"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

lunedì 1 agosto 2011

Il sogno di Giuseppe

Con grande piacere pubblico oggi questa bellissima storia di "giovane Chiesa" fattami recapitare direttamente da Sr. Francesca, Sorella Francescana Minore dell'Immacolata, di San Guido di Bolgheri (LI), artefice insieme a tante persone di buona volontà della realizzazione del "sogno di Giuseppe".
Grazie Sr. Francesca e grazie a tutti coloro che l'hanno aiutata a far apprezzare e a festeggiare il dono della vita.

Siamo a Lourdes, nel famoso piano mezzanino dell’Hotel La Source dell’Unitalsi per i bambini e le famiglie. Stranamente c’è un attimo di calma, nessuno canta e siamo in pochi… è lì che finalmente riesco a mettermi accanto a Giuseppe e ad ascoltarlo.

Giuseppe è in cura al Meyer di Firenze; dopo due interventi al cervello ora si sta sottoponendo a chemioterapia. La sua mamma vorrebbe portarlo qualche giorno in vacanza e chiede consiglio ad alcuni animatori. Giuseppe ha un sogno: andare all’Isola d’Elba!

Ritorno a casa e il “sogno di Giuseppe” mi rimane impresso a tal punto che poi mi risulta difficile non pensare a far qualcosa per questo sogno, che diventa così anche il mio: portare Giuseppe all’Isola d’Elba.

Il primo che interpello è il Presidente della nostra sottosezione Unitalsi, Luigi Vianesi. Nel momento in cui gli racconto di Giuseppe immediatamente viene contagiato dal desiderio di far qualcosa. Questo stesso desiderio travolge poi tutti i giovani dell’Unitalsi e dell’Azione Cattolica che si mettono all’opera per realizzare questo sogno.

C’è un solo problema… in estate è impossibile andare all’isola d’Elba se non hai prenotato almeno non so quanti mesi prima. Allora affrontiamo il problema da un’altra prospettiva, fino ad inviare qualche mail ai preti dell’isola e ai nomi della nostra mailinglist che suonano come “elbani”. Finalmente superiamo l’empasse.

La prima a contattarmi è Veronica: ha letto la mia mail proprio nel momento in cui si chiedeva come fare della sua vita un Dono. Si attiva immediatamente e coinvolge anche la sua mamma, che è Sindaco di Marciana Alta, la quale ci offre una serie di attività tra le più belle dell’isola: visita guidata da Vinicio alla Fortezza pisana dove Giuseppe, appassionato di armi, può anche provare a tirare con l’arco e a lanciare l’ascia fransisca e ammirare tutte le armi che i pisani usarono per conquistare l’isola; traghettare con il Nautilus la costa occidentale che da Marciana porta a Pomonte, ammirando il fondale marino grazie ad un sistema di vetri posto al di sotto del traghetto; l’acquario di Marina di Campo impreziosito dalla guida Yuri che affascina Giuseppe con tutti i suoi pesci…

Immediatamente giunge anche la telefonata di Don Mirko, parroco di Marciana Marina, che mi trasmette tutto il suo entusiasmo per riuscire a dire “sì” al sogno di Giuseppe e ci propone l’accoglienza nell’asilo vecchio della sua Parrocchia, gentilmente allestito dalle sue parrocchiane. Ci porta poi a mangiare le buone specialità dell’isola, ci accompagna come un fratello maggiore di qua e di la e regala a Giuseppe tanta di quella gioia che difficilmente se ne dimenticherà.

Ancora la Parrocchia di Carpani con Angela, Manuela e i loro ragazzi educatori di ACR che stanno con noi in questi due giorni e che preparano – oltre ad un delizioso pranzo con alcune preziose mamme capitanate da Angiolino e Graziella -, un fantasmagorico spettacolo dove anche Giuseppe collabora con indovinelli e giochi di magia.

Infine la Toremar di Livorno, che attraverso la Sig.ra Fratallone offre a Giuseppe la parte del sogno più bella: attraversare il mare non solo gratuitamente ma anche nella plancia dei comandi proprio a fianco del Comandante e del Timoniere che lascia in mano a Giuseppe il timone della nave, una nave che gli avvererà il suo sogno.

A me non resta che aspettarli a San Guido, dove il giovane unitalsiano Davide mi carica sulla sua auto e ci porta dalla famiglia Marulo di Piombino che ci ospita per la cena e la notte. Sabato alle 8.00 sono tutti puntuali in biglietteria i giovani dell’Unitalsi che attraverso Facebook avevano accettato di partecipare all’evento “IL SOGNO DI GIUSEPPE”:  Davide, Marco, Silvia, Greta, insieme al presidente Luigi, ai giovani AC, Caterina e Francesco. Alcuni amici che non possono partire vogliono conoscere e salutare Giuseppe, qualcuno gli regala un cappellino che alla fine tornerà debitamente firmato e con l’aggiunta di Giuseppe: una stramitica gita!

Arrivati a Portoferraio troviamo Veronica che ha un sorriso così bello che fa venir voglia di sorridere per sempre anche a te e dire a Dio: grazie perché tu hai consegnato tutto nelle nostre umili mani e hai fatto sì che il sogno si realizzasse.

Forse, come ha ben detto don Mirko nell’omelia, a volte ci sembra di non avere niente, ma Gesù chiede proprio quel niente come i cinque pani del vangelo e con quel nostro niente è capace di cambiare molte cose.

Ci aspetta anche il pulmino della Caritas di Rio nell’Elba che, attraverso la Sig.ra Anna Contestabile, ha potuto essere il “mezzo” importante per far girare il sogno…

Caro Giuseppe, a Lourdes ci siamo mossi con il treno più veloce che c’è, qua c’era la nave, tu il navigatore e il capitano. Io volevo realizzare il tuo sogno e forse ci sono anche riuscita, ma la cosa che è riuscita meglio è proprio il fatto che insieme a me c’erano tanti ragazzi che hanno fatto tutti la loro parte per farti star bene, l’accoglienza delle persone, il tuo sorriso, i tuoi abbracci e i tuoi baci hanno smosso cuore e lacrime di molti di noi.

Grazie perché il tuo sogno è importante, continua a sognare perché il Signore fa grandi cose proprio attraverso i nostri sogni più belli.
Non sei stato fortunato è vero,  ma Gesù ti vuole bene e vuole bene anche a noi facendo di te un Regalo per la nostra vita che è fatta per essere DONO!

1 commenti:

Anonimo ha detto...

GRAZIE GIUSEPPE

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