo, card. Dionigi Tettamanzi, consegnerà ai giovani una lettera di presentazione del nuovo progetto di pastorale giovanile.
I giovani della diocesi si riuniranno intorno all’arcivescovo per ricevere dalle sue mani il Credo, rinnovare la loro fede e prepararsi a celebrare la Pasqua.
La “Traditio” affonda le sue radici nel battesimo, che un tempo veniva conferito in età adulta: dopo un cammino di preparazione al catecumeno veniva consegnato il Credo. Da qui il termine latino “Traditio Symboli”, che significa “consegna del Credo”.
“Oggi, il giovane che vuole vivere secondo il Vangelo alla sequela di Gesù, dentro le sfide del proprio tempo – afferma don Maurizio Tremolada, responsabile del servizio per i giovani – è consapevole che deve prendere su di sé la propria croce.
Sa che deve rinnegare se stesso, non nel senso di non avere stima di sé e di non desiderare grandi progetti per il suo domani, ma nel senso che solo nel Signore Gesù può trovare la pienezza della propria vita e il compimento dei propri sogni. La sua vita sarà realizzata e autentica nella misura in cui saprà mettersi in gioco per il Signore e per i fratelli nel segno del dono di sé”.
Durante la Veglia l’arcivescovo, card. Dionigi Tettamanzi, consegnerà ai giovani una lettera di presentazione del nuovo progetto di pastorale giovanile.
-Sir-
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giovedì 14 aprile 2011
GMG 2011: oltre 300 iniziative culturali nella città di Madrid
La Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, in programma dal 16 al 21 agosto, sarà accompagnata da un denso programma culturale. Sono circa 300 le attività previste e suddivise in diverse categorie: film, musica, mostre, teatro e visite nella città.
La capitale spagnola diventerà un importante centro culturale con mostre, concerti e vari appuntamenti dal 15 al 20 agosto.
“Il programma culturale - ha spiegato Carla Diez de Rivera, direttore tecnico del dipartimento della cultura della Gmg - è uno tra i pilastri fondamentali della Gmg”. “Tutte queste attività - ha aggiunto - sono un esempio della ricchezza culturale cristiana nella sua proiezione più universale”.
Con l’accredito da pellegrino, tutti i giovani avranno libero accesso agli eventi del programma culturale. Mercoledì 17 agosto sarà il giorno dedicato al cinema e Calle Fuencarral si trasformerà nel palcoscenico della settima arte. Ci saranno poi mostre d’arte, come quella su Antonio Gaudí e l’origine della sua ispirazione per la Sagrada Familia di Barcellona. Ci saranno anche mostre che riflettono lo spirito missionario spagnolo.
Anche le grandi pinacoteche si associano al programma culturale. Il Museo del Prado ha creato un itinerario sull’immagine di Cristo. Il percorso artistico proporrà quadri della collezione del prestigioso museo spagnolo e un’opera prestata dai Musei Vaticani, “La Santa sepoltura” opera di Caravaggio. Sono previste anche visite guidate di Madrid, sulla presenza dei cristiani in tutta la storia della città, nelle loro espressioni artistiche e nelle tradizioni.
Diverse iniziative saranno infine dedicate a Papa Giovanni Paolo II. Sono in programma, tra i vari eventi, un musical sulla sua vita, una mostra fotografica e una rassegna con poesie del Pontefice polacco. In occasione della prossima beatificazione di Papa Wojtyła, si terrà venerdì 29 aprile, in onore di Giovanni Paolo II, il concerto “Se non puoi andare, vieni a festeggiarlo”, con brani di Beethoven, incluso l’“Inno alla gioia”.
La capitale spagnola diventerà un importante centro culturale con mostre, concerti e vari appuntamenti dal 15 al 20 agosto.
“Il programma culturale - ha spiegato Carla Diez de Rivera, direttore tecnico del dipartimento della cultura della Gmg - è uno tra i pilastri fondamentali della Gmg”. “Tutte queste attività - ha aggiunto - sono un esempio della ricchezza culturale cristiana nella sua proiezione più universale”.
Con l’accredito da pellegrino, tutti i giovani avranno libero accesso agli eventi del programma culturale. Mercoledì 17 agosto sarà il giorno dedicato al cinema e Calle Fuencarral si trasformerà nel palcoscenico della settima arte. Ci saranno poi mostre d’arte, come quella su Antonio Gaudí e l’origine della sua ispirazione per la Sagrada Familia di Barcellona. Ci saranno anche mostre che riflettono lo spirito missionario spagnolo.
Anche le grandi pinacoteche si associano al programma culturale. Il Museo del Prado ha creato un itinerario sull’immagine di Cristo. Il percorso artistico proporrà quadri della collezione del prestigioso museo spagnolo e un’opera prestata dai Musei Vaticani, “La Santa sepoltura” opera di Caravaggio. Sono previste anche visite guidate di Madrid, sulla presenza dei cristiani in tutta la storia della città, nelle loro espressioni artistiche e nelle tradizioni.
Diverse iniziative saranno infine dedicate a Papa Giovanni Paolo II. Sono in programma, tra i vari eventi, un musical sulla sua vita, una mostra fotografica e una rassegna con poesie del Pontefice polacco. In occasione della prossima beatificazione di Papa Wojtyła, si terrà venerdì 29 aprile, in onore di Giovanni Paolo II, il concerto “Se non puoi andare, vieni a festeggiarlo”, con brani di Beethoven, incluso l’“Inno alla gioia”.
Sezione:
raduni
A Loreto la Rassegna di musica sacra "Virgo Lauretana"
Torna a Loreto, nella Basilica della Santa Casa, la 51.ma edizione della Rassegna di musica sacra “Virgo Lauretana”, dal 27 aprile al 1° maggio. Cinque giorni all’insegna della polifonia sacra affidata a 13 cori provenienti da 12 nazioni diverse, selezionati dal direttore artistico cardinale Domenico Bartolucci.
Alle esecuzioni in Basilica e al Teatro comunale si aggiungono quest’anno due fuori programma: il concerto dei 500 cantori al Cimitero polacco, in omaggio ai caduti della II Guerra Mondiale, e un concerto straordinario in preparazione al Congresso eucaristico nazionale, su musiche di Palestrina e Bartolucci.
Di seguito l'intervista del vice direttore artistico e rettore della Basilica lauretana, padre Giuliano Viabile, concessa a Gabriella Ceraso della Radio Vaticana.
R. – Secondo me, la caratteristica fondamentale è la qualità dei cori: quest’anno abbiamo avuto problemi a rimandare a casa cori che cantavano veramente, veramente bene!
D. – Quest’anno, quali sono i contenuti emergenti, quelli più interessanti?
R. – Quest’anno ci saranno, vista anche la partecipazione di molti cori dell’Est, autori che noi non conosciamo: cinesi, polacchi, russi eccetera … C’è molta musica dell’Est, che è soprattutto musica contemporanea. Per noi occidentali, questo è un vero arricchimento, perché noi siamo abituati alla musica non solo spagnola, ma anche tedesca e italiana. Abbiamo assistito, anche negli anni passati, a cori con esecuzioni incredibili: come riescono a tenere il tono con quelle dissonanze … Hanno un orecchio molto più educato del nostro!
D. – Questi cori vengono da tutto il mondo e vivono quest’esperienza sia spirituale sia di conoscenza reciproca. Su questi due aspetti, cosa ci può dire?
R. – I cori, che da tutto il mondo vengono nella Casa di Maria, vengono innanzitutto per lodare Maria: è un’esperienza bellissima vedere come queste persone si emozionano, soprattutto quando entrano in questa casa che dà loro qualcosa di veramente profondo.
Io ho visto gente piangere, entrando lì dentro; io ricordo che dopo pranzo la gente veniva in Basilica e voleva che li accompagnassi con un’Ave Maria perché volevano dedicarla alla Madonna.
