"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

domenica 28 ottobre 2012

Benedetto XVI: cancellare l'oblio della verità per contemplare nuovamente il vero Dio

"Cancelliamo l'oblio della verità, l'ignoranza: e rimuovendo le tenebre che ci impediscono la vista come nebbia per gli occhi, contempliamo il vero Dio". Facendo sua questa preghiera di San Clemente di Alessandria, Benedetto XVI ha concluso con un forte appello alla riscoperta della fede la XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione, iniziata lo scorso 7 ottobre.

Nel corso dell'omelia di questa mattina, il Papa ha offerto una lucida riflessione sulla figura evangelica di Bartimeo - ritornato alla "luce della fede" dopo un lungo periodo di cecità anche spirituale -, paragonandola a quanti vivono nelle regioni di antica evangelizzazione dove Dio non è più considerato rilevante. Persone che "hanno perso l'orientamento sicuro e solido della vita e sono diventati, spesso inconsciamente, mendicanti del senso dell'esistenza".


Un campo di intervento urgente per la Chiesa di oggi, che riguarda la sua stessa ragione di esistere e che deve condizionare la sua "pastorale ordinaria" per ritornare a "incendiare i cuori dei fedeli".

Come emerso dallo stesso Sinodo, il Papa ha indicato tre grandi direttrici: la preparazione ai Sacramenti dell'iniziazione cristiana attraverso una più adeguata ed appropriata catechesi; una rinnovata missione ad gentes presso quei popoli che "aspettano con viva attesa" il primo annuncio del Vangelo; attenzione a tutti i battezzati "affievoliti" perché "riscoprano la gioia della fede", magari mediante "metodi nuovi" e "nuovi linguaggi" con "un atteggiamento di dialogo e di amicizia".

Tra i pregi del Sinodo anche quello di mostrare che la Chiesa "anche oggi cresce, vive" e fa esperienza della presenza del Signore, nonostante le tante "sofferenze, minacce, pericoli e gioie", aveva detto ieri il Papa prendendo la parola nel corso dell'ultima Congregazione Generale. 

Sempre ieri, Benedetto XVI ha preso atto del "nuovo entusiasmo" che si respira nella comunità ecclesiale, riconoscendo a tutti la volontà di "annunciare Cristo ed il suo Vangelo e combattere, in questo tempo difficile" per la presenza della sua verità e del suo annuncio.

Cosa rimane al termine "di queste intense giornate di lavoro"? È lo stesso Pontefice a confidarlo al termine dell'Angelus in Piazza San Pietro: un impegno rafforzato "per il rinnovamento spirituale della Chiesa stessa" e così rinnovare a sua volta "spiritualmente il mondo secolarizzato". Da parte sua, il Papa cercherà di "ordinare ed elaborare" i "molti spunti di riflessione e le molte proposte" raccolte durante il Sinodo, "per offrire a tutta la Chiesa una sintesi organica e indicazioni coerenti".


Giovanni Tridente

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