"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

lunedì 14 gennaio 2013

Benedetto XVI: Gesù si mette dalla parte dei peccatori per risollevarli e condurli a Dio

Facendosi battezzare nel fiume Giordano da Giovanni il Battista, Gesù si mette "dalla parte dei peccatori, facendosi solidale con essi", perché se accettiamo "di convertirci, di lasciare i nostri egoismi, di staccarci dai nostri peccati", "Egli è capace di risollevarci" e condurci fino a Dio Padre. Così si spiega anche il paradosso che "proprio Colui che è senza peccato si pone tra i peccatori per farsi battezzare". 

Lo ha spiegato Benedetto XVI nell'omelia alla Messa nella Cappella Sistina, celebrata ieri nella Festività del Battesimo del Signore, nel corso della quale ha anche battezzato 20 neonati figli di dipendenti vaticani.

Il Battesimo sta a ricordarci innanzitutto la "vera manifestazione della Santissima Trinità" e quindi la potenza di Dio che si muove in una logica diversa da quella del mondo. Attraverso il Sacramento, noi veniamo "uniti in modo profondo e per sempre con Gesù", immersi proprio "nel mistero di questa sua potenza". 

Domandare il Battesimo è anche frutto della consapevolezza di aver ricevuto "un grande dono da Dio", gratuito, che ci fa sentire "accolti in un abbraccio d'amore". E ciò è dato dalla fede, fondata "sull'esperienza che non vi è niente di più grande che conoscere Cristo e comunicare agli altri l'amicizia con Lui".
È pur vero che oggi "non è facile manifestare apertamente e senza compromessi ciò in cui si crede", ha aggiunto il Papa, pensando ad una società "che considera fuori moda e fuori tempo" i credenti. Spesso, gli stessi cristiani corrono il rischio di "intendere il rapporto con Gesù come limitante, come qualcosa che mortifica la propria realizzazione personale". 

Ovviamente, "non è così!", anzi è proprio il cammino di fede a farci comprendere "l'azione liberante dell'amore di Dio, che ci fa uscire dal nostro egoismo, dall'essere ripiegati su noi stessi, per condurci ad una vita piena, in comunione con Dio e aperta agli altri".

Durante l'Angelus, Benedetto XVI ha poi ribadito come "di fronte al male del mondo", se scegliamo "la via dell'umiltà e della responsabilità", offriamo la nostra vita "per la verità e la giustizia". Insomma, siamo cristiani fino in fondo, "ma questo genere di vita comporta una rinascita: rinascita dall'alto, da Dio, dalla Grazia", che è in definitiva lo stesso Battesimo.

Giovanni Tridente


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