"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

sabato 22 dicembre 2012

Benedetto XVI: la nascita di Cristo ci sfida a ripensare le nostre priorità

"La nascita di Cristo ci sfida a ripensare le nostre priorità, i nostri valori, il nostro stesso modo di vivere". Il Natale è dunque "un'occasione di profonda riflessione", "un esame di coscienza". Lo ha scritto Benedetto XVI in un insolito articolo per il Financial Times, che gli aveva chiesto un commento prendendo spunto dalla pubblicazione dell'ultimo libro sull'infanzia di Gesù.

Gesù, come ha fatto ai suoi tempi, anche oggi ci mette in guardia dalla "politicizzazione della religione", dalla "deificazione del potere temporale" e dall'"instancabile ricerca della ricchezza", e invita i cristiani ad impegnarsi negli affari del mondo (politica, economia...) ma trascendendo "ogni forma di ideologia".

Un cristiano è propenso a combattere la povertà, a condividere equamente le risorse della terra, a "prendersi cura dei più deboli e dei più vulnerabili", opponendosi "all'avidità e allo sfruttamento" perché consapevole che la generosità e l'altruismo "sono la via che conduce alla pienezza della vita". Tutti principi, secondo il Papa, "condivisi da molti", che possono perciò aprire ad "una grande e fruttuosa collaborazione" anche con chi non è cristiano.

"Quando i cristiani rifiutano di inchinarsi davanti ai falsi dei proposti nei nostri tempi" è perché "sono liberi dai legami dell'ideologia" e rifiutano qualunque tipo di compromesso che "possa insidiare" la nobiltà "del destino umano", ha concluso.

Giovanni Tridente

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