"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

venerdì 4 maggio 2012

MAYFEELINGS, un social network per pregare e cambiare il mondo


Una ragazza guarda fissa le telecamera: «Mio padre –dice -  è stato  licenziato». Poi mostra un piccolo cartello arancione con una scritta che recita: «Prega». Un ragazzo, invece, annuncia: «I miei stanno divorziando». Ricompare il messaggio: «Prega». Tocca a un’altra giovane donna: «Sono incinta e sono stata lasciata sola». Di nuovo il refrain: «Prega».
A guardare il video spot con il quale nei giorni scorsi è stata lanciata in un cinema di Madrid la nuova versione di www.mayfeelings.com, si capisce subito l’idea alla base del social network offerto dalla compagnia spagnola May Feelings S.L.: una sorta di facebook sì, ma per pregare. Nuova versione, perché inizialmente i ragazzi spagnoli che hanno messo in piedi l’iniziativa volevano solo diffondere l’utilizzo del rosario (di qui il riferimento a maggio, may in inglese, mese mariano per eccellenza) attraverso video lanciati sul web.

Il servizio gratuito, disponibile in cinque lingue (inglese, italiano, spagnolo, portoghese e francese) e con la versione per smartphone e tablet, è nato dalla domanda: “Come mai in un mondo pieno di social network c’è ancora della  gente che si sente sola?” . Eccola, allora, la sfida del sito spagnolo: collegare le persone in tutto il mondo mediante la preghiera.

Come funziona? Esattamente come qualunque altro social network: si crea un proprio profilo e si cercano degli “amici”. Qui, però, cominciano le differenze: invece di raccontare i dettagli della propria vita quotidiana, di postare commenti, foto e video si prega a colpi di click. Lo si fa chiedendolo per una persona o una determinata situazione, oppure ci si rivolge a Dio dopo aver letto qualche richiesta. «Ogni preghiera conta – spiegano gli ideatori – questo servizio è stato ideato per coloro che pensano che la comunicazione possa anche essere qualcosa di profondo».


Mauro Pianta (VaticanInsider)

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