"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

lunedì 7 novembre 2011

In Portogallo è in corso la "Settimana dei seminari 2011"

“Formare pastori consacrati totalmente a Dio ed al suo popolo”: con questo tema si apre domani, in Portogallo, la “Settimana dei seminari 2011”. Per l’occasione, la Conferenza episcopale locale ha preparato un dossier di informazioni ed approfondimenti, volto soprattutto a far comprendere cosa significhi essere sacerdoti oggi.

“Formare pastori – scrive nell’introduzione al dossier mons. Antonio Francisco dos Santos, presidente dalla Commissione episcopale per le vocazioni e i ministeri (Cevm) – implica una comprensione profonda del fatto che la formazione non si limita alla dimensione pastorale propriamente detta, ma si apre e si allarga alla formazione umana, spirituale ed intellettuale”.

Tale formazione, continua il presule, si sviluppa attraverso “un lungo cammino che inizia presto e non termina con l’ordinazione presbiteriale” e che include “l’adesione del cuore e della mente ai criteri del Vangelo, insieme alla configurazione del pensiero e della vita alla sequela di Cristo, Buon Pastore”. In questo senso, sottolinea il vescovo portoghese, il tema scelto per la Settimana “è un appello all’assoluto, al definitivo, al permanente; è il fascino di venir attratti dalla bellezza e dalla tenerezza dell’amore di Dio per il suo popolo”.

Di qui, l’invito lanciato dalla Chiesa del Portogallo affinché la Settimana dei seminari ribadisca “la complementarietà tra le famiglie, le comunità, i sacerdoti ed i seminaristi”. Poi, il dossier informativo fornisce quattro proposte di riflessione sul tema della formazione al sacerdozio: al primo posto, c’è l’importanza di “essere e vivere da pastori”; segue “la carità pastorale, intesa come esigenza e valore primario del pastore e, quindi, obiettivo assoluto ed ultimo della sua formazione”.

Al terzo posto, si suggeriscono i comportamenti e i sentimenti che definiscono la carità pastorale, ovvero “la conformazione alla volontà del Padre”, “la compassione e la misericordia per gli oppressi”, “la cura amorevole e l’impegno per il proprio gregge di fedeli”, “il servizio come dono totale di se stessi nell’umiltà e nell’amore”.

Infine, la Chiesa portoghese raccomanda ai seminaristi di “assimilare la sensibilità del Buon Pastore a quella di Dio e dei fratelli”.

Isabella Piro (RV)

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