"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

giovedì 17 gennaio 2013

Benedetto XVI: l'Eucaristia è la grande scuola in cui impariamo a vedere il volto di Dio

"L'Eucaristia è la grande scuola in cui impariamo a vedere il volto di Dio", e questo entrare "in rapporto intimo con Lui" attraverso "l'ascolto della Sua Parola" e l'amore verso il prossimo (povero, debole, sofferente) deve orientare "l'intera esistenza nostra". Lo ha affermato Benedetto XVI durante l'Udienza generale di questa settimana, nella quale ha ripreso il ciclo di catechesi dedicato all'Anno della fede soffermandosi sul "rivelare il volto di Dio".

"Il desiderio di conoscere Dio realmente" è scolpito in maniera insita "in ogni uomo, anche negli atei", ma è possibile realizzarlo soltanto mettendosi alla sequela di Cristo, e ciò "non solo nel momento nel quale abbiamo bisogno e quando troviamo uno spazio nelle nostre occupazioni quotidiane, ma con la nostra vita in quanto tale".

In questo modo saremo davvero capaci di vedere "Dio come amico" e di saziarci "con la luce del suo volto".

Con l'Incarnazione - ha spiegato il Papa - si è verificata "una svolta inimmaginabile" nella ricerca del volto del Signore, perché a differenza dell'Antico Testamento (e quindi della religione ebraica) - che vieta di rappresentare Dio attraverso le immagini e predica in un certo senso "l'impossibilità, in questa vita, di vedere il volto di Dio" se non in una maniera "limitata" seguendolo "vedendo le sue spalle" -, adesso lo si può vedere completamente e se ne conosce il nome.

Gesù, dunque, "inaugura in un nuovo modo la presenza di Dio nella storia, perché chi vede Lui, vede il Padre". E anche la "mediazione tra Dio e l'uomo" giunge a pienezza, perché sulla scia di Mosé, dei Profeti e dei Giudici (eletti da Dio perché conducano altri a Lui: "elezione è sempre elezione per l'altro"), lo stesso Gesù diventa "il" mediatore della nuova alleanza, questa volta eterna.

Giovanni Tridente


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