Tutti giovani che hanno fatto un’esperienza credo profondamente spirituale. E poi, la parte più “artistica” è questo scambio culturale, di spartiti di autori che loro non conoscevano, ascoltare come si canta, tecniche di composizione diverse, espressioni musicali diverse, c’è questo scambio culturale, anche, tra loro …
La Rassegna, soprattutto il sabato, diventa come una festa. E’ un collegamento tra i popoli: la musica unisce …
Alle esecuzioni in Basilica e al Teatro comunale si aggiungono quest’anno due fuori programma: il concerto dei 500 cantori al Cimitero polacco, in omaggio ai caduti della II Guerra Mondiale, e un concerto straordinario in preparazione al Congresso eucaristico nazionale, su musiche di Palestrina e Bartolucci.
Di seguito l'intervista del vice direttore artistico e rettore della Basilica lauretana, padre Giuliano Viabile, concessa a Gabriella Ceraso della Radio Vaticana.
R. – Secondo me, la caratteristica fondamentale è la qualità dei cori: quest’anno abbiamo avuto problemi a rimandare a casa cori che cantavano veramente, veramente bene!
D. – Quest’anno, quali sono i contenuti emergenti, quelli più interessanti?
R. – Quest’anno ci saranno, vista anche la partecipazione di molti cori dell’Est, autori che noi non conosciamo: cinesi, polacchi, russi eccetera … C’è molta musica dell’Est, che è soprattutto musica contemporanea. Per noi occidentali, questo è un vero arricchimento, perché noi siamo abituati alla musica non solo spagnola, ma anche tedesca e italiana. Abbiamo assistito, anche negli anni passati, a cori con esecuzioni incredibili: come riescono a tenere il tono con quelle dissonanze … Hanno un orecchio molto più educato del nostro!
D. – Questi cori vengono da tutto il mondo e vivono quest’esperienza sia spirituale sia di conoscenza reciproca. Su questi due aspetti, cosa ci può dire?
R. – I cori, che da tutto il mondo vengono nella Casa di Maria, vengono innanzitutto per lodare Maria: è un’esperienza bellissima vedere come queste persone si emozionano, soprattutto quando entrano in questa casa che dà loro qualcosa di veramente profondo.
Io ho visto gente piangere, entrando lì dentro; io ricordo che dopo pranzo la gente veniva in Basilica e voleva che li accompagnassi con un’Ave Maria perché volevano dedicarla alla Madonna.
Tutti giovani che hanno fatto un’esperienza credo profondamente spirituale. E poi, la parte più “artistica” è questo scambio culturale, di spartiti di autori che loro non conoscevano, ascoltare come si canta, tecniche di composizione diverse, espressioni musicali diverse, c’è questo scambio culturale, anche, tra loro …
La Rassegna, soprattutto il sabato, diventa come una festa. E’ un collegamento tra i popoli: la musica unisce …
lunedì 11 aprile 2011
"Dono del cuore", la casa famiglia voluta da Giovanni Paolo II
"Dono del cuore" ha aperto le sue porte a 8 adolescenti e bambini affidati ai guanelliani dal tribunale di Cracovia. I ragazzi hanno dai 4 ai 17 anni."Dono del cuore" è la casa famiglia appena avviata nel territorio di Skawina, in Polonia.
La struttura sorge nel Centrum Don Guanella che da 15 mesi lavora testimoniando il carisma guanelliano nel territorio.
La struttura sorge nel Centrum Don Guanella che da 15 mesi lavora testimoniando il carisma guanelliano nel territorio.
"L'idea è stata di Giovanni Paolo II, che ci ha esortati ad andare in Polonia per condividere con i poveri il carisma di don Luigi. Poi la Provvidenza ha fatto il resto", si legge in una nota dell'animatore spirituale, don Wieslaw Baniak, diffusa dai guanelliani e ritrasmessa dall'Agenzia Fides.
"Oggi la nostra cappellina - aggiunge - accoglie centinaia di persone per la preghiera e le Messe festive. Intorno stanno sorgendo nuove case, per gli abitanti siamo un punto di riferimento per la preghiera e la carità".
Il Centro nei mesi estivi accoglie congregazioni, gruppi di preghiera, associazioni o movimenti presenti nella zona, per momenti di formazione o riposo. Diverse le iniziative promosse per i giovani del paese.
"Oggi la nostra cappellina - aggiunge - accoglie centinaia di persone per la preghiera e le Messe festive. Intorno stanno sorgendo nuove case, per gli abitanti siamo un punto di riferimento per la preghiera e la carità".
Il Centro nei mesi estivi accoglie congregazioni, gruppi di preghiera, associazioni o movimenti presenti nella zona, per momenti di formazione o riposo. Diverse le iniziative promosse per i giovani del paese.
Sezione:
congregazioni,
devozioni,
famiglie,
movimenti,
raduni
venerdì 8 aprile 2011
La Cattedrale di Santiago di Compostela celebra l’ottavo centenario di consacrazione
Era il 1211 quando la Cattedrale di Santiago de Compostela, in Spagna, veniva consacrata. A distanza di 800 anni da quella data, l’arcivescovo della città, mons. Julian Barrio Barrio, ha indirizzato una Lettera pastorale a tutti i sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, i consacrati dell’arcidiocesi, così come anche a tutti i fedeli laici.
Nel lungo documento, il presule riflette innanzitutto sul significato dell’ottavo centenario: “Si tratta di un’occasione provvidenziale affinché tutti i fedeli dell’arcidiocesi rendano grazia a Dio per il dono della fede che ci ha trasmesso e perché, a nostra volta, ci preoccupiamo di trasmetterlo alle generazioni future”, comprese a quelle battezzate, ma che non si integrano nella vita della Chiesa con “una fede attiva”.
“Senza dubbio – scrive mons. Barrio – questa celebrazione ci aiuterà a ravvivare la nostra consapevolezza di appartenere alla comunità ecclesiale diocesana, facendo così della Chiesa una casa ed una scuola della comunione”. Tre le caratteristiche che deve avere la Cattedrale, sottolinea poi l’arcivescovo di Santiago: essa deve essere “aperta, viva ed accogliente”.
“Una casa aperta in cui tutti possono entrare per pregare, ammirare l’arte o semplicemente assaporare il silenzio in cui è più facile ascoltare la Parola di Dio e meditarla nel cuore”. Il luogo di culto deve essere poi una casa viva, nel senso di “abitata, ovvero in cui la presenza della comunità è assicurata. Chiunque vi entri, deve notare le caratteristiche della comunità cristiana”. Infine, la Cattedrale deve mostrarsi come “una casa accogliente, in cui si manifesta la vita della Chiesa locale”, ma anche “la Chiesa nella sua totalità”.
Scrive ancora mons. Barrio: “La Cattedrale non è un museo. In essa, la Chiesa pellegrina prega e celebra il mistero della fede, perché se Gesù non fosse resuscitato, questo edificio non avrebbe senso. Sarebbe solo una casa vuota e triste”. In quest’ottica, il presule spagnolo sottolinea che “la Cattedrale è un simbolo della Chiesa visibile di Cristo” ed attraverso “la maestosità della sua struttura architettonica, essa è segno del tempio spirituale che sorge nell’anima di ciascuno di noi”.
Per questo, “le fondamenta della Cattedrale ci ricordano che noi, pietre vive della comunità cristiana, dobbiamo poggiarci su Cristo, ieri, oggi e sempre, vera pietra angolare”. Con un’immagine particolare, inoltre, mons. Barrio paragona la Cattedrale “ad una maestra, poiché spiega la fede attraverso la sua costruzione; ad un ospedale, quando accoglie i pellegrini stanchi per le fatiche e le incertezze della vita; ad una guardia che veglia sulla tomba di San Giacomo Apostolo”.
Infine, la Lettera pastorale si conclude con l’auspicio che “la speranza cristiana che dà senso, forza ed impulso alla fede, proiettandola giorno dopo giorno verso la sua meta definitiva, possa continuare a risuonare nella Cattedrale di Santiago de Compostela”.
