"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

sabato 26 gennaio 2013

Benedetto XVI: alla base dell'ecumenismo c'è la comunione nella stessa fede

È "la comunione nella stessa fede" a fare da "base per l'ecumenismo", e senza "un'autentica conversione" personale risulta quasi impossibile "avvicinarci maggiormente anche gli uni agli altri", in "un impegno reciproco di comprensione, rispetto e amore". Lo ha detto Benedetto XVI chiudendo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la 46ª Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, alla presenza dei rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma.

L'unità, ha detto il Papa, "è donata da Dio come inseparabile dalla fede", altrimenti tutto lo sforzo ecumenico si ridurrebbe ad una semplice forma di "'contratto'" che vincola i contraenti solo ad un "interesse comune". 

Invece, in una società dove il messaggio cristiano sembra incidere "sempre meno nella vita personale e comunitaria", la stessa unità rappresenta "una sfida" e "un presupposto" per tutte le Chiese cristiane a trasmettere agli altri, "in modo sempre più credibile", la fede in Dio.

Tutte le questioni dottrinali che ancora divino i cristiani, secondo Benedetto XVI vanno affrontate con coraggio, fraternità e rispetto reciproco, perseguendo "una collaborazione concreta", consapevoli del fatto che "oggi c'è grande bisogno di riconciliazione, di dialogo e di comprensione reciproca". Tutto ciò rifuggendo però dal semplice moralismo e "in nome dell'autenticità cristiana per una presenza più incisiva nella realtà del  nostro tempo".

Avendo a mente che "l'unità dei cristiani è opera e dono dello Spirito Santo e va ben oltre i nostri sforzi", bisogna mettere al centro "la preghiera", sforzarsi per raggiungere la "santità personale" e ricercare la giustizia. Ci vorranno inoltre "gesti concreti di conversione che muovano le coscienze e favoriscano la guarigione dei ricordi e dei rapporti".

Giovanni Tridente

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