"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

mercoledì 9 gennaio 2013

Benedetto XVI: la fede coinvolge non solo mente e cuore ma tutta la nostra vita

Il "realismo dell'amore divino", che nell'Incarnazione del suo Figlio Gesù "si immerge nella nostra storia" assumendo le fatiche e i pesi della vita umana, rappresenta un "forte stimolo ad interrogarci sul realismo della nostra fede", che non va limitata alla sfera del sentimento o delle emozioni, "ma deve entrare nel concreto della nostra esistenza", orientandola anche in maniera pratica.

Lo ha detto Benedetto XVI nel corso dell'Udienza generale di questa mattina, commentando il significato "del grande mistero" del Verbo che "si è fatto carne". Una verità e una "novità" che passa spesso in sordina - abituati come siamo a prestare più attenzione "agli aspetti esteriori, ai 'colori' della festa" - ma che rappresenta "qualcosa di assolutamente impensabile, che solo Dio poteva operare" e a cui possiamo accedere soltanto attraverso la fede.

Il Papa ha auspicato, dunque, che si possa "recuperare lo stupore di fronte a questo mistero", lasciandosi avvolgere dalla sua grandezza, che poi in definitiva si è manifestata nell'"umiltà di un bambino".

Benedetto XVI ha anche riflettuto sul "gesto" dello scambio dei doni nel periodo natalizio, per ricordare come la donazione che Dio fa di sé al mondo rappresenti il "modello del nostro donare", fondato esclusivamente sulla "gratuità dell'amore". "Non è importante che un regalo sia costoso o meno; chi non riesce a donare un po' di se stesso, dona sempre troppo poco" - ha aggiunto il Papa, ravvisando sul rischio "di sostituire il cuore e l'impegno di donazione di sé con il denaro" o "con cose materiali".

"La grande e meravigliosa ricchezza del Mistero dell'Incarnazione" ci permette in definitiva di riconoscere "il vero volto dell'essere umano". E soltanto se l'uomo si apre "all'azione della Sua grazia" e cerca di seguirlo ogni giorno, permette a Dio di realizzare il Suo progetto "su ciascuno di noi".

Giovanni Tridente

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