Isabella Piro (Radio Vaticana)
Isabella Piro (Radio Vaticana)
Sezione:
catechesi,
devozioni,
parrocchie
giovedì 7 aprile 2011
In Repubblica Ceca nasce un sito per incoraggiare i credenti a non temere di mostrare la loro fede
Sostenere la fiducia in se stessi dei credenti che hanno paura di mostrare apertamente la loro fede a motivo di possibili reazioni negative da parte della maggioranza della società: ecco lo scopo del sito internet www.jsemkatolik.cz.
L'iniziativa viene portata avanti nella Repubblica Ceca da un gruppo di laici cattolici che vogliono presentare la fede come uno stile di vita "naturale e ragionevole".
Il progetto si inserisce nella preparazione del censimento del 2011. Un questionario ufficiale distribuito a tutti i cittadini dovrà essere compilato e rispedito alle autorità statali entro il 14 aprile, incluse le informazioni sulla religione professata.
La pagina web mostra alcune testimonianze di persone ben conosciute e rispettate nel proprio ambiente culturale e sociale, che parlano della loro visione e della loro esperienza personale con la fede.
Secondo i risultati del censimento precedente, del 2001, un terzo degli abitanti della Repubblica Ceca si dichiara cristiano.
Sezione:
esempi di vita
mercoledì 6 aprile 2011
Il fratello di Shahbaz Bhatti incontra il Papa: la nostra fede cristiana dice di amare e perdonare
Al termine della consueta udienza generale del mercoledì, Benedetto XVI ha salutato Paul Bhatti, il vescovo di Faisalabad, in Pakistan, mons. Joseph Coutts e Syed Muhammad Abudl Khabir Azad, Gran Imam della moschea Badshahi di Lahore.
Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, il ministro per le minoranze religiose pakistano ucciso poco più di un mese fa da estremisti islamici, è l’attuale rappresentante governativo per le minoranze religiose. Ieri, durante un incontro organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, ha detto di aver perdonato gli assassini del fratello. Francesca Sabatinelli lo ha intervistato:
R. – Nostro fratello Shahbaz aveva una fede cristiana e la fede cristiana dice di perdonare. In questo caso, noi, la nostra famiglia, abbiamo deciso di perdonarlo. Allo stesso tempo, però, vogliamo scoprire chi sono gli autori di questo delitto.
D. – Lei ha detto che da fratello maggiore più di una volta aveva cercato di proteggerlo. E lei, oggi, riprende la sua stessa strada…
R. – Quando lo consigliavo, vedevo mio fratello con amore fraterno. Non mi rendevo conto dell’azione reale che stava compiendo, della responsabilità che si era assunto. Adesso, vivendo la sua situazione, vedendo la gente che magari ha bisogno di una guida, osservando le persone emarginate, sento l’esigenza di continuare.
D. – E i timori ci sono anche per lei, ora?
R. – Penso che i timori ci siano, perché la gente, probabilmente, ragiona secondo una logica di odio, di terrorismo. Magari prova odio verso la nostra famiglia e quindi agiscono di conseguenza. Metto in conto che questo possa succedere.
D. – Il punto nevralgico di questa legge sulla blasfemia è la possibilità di interpretarla?
R. – Sì, credo sia la sua interpretazione. Questa legge è stata fatta dagli inglesi, quando erano ancora in India. Solo che, ultimamente, è stata usata o interpretata soggettivamente dalla gente, per fini personali: Asia Bibi – essendo una donna di un ceto socio-culturale molto basso, molto povera – non penserebbe minimamente di insultare Maometto. E’ evidente che è stata creata una certa situazione per fare in modo di punirla o magari per un rancore personale.
D. – Quali sono le prime sfide che si troverà di fronte?
R. – La prima è questa discriminazione religiosa, che sta crescendo giorno per giorno. Non perché i fedeli non possono convivere tra loro, ma perché c’è una campagna di odio creata da una base terroristica che continua ad usare la religione. Noi dobbiamo combattere quest'odio. Se non lo facciamo, queste vittime continueranno ad esserci. Non si tratta solo di mio fratello: in Pakistan ci sono tutti i giorni bombe che esplodono e persone che vengono uccise. Questa è, in qualche modo, la prima sfida.
D. – Lei ha ringraziato la comunità internazionale e Benedetto XVI per il sostegno che avete ricevuto dopo la morte di suo fratello. Ma il sostegno del suo Paese, conta di averlo?
R. – Sì, certo. Il sostegno dell’attuale governo c’è. Il fatto che mi abbiano proposto di continuare l’opera di mio fratello testimonia la loro disponibilità, perché questo posto, che ora occupo, era desiderato da molti altri. Il governo pachistano, però, affinchè si continuasse a lottare, ha dato a noi il compito ed inoltre ha dichiarato il suo pieno appoggio per qualsiasi cosa che faremo, perché queste cose non accadano più.
D. – Un ricordo personale da fratello più grande?
R. – Io ho un ottimo ricordo di lui, come fratello. Ma anche i nostri genitori lo hanno di lui, come figlio. Era una persona eccezionale. Non l’ho mai visto arrabbiato. Se per qualsiasi motivo si arrabbiabiava con qualcuno, era il primo che voleva poi fare pace. Fino ad ora, in casa, quando c’era lui, c’era serenità, una certa felicità. Questo adesso manca.
- Radio Vaticana -
Sezione:
benedetto xvi,
esempi di vita,
famiglie
martedì 5 aprile 2011
Sei nuove ordinazioni sacerdotali nella diocesi cinese di Han Dan
Grande festa nella diocesi cinese di Han Dan, una delle più grandi della provincia dell’Hebei, dove il 25 marzo scorso, proprio in occasione dell’Annunciazione del Signore, sono stati ordinati sei nuovi sacerdoti.
Alla solenne Eucarestia, concelebrata da 99 sacerdoti e seguita da una processione guidata dal vescovo Yang Xiang Tai, hanno partecipato 1800 fedeli di una comunità che conta circa 130mila cattolici su una popolazione di oltre 8 milioni di persone, che abitano un territorio, quello della diocesi di Han Dan, in costante sviluppo, comprendente già un centinaio di luoghi di culto tra chiese e cappelle, 75 sacerdoti e una quarantina di seminaristi, nonché quasi 200 religiose appartenenti a diverse congregazioni.
Alla cura della diocesi, inoltre, sono affidati diversi dispensari, ambulatori e strutture dedite all’assistenza sociale.
Nel corso dell’omelia il presule ha sottolineato la bellezza della scelta di diventare sacerdoti e l’importanza che tale scelta venga appoggiata dalle famiglie; i nuovi ordinati, per loro conto, hanno voluto ringraziare il Signore per essere stati chiamati a questa missione, i genitori per averli sostenuti, i sacerdoti della diocesi per averli accompagnati in questo cammino verso i voti e tutti i fedeli che hanno pregato per le loro vocazioni.
Alla solenne Eucarestia, concelebrata da 99 sacerdoti e seguita da una processione guidata dal vescovo Yang Xiang Tai, hanno partecipato 1800 fedeli di una comunità che conta circa 130mila cattolici su una popolazione di oltre 8 milioni di persone, che abitano un territorio, quello della diocesi di Han Dan, in costante sviluppo, comprendente già un centinaio di luoghi di culto tra chiese e cappelle, 75 sacerdoti e una quarantina di seminaristi, nonché quasi 200 religiose appartenenti a diverse congregazioni.
Alla cura della diocesi, inoltre, sono affidati diversi dispensari, ambulatori e strutture dedite all’assistenza sociale.
Nel corso dell’omelia il presule ha sottolineato la bellezza della scelta di diventare sacerdoti e l’importanza che tale scelta venga appoggiata dalle famiglie; i nuovi ordinati, per loro conto, hanno voluto ringraziare il Signore per essere stati chiamati a questa missione, i genitori per averli sostenuti, i sacerdoti della diocesi per averli accompagnati in questo cammino verso i voti e tutti i fedeli che hanno pregato per le loro vocazioni.
