"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

lunedì 4 febbraio 2013

Benedetto XVI: la vita consacrata, segno di contraddizione contro i profeti di sventura

Una fede che dia luce alla propria vocazione, "che sappia riconoscere la sapienza della debolezza" e che, rinnovata, renda "pellegrini verso il futuro". È questo l'invito che Benedetto XVI ha rivolto a tutti i membri degli Istituti di vita consacrata, nel giorno al loro dedicato, nella liturgia della Presentazione di Gesù al Tempo, il 2 febbraio.

"Non unitevi ai profeti di sventura che proclamano la fine o il non senso della vita consacrata nella Chiesa dei nostri giorni", ha ribadito il Papa, spronando le consacrate e i consacrati a farsi strumento che "irradia" la "luce di Dio", "che evangelizza le genti", ma che non è immune dal passare - "necessariamente" - attraverso la "sofferenza del cuore che forma un tutt'uno col Cuore del Figlio di Dio, trafitto per amore".

Per "alimentare" la propria fede, il Santo Padre suggerisce di "fare memoria, come in un pellegrinaggio interiore, del 'primo amore' con cui il Signore Gesù ha riscaldato il vostro cuore", stando a tu per tu con Lui, "nel silenzio dell'adorazione" e ripartire così per un rinnovato servizio a Dio e ai fratelli.

"Nella società dell'efficienza e del successo, la vostra vita segnata dal 'minorità' e dalla debolezza dei piccoli, dall'empatia con coloro che non hanno voce, diventa un evangelico segno di contraddizione", ha aggiunto Benedetto XVI.

Questa riflessione si ricollega direttamente con l'Angelus di ieri mattina, quando il Papa ha ricordato che "il vero profeta non obbedisce ad altri che a Dio e si mette al servizio della verità, pronto a pagare di persona". 

Per cui, "credere in Dio significa rinunciare ai propri pregiudizi e accogliere il volto concreto in cui Lui si è rivelato: l'uomo Gesù di Nazaret", la via che conduce "anche a riconoscerlo e a servirlo negli altri". Proprio come sono chiamati a fare i membri degli Istituti di Vita Consacrata, seguendo l'esempio "illuminante" della Vergine Maria, "la Consacrata per eccellenza".

Giovanni Tridente

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