"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

venerdì 11 marzo 2011

I Vescovi americani destinano borse di studio per 6 milioni di euro in Africa

È da otto anni che i vescovi degli Stati Uniti, attraverso la colletta nazionale da loro promossa con il Fondo di solidarietà per la Chiesa in Africa, sostengono progetti nel continente con l’erogazione di circa 291 borse di studio per un valore complessivo di sei milioni di euro. 

Negli anni, è stata finanziata l’educazione catechetica dei laici in Namibia; la formazione di assistenti pastorali per i malati in Uganda; laboratori su giustizia, pace e sviluppo nell’Africa occidentale; l’assistenza alle radio libere cattoliche in Liberia; la formazione di insegnanti cattolici in Ghana e il centro per giovani traumatizzati dalla guerra civile “The action of Thalita Kum” nella Repubblica del Congo. 

Anche quest’anno, riferisce la Zenit, il progetto è stato lanciato: ha come titolo “È possibile, unisciti a noi” e si concentra sulla promozione dell’educazione come principale necessità pastorale dell’Africa orientale, obiettivo deciso sulla base dei risultati di uno studio curato dalla Conferenza episcopale degli Usa in collaborazione con la Mendoza school of business presso la University of Notre dame e le Conferenze episcopali dell’area. 

“La Chiesa in Africa è benedetta da una fede radicata nella speranza, raggiunta con la sopravvivenza in mezzo a sfide critiche e uniche che affronta quotidianamente ogni parrocchia, ogni villaggio e ogni paese - ha detto mons. John Ricard, vescovo di Pensacola-Tallahassee, in Florida, e presidente del Sottocomitato per la Chiesa in Africa nato in seno all’episcopato – tutti i Paesi dell’Africa sono ricchi di cultura, risorse e chiari valori umani”. 

Il presule, però, ha sottolineato anche i problemi del continente, come l’Aids che minaccia la vita di milioni di persone, la guerra, l’oppressione, la povertà estrema e la carestia: “La fede è ciò che sostiene la gente che deve affrontare queste realtà”, ha concluso.

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