-Fides-
Sezione:
ordinazioni,
parrocchie,
raduni
Una mostra e un convegno per i 40 anni dell'Istituto Francescano di spiritualità
Una giornata di studi ed una mostra fotografica hanno celebrato i quarant'anni di attività dell'Istituto Francescano di spiritualità presso la Pontificia Università Antonianum di Roma.
Sul tema “Identità e compito della teologia spirituale oggi” sono stati chiamati ad interrogarsi teologi e docenti dell’Istituto. Ad introdurre i lavori - presieduti da padre Vincenzo Battaglia, decano della Facoltà di Teologia – è stato padre Johannes Freyer, rettore dell’Ateneo.
Nel pomeriggio, la celebrazione dell’anniversario, presieduta da suor Mary Melone, docente all’Antonianum; quindi l’intervento di padre Paolo Martinelli, preside dell’Istituto su “Tracce di storia dell’Istituto francescano di spiritualità; a seguire il confronto tra il ministro generale dell’Ordine dei Frati minori e gran cancelliere dell’ateneo, padre José Rodríguez Carballo, con il ministro generale dei Cappuccini, padre Mauro Jöhri, sul tema “Quale missione per l’Istituto francescano di spiritualità?”.
Sul tema “Identità e compito della teologia spirituale oggi” sono stati chiamati ad interrogarsi teologi e docenti dell’Istituto. Ad introdurre i lavori - presieduti da padre Vincenzo Battaglia, decano della Facoltà di Teologia – è stato padre Johannes Freyer, rettore dell’Ateneo.
Nel pomeriggio, la celebrazione dell’anniversario, presieduta da suor Mary Melone, docente all’Antonianum; quindi l’intervento di padre Paolo Martinelli, preside dell’Istituto su “Tracce di storia dell’Istituto francescano di spiritualità; a seguire il confronto tra il ministro generale dell’Ordine dei Frati minori e gran cancelliere dell’ateneo, padre José Rodríguez Carballo, con il ministro generale dei Cappuccini, padre Mauro Jöhri, sul tema “Quale missione per l’Istituto francescano di spiritualità?”.
Per l’occasione è stata anche allestita una mostra fotografica, visibile fino a domani, intitolata “Il passo di Francesco”. Ideata da fra Marco Finco, cappuccino milanese, la rassegna illustra per immagini il Testamento di San Francesco di Assisi.
Ulteriori informazioni sull'Istituto Francescano di Spiritualità
Sezione:
congregazioni
venerdì 1 aprile 2011
Un Cd di canzoni ispirati alla santa carmelitana Edith Stein
Edith Stein ora si può ascoltare. I testi della santa carmelitana, hanno ispirato un Cd con 14 canzoni e tre brani strumentali, interpretati dalla cantante spagnola Carmela Martínez.
Edith Stein (Santa Teresa Benedetta della Croce) “ha molto da dirti”, ha affermato la Martínez, artefice dell'iniziativa e che desidera che queste canzoni aiutino chi le ascolta a “conoscere un po' di più questa affascinante donna santa, carmelitana scalza, la cui vita e il cui martirio sono stati e continuano ad essere, per tutti gli uomini e le donne di oggi, una testimonianza coraggiosa di conversione, fede profonda, assoluta fiducia in Dio e incessante ricerca della Verità”.
Il Cd - riferisce l'agenzia Zenit - è patrocinato dall'Università della Mistica e dalla Fondazione Cites, e il ricavato verrà destinato a borse di studio per giovani bisognosi. Domani verrà presentato nell'Aula Magna dell'Università.
I testi e la musica sono di Carmela Martínez, gli arrangiamenti musicali e la produzione di Paco M. Aranda. Carmela Martínez, della diocesi spagnola di Cartagena, ripete le parole di Edith “per ringraziare Dio”, visto che “senza di Lui non possiamo far nulla e solo Lui rende possibili tutte le cose”.
Per la cantautrice, il Cd è “il risultato amorevole della sua infinita bontà, che ci supera e ci sorprende sempre”. L'immagine di Edith Stein sulla copertina del Cd è del Monastero del Monte Carmelo “Il Fiore del Carmelo” di Haifa, in Israele.
Edith Stein (Santa Teresa Benedetta della Croce) “ha molto da dirti”, ha affermato la Martínez, artefice dell'iniziativa e che desidera che queste canzoni aiutino chi le ascolta a “conoscere un po' di più questa affascinante donna santa, carmelitana scalza, la cui vita e il cui martirio sono stati e continuano ad essere, per tutti gli uomini e le donne di oggi, una testimonianza coraggiosa di conversione, fede profonda, assoluta fiducia in Dio e incessante ricerca della Verità”.
Il Cd - riferisce l'agenzia Zenit - è patrocinato dall'Università della Mistica e dalla Fondazione Cites, e il ricavato verrà destinato a borse di studio per giovani bisognosi. Domani verrà presentato nell'Aula Magna dell'Università.
I testi e la musica sono di Carmela Martínez, gli arrangiamenti musicali e la produzione di Paco M. Aranda. Carmela Martínez, della diocesi spagnola di Cartagena, ripete le parole di Edith “per ringraziare Dio”, visto che “senza di Lui non possiamo far nulla e solo Lui rende possibili tutte le cose”.
Per la cantautrice, il Cd è “il risultato amorevole della sua infinita bontà, che ci supera e ci sorprende sempre”. L'immagine di Edith Stein sulla copertina del Cd è del Monastero del Monte Carmelo “Il Fiore del Carmelo” di Haifa, in Israele.
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devozioni,
nuovi media
giovedì 31 marzo 2011
La Basilica dell'Immacolata di Wan Chin (Taiwan) festeggia i 150 anni
Il Santo Padre Benedetto XVI ha concesso l'indulgenza plenaria per l'Anno Giubilare in occasione dei 150 anni di fondazione della Basilica dell'Immacolata Concezione del Santuario di Wan Chin, nella diocesi di Kaohsiung.
Con un Decreto della Penitenzieria Apostolica firmato l'8 febbraio 2011, il Santo Padre ha concesso l'indulgenza a tutti i fedeli che si recheranno in pellegrinaggio alla Basilica durante l'anno 2011, adempiendo alle solite condizioni necessarie.
La storia della Basilica coincide con la seconda evangelizzazione dell'isola di Taiwan, grazie all'opera dei missionari domenicani spagnoli, e soprattutto di p. Fernando Sainz, considerato il padre della seconda evangelizzazione.
Nel 1861 p. Sainz, appena sbarcato sulla terra di Kaohsiung insieme ai primi confratelli, cominciò la sua missione tra Kaohsiung e Wan Chin. Nel 1863 venne costruita una piccola chiesa di fango, 83 battezzati furono i primi fedeli locali. Durante il terremoto del 1865 la chiesa crollò e ne venne ricostruita un‚altra, che fu consacrata l‚8 dicembre 1870, dedicata all‚Immacolata Concezione. Questa data quindi segna la fondazione dell'attuale Basilica mariana.
Nel 1875 l'imperatore cinese Tong Zhi offrì una gigantesca targa di pietre preziose, con su scritto "chiesa cattolica", che venne collocata sull'edificio della chiesa. Da allora tutti i mandarini cinesi, quando sono passati davanti alla chiesa, sono dovuti scendere da cavallo e rendere omaggio. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, gli invasori giapponesi hanno usato la chiesa come comando, costringendo fedeli e sacerdoti a celebrare le funzioni nelle casa private.
Secondo un racconto della tradizione locale, il 10 maggio di quell‚anno un cavaliere con un mantello bianco passò di lì colpendo i giapponesi con gravi malattie e costringendoli quindi a liberare la chiesa. Durante il bombardamento americano del 1945, la chiesa miracolosamente non subì alcun danno.
Il 20 luglio 1984 Papa Giovanni Paolo II elevò la chiesa al rango di Basilica minore, così diventò la seconda Basilica cinese dopo la Basilica dedicata alla Madonna Aiuto dei Cristiani (o Madonna di She Shan) della diocesi di Shang Hai, in continente. Ogni anno l'8 dicembre accorrono qui numerosi pellegrini da tutto il mondo.
