"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

mercoledì 12 dicembre 2012

Benedetto XVI: leggere e meditare la Sacra Scrittura è un alimento prezioso per la nostra fede

La lettura e la meditazione della Sacra Scrittura, così come il "prestare maggiore attenzione alle Letture della Messa domenicale", rappresentano "un alimento prezioso per la nostra fede" perché mostrano "le tappe" della Rivelazione di Dio all'uomo.

Questo "rivelarsi di Dio" - che si fa "presenza" nella storia - è ciò che "dona un nuovo senso all'intero cammino umano", riempiendolo di significato e di speranza. Lo ha spiegato Benedetto XVI nel corso dell'Udienza generale di questa mattina, continuando le catechesi sull'Anno della fede.

Come mostrano i libri dell'Esodo, del Deuteronomio o il Magnificat e il Catechismo, fare "memoria" della "storia della salvezza" significa giungere alla consapevolezza della fedeltà di Dio verso l'uomo, e "costituisce il fondamento sicuro e stabile" su cui poggiare la nostra vita.

Dio, infatti, reagisce sempre "alle risposte dell'uomo e trova nuovi inizi di alleanza quando l'uomo si smarrisce": un aspetto "fondamentale nel cammino di fede".

Tocca a noi, "con la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità", scorgere e testimoniare questa presenza in un mondo "spesso superficiale e distratto" e "far risplendere nella nostra vita" la sua luce.

Giovanni Tridente

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