"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

martedì 11 gennaio 2011

Sabato l'ordinazione dei tre ex vescovi anglicani entrati in comunione con il Papa

“È un momento unico e la comunità cattolica in Inghilterra e Galles è onorata di far parte di questo sviluppo storico nella vita della Chiesa universale”. Con queste parole l’arcivescovo Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale inglese, ha annunciato alla stampa che sabato 15 gennaio ordinerà nella cattedrale di Westminster, John Broadhurst, Andrew Burnham e Keith Newton, i tre ex vescovi anglicani che hanno chiesto di entrare in comunione con la Chiesa cattolica, usufruendo della possibilità offerta da papa Benedetto XVI con la Costituzione apostolica “Anglicanorum coetibus”. 

Mons. Nichols ha annunciato che “prima o dopo questa data”, la Santa Sede annuncerà “la creazione del primo Ordinariato per i gruppi di fedeli anglicani e il loro clero che hanno chiesto di entrare in piena comunione nella Chiesa cattolica”. 

A loro, l’arcivescovo Nichols rivolge parole di benvenuto: “Offriamo un caloroso benvenuto a questi tre ex vescovi della Chiesa d'Inghilterra. Diamo il benvenuto a coloro che desiderano unirsi a loro nella piena comunione con il Papa nella unità visibile della Chiesa cattolica. Riconosciamo il viaggio che stanno facendo con le sue partenze dolorose e le sue incertezze. Riconosciamo la profondità della loro ricerca condotta nella preghiera e il desiderio che li conduce a vivere all'interno della comunità della Chiesa cattolica”.

L’arcivescovo di Westmister rivolge anche parole di gratitudine per la Comunione anglicana e l’arcivescovo Rowan Williams. “Siamo profondamente grati – scrive – per la profondità del rapporto che esiste qui tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana. Questa relazione, positiva, forte e costante è il contesto in cui si svolge l’importante iniziativa di sabato. Siamo grati, anche, per la leadership sensibile dell'arcivescovo di Canterbury. Egli riconosce l'integrità di coloro che hanno cercato di unirsi nell'Ordinariato ed ha loro assicurato la sua preghiera. Questo è il nobile spirito di vero ecumenismo tra i seguaci di Cristo”.

Mons. Nichls ha poi aggiunto: “Papa Benedetto XVI ha chiarito le proprie intenzioni: che l'Ordinariato può servire la più ampia causa dell’unità visibile tra le nostre due Chiese, dimostrando in pratica la misura alla quale siamo chiamati a dare l'uno all'altro nel nostro comune servizio al Signore. Con questo in cuore, egli descrive questo passaggio come 'un gesto profetico'”.


-Sir-

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