Con un Decreto della Penitenzieria Apostolica firmato l'8 febbraio 2011, il Santo Padre ha concesso l'indulgenza a tutti i fedeli che si recheranno in pellegrinaggio alla Basilica durante l'anno 2011, adempiendo alle solite condizioni necessarie.
La storia della Basilica coincide con la seconda evangelizzazione dell'isola di Taiwan, grazie all'opera dei missionari domenicani spagnoli, e soprattutto di p. Fernando Sainz, considerato il padre della seconda evangelizzazione.
Nel 1861 p. Sainz, appena sbarcato sulla terra di Kaohsiung insieme ai primi confratelli, cominciò la sua missione tra Kaohsiung e Wan Chin. Nel 1863 venne costruita una piccola chiesa di fango, 83 battezzati furono i primi fedeli locali. Durante il terremoto del 1865 la chiesa crollò e ne venne ricostruita un‚altra, che fu consacrata l‚8 dicembre 1870, dedicata all‚Immacolata Concezione. Questa data quindi segna la fondazione dell'attuale Basilica mariana.
Nel 1875 l'imperatore cinese Tong Zhi offrì una gigantesca targa di pietre preziose, con su scritto "chiesa cattolica", che venne collocata sull'edificio della chiesa. Da allora tutti i mandarini cinesi, quando sono passati davanti alla chiesa, sono dovuti scendere da cavallo e rendere omaggio. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, gli invasori giapponesi hanno usato la chiesa come comando, costringendo fedeli e sacerdoti a celebrare le funzioni nelle casa private.
Secondo un racconto della tradizione locale, il 10 maggio di quell‚anno un cavaliere con un mantello bianco passò di lì colpendo i giapponesi con gravi malattie e costringendoli quindi a liberare la chiesa. Durante il bombardamento americano del 1945, la chiesa miracolosamente non subì alcun danno.
Il 20 luglio 1984 Papa Giovanni Paolo II elevò la chiesa al rango di Basilica minore, così diventò la seconda Basilica cinese dopo la Basilica dedicata alla Madonna Aiuto dei Cristiani (o Madonna di She Shan) della diocesi di Shang Hai, in continente. Ogni anno l'8 dicembre accorrono qui numerosi pellegrini da tutto il mondo.
-Fides-
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benedetto xvi,
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mercoledì 30 marzo 2011
Gli eroi cristiani di Fukushima
Fra gli operai che stanno di fatto sacrificando la loro vita nella centrale nucleare di Fukushima, per domare la radioattività crescente e cercare di mettere in sicurezza la centrale stessa, vi sono anche alcuni cristiani.
La notizia, riportata dall'Agenzia Fides, è stata confermata da alcuni missionari locali e dal Vescovo di Sendai, nel cui territorio si trova la provincia di Fukushima: "Nella tragedia che stiamo vivendo e che crea grave preoccupazione in tutti, sappiamo che alcuni cristiani stanno lavorando come volontari nei pressi della centrale. In questa terribile situazione i cristiani giapponesi hanno una grande opportunità di offrire una testimonianza della propria fede e dei valori evangelici. Lo stanno facendo nella solidarietà, nella dedizione al prossimo, nello spirito di abnegazione. A Fukushima gli operai stanno mettendo a repentaglio la loro stessa vita per salvare la popolazione giapponese ed evitare la catastrofe nucleare".
A Fukushima vi sono attualmente 180 volontari anonimi che, in turni di 50, entrano nella centrale nucleare per svolgere le operazioni di emergenza. Nei giorni scorsi tre operai che hanno lavorato nei pressi del reattore n. 3 della centrale nucleare stati ricoverati in ospedale perchè contagiati dalle radiazioni.
Secondo fonti locali di Fides, il leader della squadra che gestisce tutte le operazioni è un cristiano, mentre altri 5 cristiani membri di una comunità Battista stanno lavorando nel processo di raffreddamento nel reattore n. 1. e 2.
I fedeli stanno svolgendo questo delicato e pericoloso compiuto "nella piena consapevolezza di donare la loro vita per il prossimo, nella fede e nella preghiera" e hanno richiesto preghiere da tutti i fedeli del mondo, "per affidare la loro vita nelle mani di Dio".
Una speciale veglia di preghiera per le vittime, per chi sta operando nella solidarietà, per le comunità cristiane giapponesi e per sostenere "gli eroi cristiani di Fukushima" è stata organizzata nei giorni scorsi a Singapore dalla OFM (Overseas Missionary Fellowship), comunità cristiana evangelica che ha missionari in 12 stati asiatici.
A Fukushima vi sono attualmente 180 volontari anonimi che, in turni di 50, entrano nella centrale nucleare per svolgere le operazioni di emergenza. Nei giorni scorsi tre operai che hanno lavorato nei pressi del reattore n. 3 della centrale nucleare stati ricoverati in ospedale perchè contagiati dalle radiazioni.
Secondo fonti locali di Fides, il leader della squadra che gestisce tutte le operazioni è un cristiano, mentre altri 5 cristiani membri di una comunità Battista stanno lavorando nel processo di raffreddamento nel reattore n. 1. e 2.
I fedeli stanno svolgendo questo delicato e pericoloso compiuto "nella piena consapevolezza di donare la loro vita per il prossimo, nella fede e nella preghiera" e hanno richiesto preghiere da tutti i fedeli del mondo, "per affidare la loro vita nelle mani di Dio".
Una speciale veglia di preghiera per le vittime, per chi sta operando nella solidarietà, per le comunità cristiane giapponesi e per sostenere "gli eroi cristiani di Fukushima" è stata organizzata nei giorni scorsi a Singapore dalla OFM (Overseas Missionary Fellowship), comunità cristiana evangelica che ha missionari in 12 stati asiatici.
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martedì 29 marzo 2011
Benedetto XVI: "La Chiesa conta sulle famiglie cristiane, autentico soggetto di evangelizzazione ed apostolato"
Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre in occasione dell'incontro dei Vescovi responsabili delle Commissioni Episcopali della famiglia e della vita in America Latina e nei Carabi, in corso a Bogotá (Colombia), dal 28 marzo al 1° aprile, sotto la presidenza del Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
"Come ha sottolineato la V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Carabi, la famiglia è il valore più caro ai popoli di queste nobili terre, per cui la pastorale familiare ha un ruolo importante nell'azione evangelizzatrice di ogni Chiesa particolare, con la promozione della cultura della vita ed operando affinché i diritti delle famiglie siano riconosciuti e rispettati".
"Si constata con dolore che tuttavia le famiglie subiscono sempre più situazioni sfavorevoli provocate dai rapidi cambiamenti culturali, dall'instabilità sociale, dai flussi migratori, dalla povertà, dai programmi educativi che banalizzano la sessualità e le false ideologie. Non possiamo rimanere indifferenti a questi problemi".
"Nessuno sforzo" - assicura Benedetto XVI - "sarà inutile per promuovere tutto ciò che contribuisce ad aiutare ogni famiglia, fondata sull'unione indissolubile di uomo e donna, a realizzare la propria missione di cellula viva della società, fonte di virtù, scuola di convivenza costruttiva e pacifica, strumento di concordia e ambito privilegiato nel quale la vita umana sia accolta e protetta in modo gioioso e responsabile, dal suo inizio fino alla fine naturale".
"Vale anche la pena di continuare ad incoraggiare i genitori nel loro diritto e dovere fondamentale di educare le nuove generazioni nella fede nei valori che conferiscono dignità alla esistenza umana".
Nel sottolineare che la missione continentale promossa ad Aparecida servirà "ad avviare negli amati paesi latinoamericani e dei Carabi la pastorale matrimoniale e familiare", il Papa scrive inoltre che: "la Chiesa fa affidamento sulle famiglie cristiane, chiamandole ad essere un vero soggetto di evangelizzazione e di apostolato e invitandole ad essere consapevoli della loro coraggiosa missione nel mondo".
