"Abbiamo visto che la Chiesa anche oggi benché soffra tanto, come sappiamo, tuttavia è una Chiesa gioiosa, non è una Chiesa invecchiata, ma abbiamo visto che la Chiesa è giovane e che la fede crea gioia" (Benedetto XVI, 29 luglio 2010)

lunedì 24 gennaio 2011

In Sud Sudan un ospedale missionario per i poveri di Wau

Per ora ci sono solo il dispensario e il pronto soccorso, ma il mese prossimo arriveranno i reparti specialistici e saranno possibili i ricoveri. 

Wau, una città del Sud Sudan che non può dimenticare guerra e povertà, ha da alcuni giorni un nuovo ospedale. La struttura, intitolata a San Daniele Comboni, è il frutto di mesi di lavoro missionario. 

“Finora a Wau c’era solo un ospedale pubblico con grandi problemi sia in termini di personale che di risorse finanziarie”, dice all'agenzia Misna suor Maria Martinelli, una comboniana che lavora nella nuova struttura. Confiscato dall’esercito sudanese nel 1958, l’edificio è tornato alla Chiesa cattolica solo due anni fa. 

La guerra civile è finita ma i 19 medici e infermieri del San Daniele Comboni dovranno far fronte a nuove emergenze. “Nei campi attorno alla città vivono in condizioni precarie migliaia di persone tornate dal nord per il referendum”, sottolinea suor Maria. 

La settimana scorsa, molti di questi migranti hanno votato per la separazione del Sud Sudan da Khartoum. Il San Daniele Comboni è anche per loro.

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