"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

lunedì 30 maggio 2011

Solisti, gruppi gospel, band e cori per l'edizione 2011 del Good News Festival romano

Un grido in musica, una richiesta d'aiuto per la propria cecità spirituale sull'esempio del cieco nato, capace di una fede così grande da invocare Gesù quale unico guaritore. Questo è “Come vorrei”, il brano che ha vinto la terza edizione del Good News Festival, rassegna romana dedicata alla canzone di ispirazione cristiana organizzata dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile. 

La premiazione di Francesca Carcione, autrice ed interprete di «un testo toccante», come è stato definito dalla giuria, è avvenuta nella tarda serata di sabato (28 maggio) dopo che sul palco, allestito presso la parrocchia di San Lino alla Pineta Sacchetti, si erano esibiti i 12 finalisti. Solisti, gruppi gospel, band, cori, giovani e giovanissimi ma anche coppie di sposi, animatori di comunità, seminaristi, tutti con l'entusiasmo di «cantare la fede», che era poi il tema scelto per questa edizione del festival, volutamente in linea con quello della prossima Gmg di Madrid: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”.

«Edizione dopo edizione il festival cresce – ha detto don Maurizio Mirilli, direttore del Servizio per la pastorale giovanile della diocesi – sia in qualità che in quantità». Trentacinque i file mp3 pervenuti quest'anno alla segreteria organizzativa del Good News Festival, oltre 90 i brani ascoltati in questi tre anni; sei le parrocchie romane toccate dalla manifestazione che hanno ospitato semifinali e finali. 

Quest'anno la serata conclusiva della rassegna canora ha coinciso con la festa dei giovani della XXXIII prefettura, scelta per questo motivo come location ideale, e si è svolta in un clima di festa e condivisione tra note e stand gastronomici anche equo solidali. 

Ad animare l'evento musicale, non solo le voci dei finalisti ma anche quelle degli ospiti: sono intevenuti i Kerigma, un gruppo che coniuga la meditazione della Scrittura con il canto; Neks - Federico Granaldi, un giovane rapper in gara all'ultimo Festival di Sanremo; e Tony Nevoso che nel 2000, a Tor Vergata, intonò la prima strofa dell'“Emmanuel”, l'inno della Gmg di Roma. I due cantautori facevano anche parte della giuria chiamata a decretare il vincitore del Good News Festival 3, insieme a don Maurizio Mirilli, padre Raffaele Giacopuzzi, direttore artistico della manifestazione e Alberto Nadel, tecnico del suono della Radio Vaticana.

Loro cinque hanno posto sul podio, dal basso, Antonio Francesco Parrisi che con “I binari dell'esistenza” ha cantato «in modo moderno ma profondo» la fede quale elemento imprescindibile nel viaggio della vita; i The Voice perché «coinvolgenti e molto originali» nel professare la loro fiducia in Dio con “Io credo in te”; e, appunto, Francesca Carcione che ha dedicato la vittoria al marito, coautore del suo brano, e a Gesù che in “Come vorrei” ha invocato «con una splendida voce e un'ottima interpretazione». A lei, come premio, la possibilità di incidere in una sala di registrazione professionale la sua canzone che sarà inoltre disponibile on line sulla piattaforma digitale di I-tunes, in vendita a 0,99 euro. 

A tutti i partecipanti l'invito ad esibirsi sabato prossimo (4 giugno) alGP2, il Centro Giovanile intitolato a Giovanni Paolo II, perché «l'obiettivo del Good News Festival – ha spiegato don Mirilli – è quello di incoraggiare i giovani a comporre musica cristiana offrendo loro spazi ed occasioni per esibirsi, per cantare la propria fede, cantare per amore di Dio». 


Per ulteriori informazioni sul Good News Festival: http://www.goodnewsfestival.it/ 


-Roma7-

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