Nel contempo il Papa esorta tutti i partecipanti al presente Incontro a sviluppare nelle loro riflessioni "le grandi linee pastorali segnate dagli episcopati riuniti ad Aparecida, facendo in modo che la famiglia viva un profondo incontro con Cristo con l'ascolto della Sua Parola, la preghiera, la vita sacramentale e l'esercizio della carità. In tal modo, sarà aiutata a porre in pratica una solida spiritualità che favorisca in tutti i suoi membri una decisa aspirazione alla santità, senza temere di mostrare la bellezza degli alti ideali e le esigenze etiche e morali della vita in Cristo".
"Per promuovere tutto ciò" - scrive ancora il Pontefice - "è necessario incrementare la formazione di tutti coloro che, in varie forme, si dedicano all'evangelizzazione delle famiglie. È anche importante trovare modi di collaborazione con tutti gli uomini e le donne di buona volontà per continuare a proteggere la vita umana, il matrimonio e la famiglia in tutta la regione".
Il Santo Padre conclude il suo Messaggio esprimendo il suo "affetto e solidarietà a tutte le famiglie dell'America Latina e dei Carabi, in particolare alle famiglie in difficoltà".
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lunedì 28 marzo 2011
Le "Vocacion voices" nelle parrocchie dell'Inghilterra e del Galles
Si chiamano “Vocation voices”, ovvero “Voci delle vocazioni”, i giovani, tra i 18 e i 35 anni, che l’ufficio vocazioni della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles ha deciso di mettere a disposizione delle varie chiese locali per celebrare, il prossimo 15 maggio, Domenica delle vocazioni.
I giovani, per lo più novizi e seminaristi, porteranno la loro testimonianza alle parrocchie interessate all’iniziativa, che sono già molte.
L’idea è stata ispirata a Christopher Jamison, monaco benedettino, già abate di Worth abbey e da due mesi e mezzo direttore dell’Ufficio nazionale delle vocazioni, scrittore e autore di programmi della BBC come “The monastery” e “The big silence”, da John Henry Newman.
“Newman pensava che Dio avesse un piano personale per ciascuno di noi e che diventiamo molto infelici se non rispondiamo a questa chiamata”, - dichiara al SIR - padre Jamison, “la testimonianza personale è il modo più efficace non soltanto per far sapere a tutte le persone che sono chiamate alla santità ma anche per aiutarle a capire quale è la loro vocazione specifica”.
Insieme alle “Voci delle vocazioni” le diverse parrocchie interessate riceveranno anche una icona di John Henry Newman che verrà collocata in chiesa come centro significativo delle preghiere e delle meditazioni volte a discernere la propria vocazione.
I giovani, per lo più novizi e seminaristi, porteranno la loro testimonianza alle parrocchie interessate all’iniziativa, che sono già molte.
L’idea è stata ispirata a Christopher Jamison, monaco benedettino, già abate di Worth abbey e da due mesi e mezzo direttore dell’Ufficio nazionale delle vocazioni, scrittore e autore di programmi della BBC come “The monastery” e “The big silence”, da John Henry Newman.
“Newman pensava che Dio avesse un piano personale per ciascuno di noi e che diventiamo molto infelici se non rispondiamo a questa chiamata”, - dichiara al SIR - padre Jamison, “la testimonianza personale è il modo più efficace non soltanto per far sapere a tutte le persone che sono chiamate alla santità ma anche per aiutarle a capire quale è la loro vocazione specifica”.
Insieme alle “Voci delle vocazioni” le diverse parrocchie interessate riceveranno anche una icona di John Henry Newman che verrà collocata in chiesa come centro significativo delle preghiere e delle meditazioni volte a discernere la propria vocazione.
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venerdì 25 marzo 2011
In Argentina si celebra "la vita dal suo inizio" con la Giornata del nascituro
"Ricordando l'Annunciazione, possiamo dire che Dio ha deciso di partecipare alla storia dell'uomo, ha assunto tutte le vicissitudini dell'esistenza umana. Dio ama la vita tanto da essere diventato uno di noi, cresciuto nel grembo di una donna, nato da Lei, ha vissuto e, alla fine, è morto come tutti noi". Lo scrive la Conferenza Episcopale dell'Argentina in una nota sulla celebrazione della Giornata del bambino che deve nascere, recentemente istituita nel calendario del Paese, per oggi, 25 marzo, Solennità dell'Annunciazione del Signore.
Il comunicato prosegue: "In continuità con gli insegnamenti di Gesù, sosteniamo il valore di ogni vita umana, ma ci sentiamo particolarmente chiamati a curare e promuovere la vita fragile, esposta o in pericolo. Quindi siamo particolarmente attenti ad una delle fasi più fragili, l'inizio della vita, dinanzi ad una mentalità che riduce la gravità legale e morale dell'aborto. La celebrazione del nascituro dovrebbe invitare alla riflessione e all'impegno".
Alla celebrazione della Giornata aderiscono non solo i movimenti pro-vita del paese, ma anche le parrocchie e le scuole cattoliche che hanno promosso diverse iniziative ed attività. Il testo del comunicato dei Vescovi constata che "purtroppo, anche dopo la nascita, la vita dei bambini rimane a rischio di abbandono, fame, povertà, malattia, abuso, violenza, sfruttamento. Le violazioni dei suoi diritti, commesse in tutto il mondo, feriscono dolorosamente la coscienza di ogni uomo di buona volontà".
Infine si rilancia l'appello di Giovanni Paolo II alla responsabilità di tutti e di ciascuno, di fronte alle ingiustizie commesse contro la vita umana, prima e dopo la nascita: "Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! (Evangelium vitae, 5)".
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giovedì 24 marzo 2011
Fervono i preparativi, e le iniziative originali, per la GMG di Madrid 2011
La passione, l'arte e la pietà popolare avranno un posto nella Via Crucis della Giornata mondiale della gioventù che si terrà a Madrid tra il 16 e il 21 agosto. È stato detto stamattina, in conferenza stampa a Madrid, per presentare le ultime notizie sulla Gmg.
Lo scenario della Via Crucis saranno i 700 metri che separano Plaza Cibeles e Plaza Colón, dove si trovano i 15 gruppi scultorei della Settimana Santa spagnola che compongono la Via Crucis della Gmg. Benedetto XVI presiederà tale evento il 19 agosto.
Le 15 stazioni della Via Crucis provengono da 12 città diverse e illustrano i capitoli che raccontano la passione e morte di Cristo. Questo evento sarà un esempio unico di come si vive la Passione di Cristo in Spagna.
Le confraternite coinvolte nella Gmg sono immerse nei preparativi per la Settimana Santa, che si terrà il prossimo mese, ma al tempo stesso impegnate a preparare la partecipazione alla Gmg, con varie iniziative. Tra l’altro le confraternite stanno organizzando il viaggio e la permanenza a Madrid delle statue. Molte chiese ospiteranno i gruppi scultorei che potranno essere ammirati prima della Via Crucis; in tali luoghi saranno promossi anche momenti culturali e religiosi per i partecipanti alla Gmg.
Le 15 stazioni della Via Crucis provengono da 12 città diverse e illustrano i capitoli che raccontano la passione e morte di Cristo. Questo evento sarà un esempio unico di come si vive la Passione di Cristo in Spagna.
Le confraternite coinvolte nella Gmg sono immerse nei preparativi per la Settimana Santa, che si terrà il prossimo mese, ma al tempo stesso impegnate a preparare la partecipazione alla Gmg, con varie iniziative. Tra l’altro le confraternite stanno organizzando il viaggio e la permanenza a Madrid delle statue. Molte chiese ospiteranno i gruppi scultorei che potranno essere ammirati prima della Via Crucis; in tali luoghi saranno promossi anche momenti culturali e religiosi per i partecipanti alla Gmg.
Durante la Giornata mondiale della gioventù sarà distribuito un fumetto (stile Manga) su Benedetto XVI. Il formato permette di raccontare la storia del Papa in una maniera nuova, diversa e attraente. La notizia è stata data questa mattina a Madrid durante una conferenza stampa di aggiornamento sulla Gmg.
Il fumetto racconta la storia di Benedetto XVI da quando viene eletto Papa, il suo rapporto con Giovanni Paolo II, per continuare con i suoi viaggi nelle passate Giornate mondiali della gioventù e le proposte che il Papa ha fatto ai giovani per vivere la propria vita in modo pieno. Jonathan Lin, direttore editoriale Atiqtuq, incaricata di stampare questo fumetto, ha sottolineato che “si tratta di una opportunità di raggiungere molte persone in un formato attraente per trasformare la nostra cultura e stimolare l'interesse per il Papa e il suo messaggio ai giovani”.
Pubblicato in 300.000 copie, grazie alla sponsorizzazione dell’Università “Giovanni Paolo il Grande”, in California, il fumetto in inglese e spagnolo sarà distribuito in diversi punti di Madrid.
Da domani sarà lanciata un'altra iniziativa per partecipare agli eventi principali della Giornata mondiale della gioventù: sarà realizzato un rosario recitato dalle persone di tutto il mondo.
Gli utenti di www.rosariouniversal.org potranno inviare un video – nella lingua che preferiscono – nel quale essi appaiono mentre pregano un'Ave Maria, un Padre Nostro o un Gloria.
La composizione finale dei video sarà, preghiera dopo preghiera, un giro del mondo attraverso il rosario. Il Giappone ha già aderito a questa iniziativa fornendo un’Ave Maria.
Nella conferenza stampa di aggiornamento sulla Gmg tenuta questa mattina a Madrid è stato annunciato che la Fondazione “La Caixa” ha raggiunto un accordo per il quale offre ai membri del “Club dei nonni” biglietti gratuiti per visitare due dei suoi impianti a Madrid: Cosmo Caixa e Caixa Forum. Entrambe la strutture sono impegnate nella diffusione della cultura e della scienza. I nonni della Gmg possono presentarsi con le loro famiglie per vivere gli eventi e le mostre di queste due strutture.
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mercoledì 23 marzo 2011
Chiese aperte agli sfollati e giovani cristiani all'opera per la ricostruzione del Giappone
I giovani cattolici iniziano la loro missione di volontariato a Sendai. Ve ne sono già una decina sul campo e il numero arriverà fino a 30 entro la prossima settimana. Arriveranno, inoltre, altri volontari con specifiche competenze professionali come medici, infermieri e psicologi.
Intanto i locali delle parrocchie di tre diocesi (Sendai, Saitama e Niigata) sono divenuti "campi profughi" per accogliere centinaia di persone che hanno perduto la casa in seguito al sisma e allo tsunami,
Oggi il lavoro dei giovani volontari, riferiscono fonti locali dell'agenzia Fides, è quello di affiancare i profughi e di andare a visionare e pulire le case inondate dallo tsnami. I giovani cristiani hanno iniziato a ripulire le abitazioni di Sendai invase dal fango, dalla melma, eliminando gli arredi e le suppellettili ormai inutilizzabili, cercando di renderle nuovamente abitabili.
In tal modo "si portano anche speranza e conforto agli sfollati, si mostra solidarietà concreta che le vittime apprezzano moltissimo", rende noto p. Daisuke Narui, Direttore di Caritas Giappone, che coordina le operazioni presso il Centro di Aiuto creato dalla Caritas a Sendai per gestire l'emergenza.
I volontari, inoltre, distribuiscono coperte e cibo alle centinaia di persone attualmente ospitate nelle strutture delle chiese di Sendai e nelle vicine diocesi di Niigata e Saitmaa.
Le Chiese infatti hanno aperto i battenti divenendo veri e propri centri di accoglienza "dove si respira e si mette in pratica l‚amore al prossimo e la testimonianza dei valori cristiani". Fra i rifugiati accolti vi sono anche alcuni fuggiti dall‚area di Fukushima, a causa del pericolo delle radiazioni nucleari: quello del nucleare "è uno dei problemi che agita la mente degli sfollati, che avranno bisogno di assistenza materiale ma anche psicologica".
Le operazioni di emergenza andranno avanti per almeno sei mesi. Poi inizierà una seconda fase, quella della riabilitazione e della ricostruzione, che potrebbe durare due anni.
I volontari, inoltre, distribuiscono coperte e cibo alle centinaia di persone attualmente ospitate nelle strutture delle chiese di Sendai e nelle vicine diocesi di Niigata e Saitmaa.
Le Chiese infatti hanno aperto i battenti divenendo veri e propri centri di accoglienza "dove si respira e si mette in pratica l‚amore al prossimo e la testimonianza dei valori cristiani". Fra i rifugiati accolti vi sono anche alcuni fuggiti dall‚area di Fukushima, a causa del pericolo delle radiazioni nucleari: quello del nucleare "è uno dei problemi che agita la mente degli sfollati, che avranno bisogno di assistenza materiale ma anche psicologica".
Le operazioni di emergenza andranno avanti per almeno sei mesi. Poi inizierà una seconda fase, quella della riabilitazione e della ricostruzione, che potrebbe durare due anni.
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martedì 22 marzo 2011
A Nazareth un parco tematico tecnologico per riscoprire la storia della Salvezza
Il 25 marzo, solennità dell'Annunciazione, sarà inaugurato a Nazareth un parco tematico in cui si potrà riscoprire la storia biblica della salvezza con le nuove tecnologie cinematografiche e interattive.
Il Centro Maria di Nazareth nasce per iniziativa dell'Associazione Maria di Nazareth e della Comunità “Chemin Neuf” a pochi metri dalla Basilica dell'Annunciazione, e aprirà le sue porte sia alle centinaia di migliaia di pellegrini che visitano questa città della Galilea che alla popolazione locale.
L'inaugurazione sarà presieduta dal Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fouad Twal. Vi parteciperanno anche monsignor Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vescovo vicario del Patriarcato latino per Israele, Ramiz Jaraisy, Sindaco di Nazareth, e altre personalità civili e religiose.
“Luogo di approfondimento biblico, il Centro pone tutti i mezzi tecnici moderni al servizio della conoscenza e dell'incontro con Maria e della scoperta della fede cristiana”, ha riferito Olivier Bonnassies, direttore esecutivo dell'Associazione Maria di Nazareth.
All'inaugurazione, l'Associazione, che ha costruito la struttura, ne consegnerà le chiavi a padre Laurent Fabre, fondatore della Comunità “Chemin Neuf”, nuova realtà ecclesiale a vocazione ecumenica che si incaricherà dell'accoglienza e della gestione del Centro.
Alle 17.00, una celebrazione ecumenica riunirà i rappresentanti delle diverse Chiese di Terra Santa. Il giorno dopo, il Centro aprirà ufficialmente al pubblico.
I pellegrini potranno immergersi in “uno spettacolo multimediale, con le risorse estetiche e pedagogiche delle tecniche audiovisive moderne, e ripercorrere attraversando quattro grandi sale i momenti essenziali della storia della salvezza e il posto della Vergine Maria nelle Scritture”, ha spiegato il direttore.
“In uno spazio di 4.400 metri quadri, si potranno visitare la Cappella dell'Adorazione, che offre una vista unica sulla Basilica, i giardini biblici con terrazze panoramiche che dominano tutta Nazareth, la caffetteria ricreata in una stupenda sala ad archi e un negozio”.
“I lavori hanno permesso una scoperta archeologica unica, alla quale stanno lavorando attualmente gli esperti dell'Autorità per le Antichità di Israele: una casa dell'epoca di Gesù e varie cisterne e nascondigli scavati nella roccia”, rivelano i membri dell'Associazione Maria di Nazareth.
Il Centro ha una vocazione ecumenica e promuove il dialogo interreligioso, mostrando in una sala il mondo in cui la Vergine Maria è percepita dalle Chiese orientali, nel Corano e in quanto donna ebrea.
“Questa vocazione di unità spiega perché l'iniziativa è sostenuta unanimemente dalle Chiese locali della Terra Santa. Il Vescovo Marcuzzo, che accompagna il progetto, ha offerto in modo irremovibile il proprio sostegno a quest'opera di unità, di speranza e di pace”, ha aggiunto l'Associazione. Anche rappresentanti ebrei e musulmani della Galilea hanno sostenuto l'iniziativa.
In occasione dell'inaugurazione della struttura, l'agenzia multimediale www.H2onews.org ha pubblicato una serie di documentari audiovisivi su Nazareth, sulle scoperte archeologiche e sulla loro importanza.
Per ulteriori informazioni sul Centro Maria di Nazareth, www.maryofnazareth.com
-Zenit-
Il Centro Maria di Nazareth nasce per iniziativa dell'Associazione Maria di Nazareth e della Comunità “Chemin Neuf” a pochi metri dalla Basilica dell'Annunciazione, e aprirà le sue porte sia alle centinaia di migliaia di pellegrini che visitano questa città della Galilea che alla popolazione locale.
L'inaugurazione sarà presieduta dal Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fouad Twal. Vi parteciperanno anche monsignor Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vescovo vicario del Patriarcato latino per Israele, Ramiz Jaraisy, Sindaco di Nazareth, e altre personalità civili e religiose.
“Luogo di approfondimento biblico, il Centro pone tutti i mezzi tecnici moderni al servizio della conoscenza e dell'incontro con Maria e della scoperta della fede cristiana”, ha riferito Olivier Bonnassies, direttore esecutivo dell'Associazione Maria di Nazareth.
All'inaugurazione, l'Associazione, che ha costruito la struttura, ne consegnerà le chiavi a padre Laurent Fabre, fondatore della Comunità “Chemin Neuf”, nuova realtà ecclesiale a vocazione ecumenica che si incaricherà dell'accoglienza e della gestione del Centro.
Alle 17.00, una celebrazione ecumenica riunirà i rappresentanti delle diverse Chiese di Terra Santa. Il giorno dopo, il Centro aprirà ufficialmente al pubblico.
I pellegrini potranno immergersi in “uno spettacolo multimediale, con le risorse estetiche e pedagogiche delle tecniche audiovisive moderne, e ripercorrere attraversando quattro grandi sale i momenti essenziali della storia della salvezza e il posto della Vergine Maria nelle Scritture”, ha spiegato il direttore.
“In uno spazio di 4.400 metri quadri, si potranno visitare la Cappella dell'Adorazione, che offre una vista unica sulla Basilica, i giardini biblici con terrazze panoramiche che dominano tutta Nazareth, la caffetteria ricreata in una stupenda sala ad archi e un negozio”.
“I lavori hanno permesso una scoperta archeologica unica, alla quale stanno lavorando attualmente gli esperti dell'Autorità per le Antichità di Israele: una casa dell'epoca di Gesù e varie cisterne e nascondigli scavati nella roccia”, rivelano i membri dell'Associazione Maria di Nazareth.
Il Centro ha una vocazione ecumenica e promuove il dialogo interreligioso, mostrando in una sala il mondo in cui la Vergine Maria è percepita dalle Chiese orientali, nel Corano e in quanto donna ebrea.
“Questa vocazione di unità spiega perché l'iniziativa è sostenuta unanimemente dalle Chiese locali della Terra Santa. Il Vescovo Marcuzzo, che accompagna il progetto, ha offerto in modo irremovibile il proprio sostegno a quest'opera di unità, di speranza e di pace”, ha aggiunto l'Associazione. Anche rappresentanti ebrei e musulmani della Galilea hanno sostenuto l'iniziativa.
In occasione dell'inaugurazione della struttura, l'agenzia multimediale www.H2onews.org ha pubblicato una serie di documentari audiovisivi su Nazareth, sulle scoperte archeologiche e sulla loro importanza.
Per ulteriori informazioni sul Centro Maria di Nazareth, www.maryofnazareth.com
-Zenit-
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lunedì 21 marzo 2011
I Cappuccini di Orio al Serio portano il Vangelo... nel Centro commerciale
Ogni luogo è adatto per portare il Vangelo agli uomini. Ne sono certi i Frati Cappuccini che a Orio al Serio (BG) hanno scelto di incontrare le persone - in particolare i ragazzi – all’Orio center, distribuendo copie del Vangelo, i dieci comandamenti “tradotti nel linguaggio giovanile”, e una sorta di test al computer per aiutarli a conoscere la propria posizione rispetto alla vita e quindi alla propria spiritualità.
L’iniziativa non è passata inosservata, e molti ragazzi hanno scelto di fermarsi a parlare con loro e portarsi via una copia di Vangelo.
Il cuore dell’iniziativa, hanno precisato i religiosi, è avere un’occasione con i giovanissimi, e soprattutto “dire che la risposta alle loro domande è Gesù”.
Naso da clown e saio, fra Attilio ha accolto col sorriso quanti passavano vicino allo spazio allestito nel Centro commericiale, “perché - ha detto - anche se è difficile parlare ai giovani di religione per la visione superficiale che hanno della Chiesa, il bisogno di fede c’è ed è forte. Per questo abbiamo deciso di passare un pomeriggio al Centro commerciale, lieti di distribuire il Vangelo e le ‘Dieci parole di Dio per te’, un volantino che traduce i Comandamenti in linguaggio adatto ai giovani.
Sono parole che fanno bene, indicazioni che Dio, come un Padre, dà ai suoi figli per il loro bene”.
-Egidio Picucci-
venerdì 18 marzo 2011
Un centro di spiritualità delle POM accoglie gli sfollati australiani
L'Home Fund delle Pontificie Opere Missionarie (POM) australiane ha recentemente sovvenzionato un nuovo centro di spiritualità per i profughi aborigeni nella remota regione dell'East Kimberley, nell'Australia occidentale, dopo che le loro abitazioni sono andate distrutte a causa delle improvvise inondazioni.
In un comunicato recepito dall'Agenzia Fides, si legge che le pesanti piogge del 13 marzo scorso, che hanno preceduto le alluvioni, hanno trasformato la comunità aborigena di Gija a Warmun in un torrente di fango. Molte abitazioni sono state spazzate via, altre sono del tutto inabitabili.
In un comunicato recepito dall'Agenzia Fides, si legge che le pesanti piogge del 13 marzo scorso, che hanno preceduto le alluvioni, hanno trasformato la comunità aborigena di Gija a Warmun in un torrente di fango. Molte abitazioni sono state spazzate via, altre sono del tutto inabitabili.
Le piogge hanno danneggiato gravemente anche la vicina scuola cattolica Ngalangangpum ("Mother and Child"), allagato giardini, edifici scolastici e l‚abitazione delle tre Suore di San Giuseppe, nel comprensorio della scuola. Sono state evacuate 500 persone, molte delle quali hanno trovato riparo nel vicino Mirrilingki Spirituality Centre (Warmun Retreat Centre).
Il Vescovo della diocesi di Broome, Mons. Chris Saunders, ha espresso la sua solidarietà e il sollievo per il fatto che l‚inondazione non abbia provocato feriti gravi nè morti. Il Vescovo ha anche aggiunto che gli allagamenti continuano ad isolare le strade di Warmun e che, grazie agli elicotteri, molte persone sono state trasportate in sistemazioni temporanee nelle città di Halls Creek e Kununurra.
"Un disastro enorme, tante famiglie sono state separate, si tratta di una vera e propria dislocazione sociale per loro che hanno perso tutto", ha detto Mons. Saunders. Attraverso l'Home Mission Fund, le Pom australiane sostengono le attività e i programmi della diocesi di Broome.
Il Centro di Spiritualità Mirrilingki di Warmun offre formazione religiosa, la possibilità di gruppi di lavoro e di dialogo con gli indigeni, ed è in grado di accogliere famiglie e gruppi anche per lunghi periodi.
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